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Il valore della noia nell’epoca della interconnessione

Recuperare questi spazi significa promuovere equilibrio, presenza e benessere

Il valore della noia nell’epoca della interconnessione

In un tempo dominato da stimoli continui, notifiche e connessioni costanti, la noia viene spesso percepita come un’esperienza da evitare.

Il valore della noia nell’epoca della interconnessione

Ogni momento libero tende a essere riempito rapidamente, quasi a voler eliminare qualsiasi spazio di silenzio. Eppure, ciò che definiamo “vuoto” potrebbe rappresentare una risorsa preziosa.

La noia può essere diventare uno spazio fertile in cui emergono pensieri, intuizioni e bisogni autentici. È proprio nei momenti di rallentamento che la mente ha la possibilità di riorganizzarsi, lasciando spazio a domande più profonde e a una maggiore consapevolezza.

Il fenomeno riguarda in modo particolare gli adolescenti, che crescono in una realtà fortemente digitalizzata. In una fase delicata come quella della costruzione dell’identità, il tempo non strutturato e il silenzio diventano elementi fondamentali.

Riempire costantemente ogni vuoto con stimoli esterni può ridurre la capacità di ascolto interno e ostacolare lo sviluppo di un senso di sé autentico. La sfida contemporanea non è eliminare la noia, ma imparare a tollerarla e a riconoscerne il valore.

Recuperare questi spazi significa promuovere equilibrio, presenza e benessere, in un contesto che spinge verso la produttività continua. In questa prospettiva, il vuoto smette di essere un limite e diventa un’opportunità: un tempo da abitare, più che da colmare, in cui ritrovare la propria voce e costruire una relazione più consapevole con sé stessi.

Vassiliki Tziveli

Vassiliki Tziveli è giornalista e mental coach e cura una rubrica fissa su tutti i 51 settimanali del nostro gruppo editoriale (più di 400mila copie settimanali in 4 regioni italiane: Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia e Liguria) oltre al nostro quotidiano online nazionale.

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