L'INDAGINE

Inflazione, Milano rialza la testa: aumenti contenuti nei dati, ma la spesa pesa sempre di più

Numeri sulla carta rassicuranti, ma Codici Lombardia lancia l'allarme: gli aumenti si sentono sul carrello della spesa

Inflazione, Milano rialza la testa: aumenti contenuti nei dati, ma la spesa pesa sempre di più

L’inflazione ufficiale resta sotto controllo, ma quella percepita dalle famiglie racconta una realtà ben diversa.

A marzo il dato nazionale ha segnato infatti un +1,7%, mentre Milano si attesta leggermente più in alto, al +1,8%.

Numeri che, sulla carta, potrebbero sembrare rassicuranti.

Ma a crescere sono soprattutto le voci più sensibili del bilancio domestico: alimentari, energia e beni di uso quotidiano.

Inflazione sotto controllo, ma si sente nel carrello della spesa

Il risultato si vede chiaramente al supermercato. Il cosiddetto “carrello della spesa” registra un aumento del +2,2%, mentre i prodotti acquistati con maggiore frequenza superano il +3,1%.

Ancora più marcato il rincaro degli alimentari non lavorati, che arrivano al +4,7%. Altro che inflazione moderata: per molte famiglie gli scontrini sono sempre più pesanti.

A evidenziare il problema il segretario regionale di Codici Lombardia, Davide Zanon:

Davide Zanon, segretario regionale di Codici Lombardia

“Il problema non è l’inflazione che si vede, ma quella che si paga ogni giorno”.

Energia e tensioni internazionali spingono i prezzi

Tra i principali fattori di pressione torna al centro il costo dell’energia.

A marzo, gli energetici regolamentati hanno segnato un aumento mensile dell’8,5%, mentre quelli non regolamentati crescono del 5%. Un segnale chiaro: nuovi rincari potrebbero essere imminenti.

A pesare è anche il contesto internazionale.

Il conflitto tra Stati Uniti e Iran contribuisce a mantenere alta la tensione sui mercati energetici.

Quando aumentano energia e carburanti, gli effetti si propagano rapidamente lungo tutta la filiera, dai trasporti alla produzione fino alla distribuzione, per poi riflettersi inevitabilmente sui prezzi al consumo.

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Fine della tregua inflattiva

Lo scenario attuale segna un cambio di passo rispetto a pochi mesi fa.

Alla fine del 2025, Milano registrava un’inflazione intorno all’1%, con dinamiche in rallentamento nel breve periodo. Oggi quella fase appare ormai superata.

L’inflazione cambia natura: meno diffusa, ma più concentrata.

E proprio per questo più difficile da gestire, perché colpisce beni essenziali sui quali è impossibile risparmiare.

Rincari selettivi nei mercati

Nei mercati rionali la situazione è variegata.

Se da un lato si registrano alcuni ribassi nell’ortofrutta, dall’altro si evidenziano aumenti netti su carne, pollame e pesce.

Si tratta di rincari mirati, che incidono direttamente sulla spesa settimanale delle famiglie.

“Una famiglia non compra l’indice ISTAT: compra pane, carne e paga bollette”, osserva Zanon, sintetizzando il divario tra dati statistici e vita quotidiana.

Il nodo dei ritardi nei controlli

A complicare il quadro c’è anche la questione dei tempi di monitoraggio.

L’Osservatorio prezzi di Milano, ad esempio, discute ad aprile dati riferiti a novembre e dicembre.

Un ritardo significativo che rischia di rendere inefficaci i controlli proprio mentre i prezzi continuano a cambiare rapidamente.

Secondo Codici, questa lentezza può favorire l’emergere di rincari anomali senza adeguata vigilanza.

La richiesta: più trasparenza sui prezzi

In un contesto internazionale ancora incerto, anche la Banca d’Italia avverte che inflazione e crescita restano fortemente legate all’andamento dei costi energetici.

Per questo Codici Lombardia chiede interventi immediati:

  • monitoraggi mensili sui beni essenziali
  • maggiore trasparenza lungo la filiera
  • strumenti pubblici accessibili ai cittadini per confrontare i prezzi

E Zanon osserva ancora:

“Senza trasparenza, il rischio è sempre lo stesso: a pagare sono i cittadini e questa volta la stangata potrebbe arrivare senza nemmeno essere percepita in tempo”.