La povertà energetica in Italia coinvolge circa 5,3 milioni di persone, pari a 2,4 milioni di famiglie. Si tratta di nuclei che faticano a sostenere le spese essenziali per energia elettrica e riscaldamento, secondo le elaborazioni dell’Ufficio studi della CGIA su dati Istat e OIPE.
Il fenomeno si verifica quando il peso delle bollette sul reddito familiare supera livelli considerati sostenibili, compromettendo l’accesso ai servizi energetici di base.
Dove la povertà energetica è più diffusa: Sud Italia in difficoltà
Le criticità maggiori si registrano nel Mezzogiorno, con particolare concentrazione in:
- Puglia: oltre 302.500 famiglie (quasi 700.000 persone), pari al 18% dei nuclei
- Calabria: più di 143.400 famiglie (oltre 318.000 persone), circa 17,4%
- Molise: 22.650 famiglie (quasi 49.000 persone), circa 17%
Al contrario, le situazioni meno gravi si registrano in regioni come Marche, Friuli Venezia Giulia e Lazio.
Aumento dei prezzi di luce e gas: rischio peggioramento
La situazione è destinata a peggiorare a causa dei recenti rincari energetici. Nel 2025, infatti:
- il prezzo del gas è aumentato del 6,3%
- il costo dell’energia elettrica è salito del 6,7%
Un incremento legato anche alle tensioni internazionali, in particolare al conflitto in Medio Oriente.
Effetti della crisi internazionale sui prezzi energetici
Nel marzo 2026:
- gas naturale: 53 €/MWh (in forte crescita rispetto agli anni precedenti)
- energia elettrica: 143 €/MWh
L’instabilità geopolitica potrebbe far salire ulteriormente i prezzi, aggravando la situazione delle famiglie più vulnerabili.


Caro bollette: gli autonomi tra i più penalizzati
Artigiani e commercianti risultano tra i soggetti più colpiti dal caro energia. Circa il 70% lavora senza dipendenti, e molti si trovano a sostenere un doppio costo:
- Bollette domestiche più alte
- Spese energetiche per l’attività lavorativa
Illuminazione, riscaldamento e climatizzazione sono costi inevitabili che riducono i margini delle microimprese, già sotto pressione.
Cos’è la povertà energetica: definizione ed esempi concreti
Secondo l’Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica, una famiglia è in difficoltà quando non riesce ad accedere a servizi essenziali come:
- riscaldamento
- raffrescamento
- illuminazione
- utilizzo degli elettrodomestici
I principali segnali di povertà energetica
- Spesa eccessiva rispetto al reddito (case inefficienti, impianti obsoleti)
- Riduzione dei consumi per risparmiare (meno riscaldamento o aria condizionata)
- Ritardi nei pagamenti o bollette non saldate
- Condizioni abitative precarie (umidità, muffa, temperature inadeguate)
Le categorie più vulnerabili includono anziani soli, famiglie numerose e nuclei con redditi instabili.
Impatto economico: +5,4 miliardi di euro sulle famiglie italiane
Secondo le stime CGIA, i rincari previsti comporteranno nel 2026 un aggravio complessivo di:
- 5,4 miliardi di euro rispetto all’anno precedente
- 6,6 miliardi rispetto al 2024
Le regioni più colpite dai rincari:
- Lombardia: +1,1 miliardi €
- Veneto: +557 milioni €
- Emilia-Romagna: +519 milioni €
- Lazio: +453 milioni €
Le regioni meno colpite:
- Basilicata: +45 milioni €
- Molise: +25 milioni €
- Valle d’Aosta: +10 milioni €
Un’emergenza sociale in crescita
La povertà energetica rappresenta una delle principali sfide sociali ed economiche in Italia. Non riguarda solo il reddito, ma anche la qualità delle abitazioni e l’andamento dei prezzi energetici.
Con il continuo aumento dei costi di luce e gas, il rischio è un ampliamento della platea di famiglie in difficoltà già nel 2025, rendendo sempre più urgente l’adozione di misure strutturali di sostegno.