La missione non si ferma

Dopo l’abbordaggio, Flotilla pronta a ripartire verso Gaza: mobilitazione per liberare due attivisti detenuti in Israele

Intanto i legali della Global Sumud Flotilla hanno depositato un ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo contro l'Italia per non aver tutelato Thiago Avila e Saif Abu Keshek, arrestati su un’imbarcazione battente la nostra bandiera

Dopo l’abbordaggio, Flotilla pronta a ripartire verso Gaza: mobilitazione per liberare due attivisti detenuti in Israele

Non si ferma la missione della Global Sumud Flotilla diretta a Gaza. Dopo l’abbordaggio di oltre venti imbarcazioni al largo di Creta, avvenuto in acque internazionali, gli attivisti, come riferito dall’Ansa, annunciano una nuova partenza nei prossimi giorni.

Ripartiremo e saremo ancora di più rispetto a quando siamo partiti dalla Sicilia“, ha dichiarato Luca, uno degli italiani a bordo, durante un collegamento a un presidio organizzato sabato 2 maggio 2026 davanti alla Farnesina. Secondo gli organizzatori, nuove imbarcazioni dalla Grecia e dalla Turchia si uniranno alla flotta.

Attivisti arrestati

Nel frattempo, l’attenzione si è spostata anche sulla vicenda di Thiago Avila e Saif Abukeshek, attivisti attualmente detenuti in Israele. I due hanno iniziato uno sciopero della fame e, tramite i loro legali, denunciano presunte violenze subite durante il fermo.

Secondo quanto riferito, Avila sarebbe stato “trascinato faccia in giù e picchiato fino a perdere conoscenza“, mentre Abukeshek avrebbe raccontato di essere stato immobilizzato a terra, bendato e con le mani legate.

Racconti di violenze

Le accuse di maltrattamenti arrivano anche da altri attivisti coinvolti nell’operazione. “Sono stato in isolamento in un container chiuso per circa trenta ore“, ha raccontato Tony La Piccirella, aggiungendo che diversi attivisti sarebbero stati picchiati e alcuni feriti in modo grave.

Le testimonianze parlano di condizioni difficili durante il trasferimento e la detenzione, con decine di persone trattenute in spazi ristretti e senza adeguata assistenza.

Ricorsi in Procura a Roma e alla Cedu

Il team legale internazionale si è attivato su più fronti per ottenere il rilascio dei due attivisti. Oltre a un ricorso presentato alla Procura di Roma, ne è stato depositato un altro urgente alla Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU).

Gli avvocati denunciano una “violazione grave” dei diritti fondamentali e ipotizzano anche una responsabilità dell’Italia, in quanto Stato di bandiera dell’imbarcazione coinvolta. L’accusa è di non aver adeguatamente tutelato  Thiago Avila e Saif Abu Keshek.

Intervento di Greta Thunberg

Sulla vicenda è intervenuta anche Greta Thunberg, la celebre attivista svedese, che ha chiesto il rilascio immediato dei due attivisti.

“È stato confermato che sono stati torturati”, ha dichiarato in un video, sostenendo che siano detenuti “sulla base di accuse false”. Ha inoltre sollecitato un intervento urgente da parte dei governi di Spagna e Svezia.

 

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Intanto cresce la mobilitazione a sostegno della Flotilla, con presidi e iniziative in diversi Paesi europei. Gli organizzatori parlano di una “mobilitazione permanente” fino alla liberazione dei detenuti.

La nuova partenza della flotta rappresenta quindi non solo una prosecuzione della missione umanitaria, ma anche un segnale politico che punta a mantenere alta l’attenzione internazionale sulla situazione a Gaza.