Sabato 25 aprile 2026 alle 11:30 e domenica 26 aprile alle 20:30 su Alma TV- Marcopolo TV, canale 65 del digitale terrestre, Gulliver, il programma condotto da Stefano Ribaldi, dedica una puntata a due rivoluzionari Maestri, entrambi in mostra al Museo Storico della Fanteria di Roma.
Il ritmo del colore e la rivoluzione del ritaglio di Matisse
Nella prima parte della puntata, la curatrice Vittoria Mainoldi racconta “L’ultimo Matisse – Morfologie di carta”, la mostra che celebra la straordinaria “seconda vita” di uno dei padri dell’arte moderna, visitabile fino al 28 giugno 2026.
Costretto da un tumore alla mobilità ridotta, Matisse trasforma il limite in libertà, sostituendo il pennello con le forbici e la tela con il dinamismo della carta. Dipingendo a guazzo fogli di carta poi ritagliati e ricomposti, l’artista dà vita ai celebri cut-outs (in francese papiers découpés) destinati a segnare una svolta decisiva nella storia dell’arte del Novecento e nella grafica.
“In questa mostra cerchiamo di distaccarci dal concetto di icona: sia Icarus che i Nudi Blu con cui noi inauguriamo la mostra sono diventate vere e proprie icone e sono state svuotate di significato: noi cerchiamo di raccontare che questi ritagli sono in realtà molto ricchi, e sono un vero punto di arrivo di una ricerca che è durata un’intera vita”, spiega Mainoldi.
La rivoluzione luministica e naturalistica di Caravaggio e dei Caravaggeschi
A seguire nella puntata, “Caravaggio e i Maestri della luce”, prodotta da Navigare S.r.l. e curata da Alberto Bertuzzi, ospite in studio, e Francesco Gallo Mazzeo. La mostra, visitabile fino al 7 giugno 2026, propone una rilettura del caravaggismo come linguaggio moderno e autonomo, capace di adattarsi ai diversi contesti culturali europei in cui si diffuse attraverso l’osservazione delle opere e il confronto tra artisti attivi a Roma e nei principali centri del continente.
Il percorso espositivo, articolato in 6 aree tematiche, presenta 23 dipinti a olio su tela e su tavola di 22 artisti, prestiti da collezioni private. Al centro del progetto, la luce, strumento narrativo e mezzo di conoscenza dell’umano e del divino. “La luce è tutto per Caravaggio, è il leitmotiv della sua arte: la luce illumina le tenebre, squarcia il buio, rivela la materialità, la carne, l’umanità dei suoi modelli”. Così Bertuzzi definisce lo strumento che contraddistingue il Maestro innovatore, grazie al quale Caravaggio seppe coniugare immaginazione e realtà nelle sue disarmanti tele.
Entrambe le mostre nascono da una iniziativa culturale promossa da Ministero della Difesa – Difesa Servizi con il patrocinio di Regione Lazio e Città di Roma-Assessorato alla Cultura.