Di conflitto in Medio Oriente è tornata a parlare ieri la premier Giorgia Meloni all’assemblea di Federalberghi: in una situazione geopolitica instabile, in un quadro che cambia continuamente, nella congiuntura più difficile degli ultimi anni, l’analisi della presidente del consiglio sulla crisi internazionale parte dalla notizia della nuova chiusura dello Stretto di Hormuz, e valorizza poi anche il lavoro fatto al vertice dei volenterosi di Parigi, dove Meloni ha confermato l’impegno dell’Italia a un eventuale missione navale difensiva, ma solo dopo un consolidato cessato il fuoco e su autorizzazione parlamentare.

Il piano della Difesa per Hormuz
Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto (in copertina), ha delineato le tempistiche operative per un eventuale intervento marittimo. Secondo il titolare del dicastero, otto cacciamine italiane potrebbero raggiungere lo scacchiere mediorientale entro ventuno giorni dal via libera delle Camere.
Parallelamente, il Ministro degli Esteri ha riferito dalla Cina che anche le autorità di Pechino sostengono la necessità di ripristinare la libera navigazione nelle acque iraniane, sottolineando la rilevanza globale della sicurezza marittima.

Crisi carburanti e mobilitazione trasporti
Nonostante una lieve flessione dei listini, il costo del diesel permane sopra la soglia dei due euro al litro, gravando sui bilanci del comparto logistico. Per contrastare il caro gasolio, diverse sigle sindacali hanno indetto una stagione di proteste. La Commissione di garanzia degli scioperi dovrà esprimersi a breve sul blocco di cinque giorni proclamato da Unatrans per metà maggio. Contemporaneamente, i rappresentanti di Trasporto Unito daranno inizio a un fermo dei servizi per sollecitare interventi strutturali sui costi energetici.
Dibattito parlamentare e posizioni delle opposizioni
Le forze di minoranza esprimono forti riserve sull’ipotesi di un coinvolgimento militare e sulla gestione delle forniture energetiche. Il leader del Movimento 5 Stelle ha sollecitato l’apertura immediata di negoziati tra Russia e Ucraina, ipotizzando il ripristino degli acquisti di gas da Mosca per calmierare i prezzi. La segretaria del Partito Democratico ha invece ribadito che il raggiungimento della pace deve precedere qualunque tipo di missione nel Golfo, opponendosi a interventi armati prima di una risoluzione diplomatica del conflitto.
