DIPLOMAZIA E SICUREZZA

Guerra nel Golfo, l’Ue: “Cooperazione strategica con la regione come rappresentato dal lavoro di Di Maio”

Bruxelles promuove l'operato dell'inviato speciale: dai corridoi marittimi sicuri alla partnership con il CCG, cresce il peso internazionale dell'ex Ministro

Guerra nel Golfo, l’Ue: “Cooperazione strategica con la regione come rappresentato dal lavoro di Di Maio”

A volte ritornano.

Da una parte un tema ostico e un po’ di nicchia, anche se quanto mai attuale nel campo delle norme giuridiche, dall’altra un personaggio “controverso” e mediaticamente bistrattato della nostra politica.

Fatto sta che la crisi nel Golfo Persico ha riportato al centro dell’agenda europea da una parte un principio tanto semplice quanto decisivo, la libertà di navigazione, dall’altra l’ex Ministro degli Esteri ed ex uomo forte del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio.

luigi di maio
Luigi Di Maio, ex Ministro degli Esteri ed ex “uomo forte” del M5S

Guerra del Golfo e diritto della navigazione

Ecco allora che di fronte agli accadimenti di questi ultimi mesi, è stato evidenziato che la libertà di navigazione deve essere garantita, nel pieno rispetto del diritto internazionale.

Non è solo una questione commerciale, ma un pilastro della sicurezza globale.

“La libertà di navigazione deve essere garantita in linea con il diritto internazionale e pieno sostegno a quanto sollevato da PA riguardo a quanto sia strategica la nostra partnership con il Golfo, con il Consiglio di Cooperazione del Golfo e i sei stati membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo, come ulteriormente confermato dalla visita dell’Alto [Rappresentante] in Arabia Saudita e negli Emirati Arabi Uniti, insieme all’attività ministeriale molto attiva dall’inizio della situazione sul campo, con un incontro straordinario tra l’UE e il Consiglio di Cooperazione del Golfo a livello ministeriale, seguito da un livello presidenziale, insieme all’attività del nostro Rappresentante Speciale dell’UE per il Golfo, Luigi Di Maio, che ancora una volta rappresenta la materializzazione di quanto sia strategica la nostra partnership con i nostri partner del Golfo. Bene.”

Così il il portavoce della commissione europea Anouar El Anouni durante l’incontro giornaliero con la stampa, rispondendo a una domanda sulla visita nel Golfo della Rappresentante europea per gli Affari esteri Kaja Kallas. Il portavoce ha sottolineato dunque l’importanza strategica del lavoro del Rappresentante speciale per l’Unione nel Golfo, Luigi Di Maio, nel solco della cooperazione con la regione in questi tempi di crisi.

 

Concetti insomma emersi direttamente da Bruxelles, dove la Commissione europea ha ribadito con chiarezza la natura strategica della relazione con il Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG), sottolineando come la cooperazione con i sei Paesi membri rappresenti oggi un asse fondamentale della politica estera dell’Unione.

Kaja Kallas, alto rappresentante della Commissione Ue

Le missioni diplomatiche di alto livello, culminate nella visita dell’Alta rappresentante Kaja Kallas nella regione, hanno confermato del resto un attivismo crescente.

L’inviato speciale per l’Ue nel Golfo, il “nostro” Di Maio

In questo quadro, sta emergendo con forza in queste settimane (l’ultima pochi giorni fa) il ruolo dell’inviato speciale dell’UE per il Golfo, Luigi Di Maio, indicato apertamente dalla Commissione (nella fattispecie dal portavoce della commissione europea Anouar El Anouni in un incontro con la stampa) come uno dei protagonisti della rinnovata strategia europea.

luigi di maio
Luigi Di Maio

Il suo lavoro è stato definito come una vera e propria “materializzazione” della partnership strategica tra Europa e Golfo, in una fase segnata da tensioni geopolitiche e rischi sistemici.

Non si tratta però solo di diplomazia tradizionale.

Le proposte del nostro ex Ministro

Proprio Di Maio due settimane fa sempre a Bruxelles aveva avanzato una proposta concreta e ambiziosa: replicare il modello della Black Sea Grain Initiative – l’accordo sul grano tra Russia e Ucraina mediato dalle Nazioni Unite – per garantire corridoi sicuri nello Stretto di Hormuz.

Un’iniziativa che, seppur complessa, punta a evitare una crisi umanitaria globale legata non solo all’energia, ma anche a beni essenziali come fertilizzanti ed elio.

Tanto che l’ex Ministro degli Esteri ha osservato:

“La sicurezza del Golfo è la nostra sicurezza. Le tensioni nell’area hanno un impatto diretto sugli equilibri economici e politici mondiali. Nell’ultimo anno l’Ue e i Paesi del Golfo hanno lavorato insieme per sviluppare un accordo di partenariato strategico, ma la guerra in Iran ha trasformato questo partenariato in una “opportunità ancora più forte di evolvere il nostro partenariato per la sicurezza e la difesa”.

In questo contesto, l’Unione europea si muove su più fronti: sostegno ai partner del Golfo, dialogo con le Nazioni Unite guidate da Antonio Guterres, e appoggio agli sforzi di mediazione di attori regionali come Turchia, Egitto e Pakistan.

Golfo, Ue… e se tornasse in Italia?

In questo scenario, la figura di Di Maio appare profondamente trasformata rispetto al passato recente della politica italiana.

Da leader politico nazionale spesso divisivo (e preso in giro, basta ricordare i tanti che ricordano il suo passato come venditore di bibite allo stadio sdi Napoli) a diplomatico europeo riconosciuto e accreditato nei principali dossier internazionali, il suo profilo si è progressivamente consolidato.

Ed è proprio qui che si apre una suggestione politica non secondaria.

Se la centralità internazionale continuerà a crescere, molti addetti ai lavori non escludono che Luigi Di Maio possa tornare a giocare un ruolo da protagonista anche in Italia.

Forte di un’esperienza europea e di una rete diplomatica costruita sul campo, il suo eventuale rientro potrebbe intercettare uno spazio politico oggi in evoluzione, soprattutto nell’area moderata e riformista ancora e perennemente alla ricerca di un consolidamento ancor più concreto nella politica nostrana oggi dominata dal bipolarismo.