La tensione tra Stati Uniti e Germania ha raggiunto un nuovo picco nella giornata di mercoledì 29 aprile 2026, a seguito di un duro scambio verbale tra i leader delle due potenze. Il Presidente Donald Trump ha reagito con veemenza alle recenti esternazioni di Friedrich Merz, il quale aveva affermato che la leadership di Teheran ha “umiliato gli Stati Uniti” e che l’attuale amministrazione americana mancherebbe di una strategia definita.
Il Capo della Casa Bianca ha replicato con durezza alle critiche del politico tedesco:
“Non sa di cosa parla, non mi meraviglio che la Germania stia andando così male”.
Secondo il leader statunitense, la Repubblica Islamica sarebbe prossima al collasso economico e punterebbe con urgenza alla riapertura dello Stretto di Hormuz.
La strategia della Casa Bianca e le mediazioni in corso
Sul fronte operativo, il Wall Street Journal riporta che il Presidente americano ha incaricato i propri collaboratori di predisporre un blocco prolungato dei porti iraniani. L’obiettivo dichiarato è quello di continuare a comprimere l’economia della nazione mediorientale per costringere le autorità locali a capitolare sul dossier relativo al programma nucleare.
Contemporaneamente, si muove la diplomazia internazionale. Secondo quanto riferito dalla CNN, i mediatori presenti in Pakistan attendono di ricevere una proposta riveduta da parte dell’Iran per giungere alla fine delle ostilità, dopo che la precedente bozza era stata respinta ufficialmente da Washington.
Gli Emirati Arabi escono dall’Opec
Mentre prosegue il conflitto nel Golfo, un nuovo evento scuote la stabilità energetica globale. Gli Emirati Arabi Uniti, tra i principali produttori mondiali di greggio, hanno annunciato l’intenzione di abbandonare l’Opec. La decisione dei rappresentanti di Abu Dhabi è maturata a seguito di profondi dissidi interni riguardanti i tagli alla produzione.
La reazione dei mercati è stata immediata e significativa: il prezzo del petrolio è tornato a salire rapidamente, superando la soglia dei 110 dollari al barile, aggravando le incertezze per l’economia internazionale già provata dal confronto tra USA e Iran.