Mentre capi di Stato e di governo sono a Cipro al vertice informale dell’Unione Europea, a cui ha partecipato anche la Premier Giorgia Meloni, giovedì 23 aprile 2026 è arrivata la notizia che il Consiglio dell’UE ha approvato sia il prestito di 90 miliardi di euro all’Ucraina, sia un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia.
“Oggi è un bel giorno per l’Europa e per l’Ucraina – ha dichiarato la Presidente della Commissione europea Ursula Von Der Leyen – L’ultima volta che sono stata con te a Kiev, caro Volodymyr Zelensky, ti ho detto che avrei portato i 90 milioni di euro del prestito, in un modo o nell’altro. Oggi abbiamo mantenuto la promessa”.
Today is a good day for Europe and Ukraine.
Last time I was with you in Kyiv, dear Volodymir @ZelenskyyUa, I said we would deliver the €90 bn loan – one way or the other.
Today, we deliver on this promise. https://t.co/Gu5jTN0pFD
— Ursula von der Leyen (@vonderleyen) April 23, 2026
“Promesso, mantenuto, attuato – ha aggiunto Antonio Costa, Presidente del Consiglio europeo – La strategia dell’UE per raggiungere una pace giusta e duratura in Ucraina si fonda su due pilastri: rafforzare l’Ucraina e aumentare la pressione sulla Russia”.
Promised, delivered, implemented.
The EU’s strategy to achieve a just and lasting peace in Ukraine rests on two pillars: strengthening Ukraine; increasing pressure on Russia. Today we moved forward on both:
▪️ Unlocking the €90 billion loan to Ukraine, securing financial and…
— António Costa (@eucopresident) April 23, 2026
In cosa consistono il prestito e le sanzioni
Lo sblocco del prestito all’Ucraina e delle nuove sanzioni alla Russia è stato possibile dopo la caduta del veto da parte di Ungheria e Slovacchia, con la prima che ha cambiato decisione a seguito dell’elezione del nuovo Presidente Magyar al posto di Orban. Quest’ultimo a febbraio si era messo di traverso, sostenendo che Kiev non stesse facendo abbastanza per riparare una sezione dell’oleodotto Druzhba, danneggiata da Mosca, che porta petrolio russo in Ungheria. L’ok di Magyar sarebbe giunto dopo che Zelensky ha assicurato il ritorno in funzione dell’oleodotto.
Il primo esborso all’Ucraina, come specificato dalla Commissione europea, avverrà il prima possibile: per il 2026, infatti, Bruxelles intende trasferire 45 miliardi di euro (di cui 16,7 miliardi per sostegno finanziario e 28,3 miliardi per spese militari). I restanti 45 miliardi di euro saranno mantenuti per il 2027 e copriranno i due terzi del fabbisogno finanziario dell’Ucraina.
Queste le parole del Presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky:
“Oggi è un giorno importante per la nostra difesa e per le nostre relazioni con l’Unione Europea. Il prestito di sostegno europeo per l’Ucraina è stato sbloccato: 90 miliardi di euro in due anni. Questo pacchetto rafforzerà il nostro esercito, renderà l’Ucraina più resiliente e ci consentirà di adempiere ai nostri obblighi sociali nei confronti degli ucraini, come previsto dalla legge. È fondamentale che l’Ucraina si assicuri questo livello di sicurezza finanziaria, dopo oltre quattro anni di guerra su vasta scala.
Stiamo lavorando affinché la prima tranche di questo pacchetto di sostegno sia disponibile già a maggio-giugno. I fondi del pacchetto europeo saranno destinati, tra le altre priorità, alla produzione di armamenti, all’acquisto di armi necessarie dai nostri partner che non produciamo ancora in Ucraina e alla preparazione del nostro settore energetico e delle infrastrutture critiche per il prossimo inverno.
Il ventesimo pacchetto è stato sbloccato e dovrà essere seguito da ulteriori misure sanzionatorie. Continueremo a esplorare un nuovo formato di cooperazione con i nostri partner – Drone Deals – che si è già dimostrato efficace in Medio Oriente e nel Golfo. Crediamo che solo attraverso sforzi congiunti possiamo raggiungere una forza davvero significativa, e l’Europa merita questo tipo di forza. Gloria all’Ucraina!”.
We have secured Ukraine’s financial resilience for two years. Together, we are doing everything to ensure that our state has sufficient funds for both defense and social needs. We discussed this today with Ursula von der Leyen @vonderleyen and António Costa @eucopresident. It is… pic.twitter.com/Dsi7XMbeKZ
— Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) April 23, 2026
Per gestire questo prestito, Kiev dovrà aprire un conto corrente in Germania, presso la Bundesbank, e che la Ue potrà monitorare direttamente. E poi andranno concordati nel dettaglio con l’Ucraina i requisiti su stato di diritto, lotta alla corruzione, gestione delle finanze pubbliche e altre riforme chiave.
Escluse dal prestito congiunto sono Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca, mentre gli altri Stati membri pagheranno 3 miliardi di euro di interessi annuali. Questa somma di denaro sarà poi restituita dall’Ucraina solo se la Russia accetterà di ottenere riparazioni di guerra, cosa che però Mosca non sembra intenzionata a fare.
Per quanto riguarda invece le sanzioni alla Russia, il ventesimo pacchetto comprende 46 petroliere, 60 società e 117 persone fisiche, secondo quanto riportato in un comunicato pubblicato sul sito web del ministero degli Affari Esteri dell’Estonia.
“Il pacchetto offre al Consiglio dell’UE la possibilità di introdurre un divieto totale sui servizi di trasporto marittimo relativi al greggio e ai prodotti petroliferi russi”.