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25 Aprile: a Roma caccia all’attentatore che ha sparato a due persone con il fazzoletto dell’Anpi

A Milano querele incrociate fra il presidente dell’Associazione partigiani e il capo della comunità ebraica su divieto di bandiere e antisemitismo

25 Aprile: a Roma caccia all’attentatore che ha sparato a due persone con il fazzoletto dell’Anpi

Il 25 Aprile 2026 a Roma e Milano si è celebrato con manifestazioni di massa per la Festa della Liberazione, ma gli eventi sono stati segnati da episodi di tensione e violenza.

A Roma, un’aggressione armata contro due attivisti dell’Anpi ha scosso la capitale; a Milano, invece, il corteo della Brigata ebraica ha generato contestazioni e polemiche che hanno rallentato la marcia dei partigiani per oltre due ore. E si procede a colpi di carte bollate.

Roma: caccia all’uomo che ha sparato contro attivisti dell’Anpi

Nel cuore delle celebrazioni romane, lungo il percorso tra via delle Sette Chiese e viale Ostiense, si è consumata una scena inquietante. Un uomo in scooter, con casco integrale e giacca verde militare, ha esploso colpi contro due attivisti dell’Anpi, un uomo e una donna di circa 60 anni, entrambi riconoscibili grazie al fazzoletto dell’associazione al collo.

L’aggressore ha agito nei pressi del Parco Schuster, utilizzando una pistola ad aria compressa tipo softair.

Proiettili e piombini recuperati sul posto confermano la natura dell’arma. I due attivisti sono rimasti feriti in modo lieve, ma lo shock è stato profondo.

Colpiti come bersagli perché dell’Anpi“, hanno denunciato i due, ancora sotto choc.

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo e le indagini, affidate all’antiterrorismo, stanno passando al setaccio testimonianze e riprese delle videocamere, nella speranza di individuare la targa dello scooter e risalire all’autore del gesto.

Dopo l’agguato, l’uomo si è dileguato rapidamente a bordo dello scooter, scatenando una caccia all’uomo. Gli investigatori stanno passando al setaccio testimonianze e filmati delle videocamere tra via delle Sette Chiese e viale Ostiense:

In alcune immagini potrebbe essere stata ripresa la targa del mezzo utilizzato per risalire a un proprietario e capire i movimenti“, spiegano fonti investigative.

Per gli investigatori non è escluso il gesto di un cane sciolto che potrebbe aver agito autonomamente, ma tra le piste al vaglio c’è anche quella degli ambienti legati all’estrema destra.

L’Anpi di Roma ha definito l’episodio un “grave atto di violenza“, ribadendo: “non ci faremo intimidire”, richiamando i valori della Resistenza e della Repubblica nata dalla Liberazione.

Il presidente nazionale Gianfranco Pagliarulo ha parlato di episodio “gravissimo“, criticando anche il silenzio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Nicola Fratoianni, di Avs, ha espresso solidarietà alla vittima Rossana Gabrieli: “Un ennesimo episodio violento contro chi difende i valori antifascisti“.

Il presidente Anpi Gianfranco Pagliarulo
Il presidente Anpi Gianfranco Pagliarulo

Milano: contestazioni e tensioni nel corteo della Brigata ebraica

Anche a Milano la celebrazione del 25 Aprile ha registrato una massiccia partecipazione: circa 100.000 persone, secondo l’Anpi, si sono riversate in piazza per commemorare la Liberazione dal nazifascismo. Tuttavia, il corteo ha subito forti rallentamenti e tensioni, in particolare legate allo spezzone della Brigata ebraica.

5 Aprile: a Roma caccia all'attentatore che ha sparato a due persone con il fazzoletto dell'Anpi
25 aprile 2026, Milano

Tutto è iniziato alle 14.25, quando i funzionari della Questura hanno fatto entrare lo spezzone da via Boschetti. Al momento della partenza, i gonfaloni dei Comuni e l’Anpi erano ancora indietro: la Brigata ebraica si è trovata davanti a tutti su Corso Venezia.

Un gruppo di circa venti militanti dei Carc con bandiere palestinesi è stato allontanato dalla polizia, ma progressivamente la contestazione è cresciuta. “Fuori, fuori!” urlavano i manifestanti, mentre decine di migliaia di persone restavano bloccate, senza poter avanzare. Lo spezzone della Brigata Ebraica è stato fermato per quasi un’ora e mezza, tra insulti e tensioni crescenti.

Alle 16.20, la Questura ha deciso di far uscire lo spezzone dalla testa del corteo, evitando un conflitto con i manifestanti. I fischi e gli applausi dei presenti hanno accompagnato l’allontanamento.

Il direttore del Museo della Brigata Ebraica, Davide Romano, ha parlato di “gravissima ferita istituzionale e costituzionale“.

Il presidente della comunità ebraica milanese, Walker Meghnagi, ha dichiarato: “Accuso il presidente nazionale dell’Anpi Pagliarulo e il presidente dell’Anpi di Milano Minelli, quello che fanno è incitamento all’antisemitismo“.

Accuse e repliche

L’Anpi ha respinto ogni accusa, spiegando che lo spezzone della Brigata Ebraica avrebbe violato gli accordi con la Questura.

Ci sono le bandiere israeliane, ma c’era stato un impegno da parte della Comunità Ebraica di non portarle per motivi ovvi, data la situazione”, ha precisato Pagliarulo. Il presidente provinciale di Milano, Primo Minelli, ha annunciato querela per diffamazione contro Meghnagi, definendo le affermazioni “false e offensive” e ribadendo che la decisione è stata presa per tutelare l’onore dell’associazione.

La controversia ruota anche attorno al rispetto degli accordi sul corteo: secondo l’Anpi, la Brigata ebraica non avrebbe rispettato la posizione concordata e avrebbe esibito simboli politici non autorizzati, tra cui immagini di Netanyahu, Trump e dello scià Pahlavi. Meghnagi ha contestato questa versione, sottolineando che la Brigata ha rispettato le regole stabilite con le forze dell’ordine.

Minelli ha osservato che la contestazione non è stata opera di centri sociali ma di “gente comune“, irritata dalla presenza di simboli politici controversi, mentre altri gruppi ebraici come “Mai indifferenti” hanno sfilato senza contestazioni. Meghnagi ha ribadito che i cittadini italiani di religione ebraica hanno diritto di onorare i caduti della Liberazione senza essere espulsi dal corteo.