istituzionale

Meloni ha incontrato a Roma il premier albanese Rama e la leader venezuelana Machado

Intanto Tajani è volato in Cina e Salvini ricorda: "I costi delle guerre ricadono sui cittadini"

Meloni ha incontrato a Roma il premier albanese Rama e la leader venezuelana Machado

Nella giornata di giovedì 16 aprile 2026, a Palazzo Chigi si sono svolti due incontri istituzionali di rilievo per la politica estera italiana.

La premier Giorgia Meloni ha ricevuto il primo ministro albanese Edi Rama e, successivamente, la leader venezuelana María Corina Machado, inserendoli in un fitto calendario di contatti internazionali.

Italia e Albania: rafforzare il partenariato

Durante il bilaterale con Rama, come riportato dalla nota ufficiale della Presidenza del Consiglio, i due leader hanno discusso del “rafforzamento del partenariato” tra Italia e Albania “nei settori di interesse comune”. L’incontro, avvenuto a cinque mesi dal vertice intergovernativo di Roma, ha toccato temi legati a “connettività, industria della difesa e collaborazione in materia migratoria”.

Nonostante i due anni e mezzo trascorsi dalla firma del protocollo Roma-Tirana e gli 18 mesi dall’apertura dei centri di Shengjin e Gjader, il progetto stenta ancora a decollare.

Bocciato dai tribunali nazionali ed europei, rappresenta uno stallo nella politica di difesa dei confini dell’esecutivo meloniano. Il governo italiano spera che l’entrata in vigore del nuovo Patto Ue su immigrazione e asilo, prevista tra due mesi, possa superare gli ostacoli esistenti.

Resta aperta la questione dell’eventuale trasformazione di Gjader in uno dei return hub previsti dalla direttiva rimpatri, in corso di approvazione, così come l’estensione delle strutture ai cittadini stranieri già trattenuti nei CPR italiani.

Fuori da Palazzo Chigi, un flashmob di protesta organizzato da +Europa ha visto gli attivisti gridare: “Basta lager in Albania”. Il segretario del partito, Riccardo Magi, ha attaccato:

“Il nostro paese va incontro a una procedura di infrazione per sforamento del deficit per 680 milioni di euro: esattamente il costo di questo sperpero enorme di denaro pubblico. Non vogliamo che quei centri si riempiano, vogliamo che vengano chiusi.”

Incontro con María Corina Machado

Sempre a Palazzo Chigi, la premier ha ricevuto María Corina Machado, premio Nobel per la pace e principale leader dell’opposizione venezuelana.

Non sono stati resi noti dettagli ufficiali sul contenuto del colloquio, ma fonti indipendenti venezuelane lo inseriscono nel quadro delle relazioni diplomatiche e del dialogo politico tra Europa e America Latina, alla luce delle posizioni comuni su democrazia, diritti umani e governance, nonché della situazione interna venezuelana.

Meloni ha incontrato a Roma il premier albanese Rama e la leader venezuelana Machado
Machado-Meloni

Machado, impegnata in una fitta agenda europea, dopo gli incontri con il presidente francese Emmanuel Macron e il premier olandese Rob Jetten, si è diretta verso la Spagna in serata.

Tajani in missione in Cina: diplomazia e commercio

Contestualmente, il ministro degli Esteri Antonio Tajani è in missione in Cina fino al 18 aprile, con tappe a Pechino e Shanghai, combinando diplomazia, economia e gestione delle principali crisi internazionali.

Meloni ha incontrato a Roma il premier albanese Rama e la leader venezuelana Machado
Tajani in Cina

A Pechino, Tajani ha incontrato il ministro del Commercio cinese Wang Wentao per rafforzare il partenariato economico Italia-Cina, aprendo la XVI Commissione economica mista, principale strumento di cooperazione nell’ambito del Partenariato strategico bilaterale. I due ministri hanno inoltre presieduto il Forum imprenditoriale Italia-Cina, con circa 50 imprese italiane e cinesi, firmando un Piano d’azione per l’e-commerce volto a promuovere il Made in Italy sulle piattaforme cinesi.

Al centro della missione, Tajani ha affrontato dossier internazionali delicati, in particolare la crisi in Ucraina e la situazione in Medio Oriente, con riferimento alla chiusura dello Stretto di Hormuz e alle ricadute economiche ed energetiche.

“Abbiamo parlato dello Stretto di Hormuz, insistendo affinché la Cina possa svolgere un ruolo positivo nei confronti dell’Iran e poi anche della Russia”, ha dichiarato Tajani in conferenza stampa. Il ministro ha sottolineato la necessità di un dialogo strutturato con Pechino per facilitare la ripresa delle trattative tra Stati Uniti e Iran e per promuovere negoziati credibili con Mosca, nonché la collaborazione sul fronte dei prezzi dei fertilizzanti, con possibili gravi conseguenze per l’agricoltura africana e altre aree fragili.

La missione di Tajani si inserisce in un contesto di cooperazione bilaterale più equilibrata rispetto agli impegni euro-atlantici.

Il Piano d’azione 2024-2027 rafforza la cooperazione su commercio, investimenti, transizione verde, innovazione tecnologica e cultura. Sono stati sviluppati accordi mirati nei settori della mobilità elettrica, energie rinnovabili e automotive, oltre a programmi congiunti su intelligenza artificiale, agricoltura avanzata, energia sostenibile e biomedicina.

Salvini e l’allarme sull’economia familiare

Parallelamente, il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini ha sottolineato le conseguenze della guerra sull’economia dei cittadini:

“I prezzi dell’energia rischiano di diventare incontrollabili sul trasporto aereo e rischiamo di avere problemi per il turismo in estate. Conto che a Bruxelles qualcuno si renda conto che il malato va operato prima che muoia perché, quando la Von der Leyen e Dombrovsky dicono che la situazione è negativa, ma non ancora abbastanza grave per intervenire, mi sembra che vivano su un altro pianeta.”

Il leader del Carroccio mantiene la nota linea critica sull’Europa ma, da sostenitore della prima ora di Trump, inizia a sfilarsi anche dalla politica aggressiva del tycoon.