La via verso la pace in Medio Oriente sembra essere tracciata, ma già dai primi sviluppi a seguito della riapertura dello stretto di Hormuz (in copertina: immagine dal sito MarineTraffic), si può notare come la situazione sia comunque delicata e fragile.
Tutto dipenderà dai prossimi negoziati tra Iran e Stati Uniti, i quali sono previsti per lunedì prossimo, 20 aprile 2026, a Islamabad, in Pakistan.

Iran chiude di nuovo lo stretto
Lo scenario in Medio Oriente evolve rapidamente, con decisioni e dietrofront che si susseguono quasi ora dopo ora. E infatti, senza che sia passato nemmeno un giorno dalla riapertura dello stretto, è arrivata una nuova comunicazione che ha risovvertito tutto.
Il comando militare iraniano ha chiuso di nuovo Hormuz a causa del blocco navale degli Stati Uniti.
Ebrahim Zolfaghari, portavoce del comando di Khatamolanbia, come riferito dall’agenzia Fars, ha dichiarato che il controllo dello stretto torna alla situazione precedente e sarà rigorosamente esercitato dalle forze armate iraniane.
“La decisione dell’Iran è dovuta alla mancanza di impegno da parte degli Stati Uniti e al loro cosiddetto blocco, che è pirateria e rapina. Abbiamo acconsentito in buona fede al passaggio di alcune navi mercantili e petroliere attraverso lo Stretto, ma ora l’Iran continuerà a controllare la via navigabile finché gli Stati Uniti non porranno fine al blocco e le navi non potranno circolare liberamente da e verso l’Iran”.
Passate alcune navi da Hormuz
Infatti, nella fascia di mare tra la Penisola Arabica e le coste dell’Iran avevano cominciato a transitare le prime navi.
Come riferito dalla BBC, che ha mostrato i dati di MarineTraffic, sito di tracciamento del traffico marino internazionale, un convoglio di petroliere è transitato nello stretto: tra esse ci sono navi progettate per il trasporto di petrolio, gas di petrolio liquefatto e prodotti chimici.
Ma non solo, perché sempre MarineTraffic aggiunge che la nave da crociera Celestyal Discovery è diventata la prima nave passeggeri a transitare da Hormuz dall’inizio del conflitto.
“La nave con bandiera malta partì da Dubai il 17 aprile dopo essere rimasta attraccata per circa 47 giorni, essendo arrivata per la prima volta all’inizio di marzo. Secondo i dati della MarineTraffic, la nave ha attraversato lo stretto di Hormuz alle 14:30 UTC di oggi e si sta dirigendo verso Muscat, Oman, con un arrivo previsto il 18 aprile. I rapporti indicano che la nave sta navigando senza passeggeri”.
Nodo del blocco navale USA
Il livello di tensione sullo stretto di Hormuz, tuttavia, resta ancora alto e il problema principale riguarda il blocco navale degli Stati Uniti sui porti iraniani nella regione marittima.
A riguardo, Mohammad Bagher Ghalibaf, Presidente del Parlamento di Teheran ha infatti dichiarato su X:
“Con il proseguimento del blocco, lo Stretto di Hormuz non rimarrà aperto” aggiungendo anche che il passaggio delle navi dipenderà dall’autorizzazione dell’Iran.
Su questo aspetto, tuttavia, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, parlando coi giornalisti a bordo dell’Air Force One, ha precisato:
“Forse non prorogherò il cessate il fuoco, ma il blocco resterà. Quindi c’è un blocco e, sfortunatamente, dovremo ricominciare a sganciare bombe”.
Una situazione delicata
Nel dettaglio, il capo della Casa Bianca ha fatto sapere che se entro mercoledì i negoziati tra Usa e Iran non avranno raggiunto un accordo, allora gli Stati Uniti riprenderanno a bombardare la Repubblica islamica.
Il portavoce della Difesa iraniano, citato da Al Jazeera, ha voluto chiarire un punto importante delle trattative tra le parti:
“La guerra non è ancora finita e se il nemico ricorrerà all’inganno nella diplomazia, risponderemo“.
Ricordiamo che alla base dell’attacco di Usa e Israele in Iran all’inizio del conflitto c’è la volontà di fare in modo che Teheran non si doti della bomba atomica. In tal senso, tra le richieste statunitensi al tavolo dei negoziati ci sarebbe la consegna dell’uranio arricchito iraniano. Su questo aspetto, tuttavia, la Repubblica islamica è intransigente:
“L’opzione di trasferire l’uranio arricchito fuori dal Paese è respinta”, ha affermato il portavoce Esmaeil Baqaei.
Riaperto spazio aereo sull’Iran
Nel frattempo, l’aviazione civile iraniana ha annunciato la riapertura di una parte dello spazio aereo e di alcuni aeroporti a partire dalle 7 di sabato mattina, 18 aprile 2026 (ora locale, le 5.30 in Italia).
Le rotte nella porzione orientale dello spazio aereo sono aperte al transito dei voli internazionali, mentre la ripresa delle operazioni negli aeroporti avverrà in modo graduale, sulla base della disponibilità tecnica e operativa delle strutture.