Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, giovedì 24 aprile 2026, ha ricevuto al Quirinale una rappresentanza delle Associazioni combattentistiche e d’Arma in occasione dell’81° anniversario della Liberazione dal fascismo.
All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, il presidente del Consiglio nazionale permanente delle Associazioni d’Arma Paolo Gerometta e il presidente della Confederazione italiana fra le associazioni combattentistiche e partigiane Claudio Betti, oltre alla sottosegretaria alla Difesa Isabella Rauti.
“A tutti voi va il ringraziamento delle istituzioni e della comunità per l’impegno costante con cui custodite e tramandate la memoria di quanti hanno lottato, sofferto, sacrificato la propria vita per restituire alla Patria onore e libertà” ha esordito il Capo di Stato nel suo discorso.

Il valore della Liberazione
Nel suo intervento, Mattarella ha sottolineato il significato storico della Resistenza come momento fondante della Repubblica italiana.
“La lotta di Liberazione è stata una delle pagine fondanti della storia repubblicana”, ha affermato il Capo di Stato, evidenziando come essa rappresenti “il riscatto morale e civile di un popolo” capace di affermare valori come libertà, giustizia, pace e democrazia.
Difendere libertà e pace
Il Presidente della Repubblica ha ribadito come i principi nati dalla Liberazione siano oggi alla base della convivenza civile e della presenza dell’Italia nel contesto internazionale.
“Libertà e pace non sono elementi acquisiti una volta per tutte”, ha ricordato, sottolineando che si tratta di beni fragili che richiedono impegno costante e responsabilità quotidiana. “Si tratta di un patrimonio che deve essere custodito, fatto vivere, trasmesso alle giovani generazioni. Il prevalere della legge imposta da chi si ritenga provvisoriamente più forte è destinato, infatti, a seminare lutti e distruzioni, aprendo a una condizione di conflitti permanenti, di barbarie nella vita internazionale”.

Il contesto internazionale
Nel discorso è emerso anche un forte richiamo all’attualità globale, segnata da conflitti e tensioni.
“In molte, troppe parti del mondo, uomini, donne, bambini vivono contesti di guerra”, ha detto Mattarella, denunciando situazioni in cui “la dignità umana viene calpestata” e il diritto internazionale violato.
Un passaggio centrale è stato dedicato all’importanza della memoria storica, affidata anche al lavoro delle associazioni combattentistiche.
“Custodi della memoria, siete testimoni di una storia che non è materia per archivi ma perennemente vivente”, ha dichiarato il Presidente, evidenziando il valore educativo per le nuove generazioni. “Il 25 aprile mi recherò a San Severino Marche, Città insignita della Medaglia d’Oro al Merito Civile, che ha offerto un contributo significativo alla lotta di Liberazione, pagando un prezzo alto in termini di sofferenze e di sacrifici”.

Guardando al futuro, Mattarella ha ribadito l’impegno dell’Italia nella difesa dei diritti umani e della pace.
Nel ricordare il sacrificio di chi ha combattuto per la libertà, ha concluso con parole simboliche:
“Viva la Liberazione. Viva la Repubblica”.