Auto elettriche, come va il mercato? Tra incognite, perplessità e reazioni “di pancia” non mancano però punti di osservazione più razionali.
Ad esempio, guardando alla stato dell’arte del settore nelle varie Regioni del nostro Paese.
Una “fotografia” dove emerge che la Lombardia è la regione leader in Italia per diffusione della mobilità elettrica, ma il primato rischia di essere più fragile di quanto sembri.

Mobilità elettrica, guida la Lombardia ma…
A dirlo è il nuovo report “Mobilità elettrica in Lombardia” pubblicato da Codici Lombardia, associazione per i diritti del consumatore, che analizza i dati dal 2020 al 2025 e mette in luce criticità che incidono direttamente sui consumatori.
Secondo lo studio, basato su fonti come Motus-E, Eurostat e ACI, la regione conta oggi 15.836 punti di ricarica pubblici, pari al 21,7% del totale nazionale.
Le auto elettriche circolanti sono 57.381, con 11.762 nuove immatricolazioni nel solo 2024.
Numeri che confermano una leadership consolidata, ma che convivono con tre problemi strutturali che rischiano di rallentare la transizione ecologica.
Prezzi poco trasparenti e vantaggio economico ridotto
Il primo nodo riguarda i costi della ricarica pubblica.
Un’indagine condotta da Codici Lombardia nel mese di marzo evidenzia tariffe medie di 0,67 euro/kWh per la ricarica in corrente alternata (AC), 0,78 euro/kWh in corrente continua (DC) e fino a 0,90 euro/kWh per le colonnine ad alta potenza (HPC).
Non solo: alla stessa colonnina, il prezzo può variare anche del 35% a seconda dell’app utilizzata.
Un elemento che rende difficile orientarsi per i consumatori e mina la trasparenza del mercato.
Il risultato è che il punto di pareggio con il diesel – stimato tra 0,60 e 0,65 euro/kWh – viene spesso superato, riducendo o annullando il risparmio dell’elettrico.
Una mobilità “a due velocità”
Il secondo problema è rappresentato dal divario tra chi può ricaricare a casa e chi dipende dalla rete pubblica.

Nel primo caso, i costi oscillano tra 0,15 e 0,23 euro/kWh; nel secondo, possono essere fino a cinque volte più alti.
In una regione caratterizzata da un’alta presenza di condomini, questo si traduce in una disuguaglianza concreta: migliaia di cittadini restano esclusi dai benefici economici dell’elettrico, pur dovendo affrontare costi di acquisto più elevati.
Colonnine occupate e controlli insufficienti
La terza criticità è rappresentata dall’uso improprio degli stalli di ricarica.
Auto a motore termico parcheggiate negli spazi dedicati (il cosiddetto ICE-ing), veicoli elettrici lasciati oltre il tempo necessario o non in ricarica.
Si tratta di fatto di comportamenti già sanzionati dal Codice della Strada, ma poco controllati.

Le conseguenze sono immediate per gli utenti: attese, deviazioni e, nei casi più critici, il rischio di restare senza autonomia.
Duro il commento del segretario regionale di Codici Lombardia, Davide Zanon:

“Chi non ha un box privato oggi si trova spesso a pagare più del diesel e, allo stesso tempo, a non trovare una colonnina libera. Non è questa la transizione ecologica che vogliamo”.
Le proposte: trasparenza, incentivi e controlli
Nel report, l’associazione avanza nove proposte operative rivolte a Regione e Comuni, con interventi definiti “immediati e a costo contenuto”.
Tra le principali:
- la creazione di un osservatorio regionale sui prezzi della ricarica, con aggiornamenti mensili;
- il rifinanziamento dei bandi per le colonnine, con limiti tariffari e tempi certi di attivazione;
- incentivi per l’installazione di wallbox nei condomini, accompagnati da servizi di consulenza;
- l’estensione delle agevolazioni già attive a Milano, come la sosta gratuita e l’accesso alle ZTL;
- controlli più rigorosi sugli stalli, con pubblicazione periodica dei dati e campagne di sensibilizzazione.
Nel frattempo, l’associazione, sempre dalle parole di Zanon, lancia un ulteriore appello:
“Servono trasparenza sui prezzi, un piano serio per i condomini e controlli reali sugli stalli. Gli strumenti ci sono: ora tocca alle istituzioni utilizzarli”.