GUERRA

Trump dopo la richiusura di Hormuz: “Non possono ricattarci”. Teheran colpisce due mercantili

Attacco contro i caschi blu in Libano, muore un soldato francese: Mattarella scrive a Macron

Trump dopo la richiusura di Hormuz: “Non possono ricattarci”. Teheran colpisce due mercantili

La crisi diplomatica e militare tra Stati Uniti e Iran (in copertina, Ghalibaf e Trump) ha subito una brusca accelerazione nelle ultime ore. Dopo una breve riapertura, le autorità di Teheran hanno disposto nuovamente il blocco dello Stretto di Hormuz, vincolando la ripresa del traffico marittimo alla rimozione delle sanzioni americane. Parallelamente, la stabilità dell’area è compromessa dagli scontri nel sud del Libano, dove un militare transalpino in forza alle Nazioni Unite ha perso la vita.

Il blocco di Hormuz e l’attacco ai mercantili

In data domenica 19 aprile 2026, il governo iraniano ha annunciato la chiusura dello snodo strategico di Hormuz, situato tra il Golfo Persico e il Golfo di Oman. I Pasdaran hanno condotto un’azione dimostrativa colpendo due navi mercantili, provocando danni materiali ma senza causare vittime tra gli equipaggi. Teheran ha dichiarato ufficialmente che la circolazione rimarrà interdetta fino a quando Washington non revocherà il blocco navale imposto alle imbarcazioni battenti bandiera iraniana.

La reazione di Donald Trump e la Situation Room

Il Presidente statunitense ha reagito ai fatti di sabato 18 aprile 2026 minimizzando la portata della minaccia, dichiarando:

“Non possono ricattarci”.

Nonostante l’ostentata sicurezza, l’inquilino della Casa Bianca ha convocato d’urgenza una riunione nella Situation Room per gestire l’escalation. L’obiettivo della Repubblica Islamica appare chiaro: utilizzare il controllo dello stretto come leva negoziale per ottenere concessioni prima della scadenza del cessate il fuoco prevista per martedì prossimo.

Stallo sull’uranio arricchito e diplomazia nucleare

Il nodo centrale del confronto resta il programma atomico, come confermato dai vertici legislativi di Teheran in questo aprile 2026. Il Presidente del Parlamento iraniano, Ghalibaf, ha riferito che, nonostante alcuni progressi tecnici, la firma di un accordo definitivo è ancora lontana. La distanza tra le parti riguarda principalmente i livelli di uranio arricchito e le garanzie richieste dall’Iran per stabilizzare l’economia nazionale in cambio della limitazione delle attività nucleari.

Scontri tra Israele e Hezbollah: ucciso un soldato francese

A complicare il quadro geopolitico nella giornata di domenica 19 aprile 2026, si sono registrati violenti scontri a fuoco tra le forze israeliane e i miliziani di Hezbollah. Nel corso dei combattimenti, un sergente maggiore francese appartenente al contingente ONU è rimasto ucciso, mentre altri tre commilitoni della medesima nazionalità hanno riportato ferite. Il Presidente Macron ha puntato il dito contro l’organizzazione paramilitare sciita, la quale però respinge ogni responsabilità per l’accaduto.

Il cordoglio delle istituzioni italiane

In seguito alla perdita del militare francese avvenuta a metà di questo aprile 2026, il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, ha inviato un messaggio ufficiale all’Eliseo. Nella missiva, il Capo dello Stato ha espresso sentimenti di profondo cordoglio al collega Macron, sottolineando il dolore per il sacrificio del soldato impegnato nella missione di pace. L’Italia segue con estrema attenzione l’evolversi della situazione, data la presenza di personale nazionale nel teatro operativo libanese.