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Sia Usa che Iran dicono di avere il controllo sullo stretto, che rimane chiuso

Trump: "Distruggere tutte le navi che posizionano mine nelle acque di Hormuz"

Sia Usa che Iran dicono di avere il controllo sullo stretto, che rimane chiuso

Chi ha davvero il controllo sullo stretto di Hormuz? Dare una vera e propria risposta è difficile, soprattutto perché non è ancora chiaro quando si svolgerà il nuovo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran, dal quale si spera arrivino notizie sulla fine del conflitto.

Nel frattempo, da uno schieramento e l’altro giungono ripetutamente notizie del tipo “sono io ad avere il controllo sullo stretto“, con l’altro che replica “cosa dici? Sono io che ho il controllo“. La semplificazione grossolana di un botta e risposta infantile, ma che attualmente testimonia un vero e proprio stallo, purtroppo senza prospettiva di una soluzione a breve termine.

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Cartina dello stretto di Hormuz

La realtà dei fatti, però, è che i traffici marittimi a Hormuz sono bloccati o comunque rallentati al minimo. E a darci prova di ciò è il prezzo del petrolio: venerdì 24 aprile 2026, il Wti, benchmark statunitense, sale dello 0,18% a 96,02 dollari al barile, mentre il Brent, benchmark globale, guadagna lo 0,37% a 105,47 dollari. Una fascia di prezzo, soprattutto quella del Brent sopra i 100 dollari al barile, che produce drastiche conseguenze per il mercato energetico mondiale.

Iran, proposta di controllo sovrano su Hormuz

Sul fronte di Teheran, l’agenzia stampa Mehr, citando Fadahossein Maleki, membro del Consiglio nazionale del parlamento, ha riferito:

“Il parlamento iraniano e il Consiglio supremo per la sicurezza nazionale stanno esaminando un piano per assumere il controllo sovrano di Hormuz“.

In aggiunta viene detto che “la decisione finale rimane da definire“, tuttavia la notizia del sequestro di due navi cargo e dell’attacco a un terzo mercantile da parte del Corpo delle Guardie rivoluzionarie, conosciute anche come pasdaran, rappresenta un forte segnale delle intenzioni dell’Iran sullo stretto di Hormuz.

In aggiunta a ciò,  il vicepresidente del Parlamento Hamidreza Hajibabaei, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Tasnim, ha dichiarato:

“I primi introiti derivanti dai pedaggi dello Stretto di Hormuz sono stati depositati sul conto della Banca Centrale”.

Altro elemento che porta a pensare che Teheran sia avvantaggiata sull’area.

Trump: “Noi controlliamo Hormuz”

Giovedì 23 aprile 2026, però, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump è tornato a dare la sua versione, tra dichiarazioni alla stampa e post pubblicati sul suo social Truth:

Abbiamo il controllo totale sullo Stretto di Hormuz. Nessuna nave può entrare o uscire senza l’approvazione della Marina americana. È sigillato ermeticamente, finché l’Iran non sarà in grado di raggiungere un accordo”.

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Donald Trump

Poi il capo della Casa Bianca ha spostato il focus sui dissidi interni tra le autorità di Teheran:

“L’Iran sta facendo un’enorme fatica a capire chi sia il suo leader. Semplicemente non lo sanno. La lotta intestina tra la linea dura che stanno subendo pesantissime sconfitte sul campo di battaglia e i moderati, che di moderato non hanno proprio nulla (ma stanno guadagnando credito!) è una follia!”.

Sempre su Truth, il Presidente statunitense ha riferito che le azioni contro le navi o le imbarcazioni iraniane che stanno posizionando mine nello stretto di Hormuz saranno imponenti:

“Ho ordinato alla Marina degli Stati Uniti di aprire il fuoco e distruggere qualsiasi imbarcazione, per quanto piccola essa possa essere, che stia posizionando mine nelle acque dello Stretto di Hormuz. Non dovrà esserci alcuna esitazione. Inoltre, le nostre navi dragamine stanno bonificando lo Stretto proprio in questo momento. Ordino pertanto che tale attività prosegua, ma a un livello triplicato”.

Infine, come riferito dalla CNN sul suo sito, che ha citato funzionari del Pentagono USA, le forze armate americane stanno preparando piani di emergenza per colpire le difese iraniane nello Stretto di Hormuz qualora il fragile cessate il fuoco dovesse crollare.