allarme

Adesso scese a sei le settimane di scorte carburante per aerei in Europa

Lo dice l'Agenzia internazionale per l'energia: "Blocco Hormuz più grande crisi mai affrontata"

Adesso scese a sei le settimane di scorte carburante per aerei in Europa

L’Europa dispone attualmente di scorte di carburante sufficienti solo per circa sei settimane. Dopodiché, come avverte l’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE), i voli aerei europei potrebbero cominciare a essere cancellati. A lanciare l’allarme è Fatih Birol, direttore esecutivo dell’AIE, che all’Associated Press descrive le difficoltà che le compagnie aeree stanno affrontando a causa del conflitto in Medio Oriente.

“Posso anticiparvi che presto riceveremo la notizia che alcuni voli dalla città A alla città B potrebbero essere cancellati a causa della mancanza di carburante per aerei”, ha dichiarato Birol all’Associated Press. Il direttore dell’AIE sottolinea come, se le forniture di petrolio non verranno ripristinate rapidamente, le compagnie europee dovranno affrontare gravi carenze nel prossimo futuro.

Chiusura dello stretto di Hormuz e impatto sul mercato

La situazione critica nasce dalla chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran, come ritorsione ai bombardamenti statunitensi e israeliani avviati il 28 febbraio scorso. Questo blocco ha interrotto una delle principali vie mondiali di esportazione del petrolio, ma fino a oggi non si registrano carenze immediate grazie alle spedizioni partite prima del conflitto, che stanno ancora arrivando in Europa.

“Il blocco di Hormuz dura però da troppo tempo e gli ultimi carichi stanno raggiungendo l’Europa”, spiega Birol. L’allarme del direttore AIE si somma a quello dell’Airports Council International Europe, associazione che rappresenta gli interessi degli aeroporti europei: “Tra tre settimane il carburante potrebbe cominciare a scarseggiare”, hanno scritto ai commissari europei per l’energia e i trasporti.

Adesso scese a sei le settimane di scorte carburante per aerei in Europa
Faith Birol

Il Guardian ricorda che in condizioni normali aeroporti e compagnie aeree dispongono di scorte per circa sei settimane. Tuttavia, la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran ha esaurito le riserve extra e gli altri fornitori non hanno la capacità di sostituire rapidamente le forniture provenienti dal Golfo.

“In passato c’era un gruppo chiamato Dire Straits”, ha detto ironicamente Birol riferendosi alla band inglese dei fratelli Mark e David Knopfler. “Ora ci troviamo in una situazione davvero critica, che avrà gravi ripercussioni sull’economia globale. E più a lungo durerà, peggiori saranno le conseguenze per la crescita economica e l’inflazione in tutto il mondo.”

Preoccupazioni della Commissione Ue

Le parole di Birol arrivano dopo le dichiarazioni dei vertici europei. Una portavoce della Commissione Ue, ripresa dall’Ansa, ha spiegato:

“Al momento non ci sono evidenze di una carenza di carburante nell’Unione Europea, ma potrebbero verificarsi problemi di approvvigionamento nel prossimo futuro, in particolare per quanto riguarda il carburante per aerei.”

Per questo motivo, non è escluso che nel prossimo pacchetto energetico, atteso per il 22 aprile, possano essere previste misure specifiche dedicate ai carburanti.

Rischi per la stagione estiva 2026

La situazione si fa particolarmente sensibile con l’avvicinarsi della stagione estiva. La carenza di carburante per aerei (cherosene) in alcuni scali italiani ed europei genera rischi concreti per i voli estivi 2026, soprattutto quelli a corto raggio e charter. Aeroporti come Linate, Bologna, Venezia e Treviso segnalano disponibilità ridotta, alimentando l’incertezza sulla programmazione dei voli.

A queste criticità si aggiungono le limitazioni legate a destinazioni estere sconsigliate per conflitti in corso, come Ucraina, Russia, Medio Oriente, Sudan, Congo, Haiti, Yemen, o per crisi alimentari e logistiche, come nel caso di Cuba. Ai dubbi sulla sicurezza si sommano quelli sulla disponibilità e sui costi dei carburanti.

Secondo Assoviaggi di Confesercenti, “il turismo organizzato sta continuando a subire una doppia penalizzazione: carburante su livelli molto elevati e un dollaro forte rispetto all’euro, fattori che incidono direttamente sui costi del trasporto aereo e, di conseguenza, sull’offerta dei pacchetti di viaggio.”

Impatto sui viaggi fai-da-te e assicurazioni

Anche chi opta per viaggi organizzati in autonomia deve fare i conti con l’incertezza. Oltre a scegliere mete non sconsigliate dalle pagine “Viaggiare sicuri” del Ministero degli Esteri, è necessario valutare se stipulare un’assicurazione contro il rischio di cancellazione voli per mancanza di carburante.

Il Codacons avverte che in media questo tipo di polizza, a seconda della durata della vacanza, della destinazione finale, del numero di persone assicurate e delle coperture scelte (sanitaria, bagaglio, annullamento, responsabilità civile), costa tra il 3% e l’8% del costo totale del viaggio. Per un pacchetto da 2.500 euro a viaggiatore, il costo medio varia quindi tra 75 e 200 euro. I viaggiatori più anziani spesso sono esclusi da tali polizze, oppure devono sostenere premi più elevati per la sottoscrizione.