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Da oggi Instagram cambia: quali novità per i teenager

Meta corregge il tiro dopo le accuse sulle criticità nei confronti degli adolescenti

Da oggi Instagram cambia: quali novità per i teenager

Meta attua una svolta significativa per i teenager su Instagram. La società di Mark Zuckerberg, che controlla uno dei social media più utilizzati al mondo, ha deciso di correre ai ripari dopo le accuse ricevute circa alcuni elementi critici della piattaforma nei confronti degli adolescenti.

Le misure a tutela dei minorenni erano state già introdotte a ottobre 2025 nel Regno Unito, negli Usa, in Australia e in Canada, terreno di prova dei provvedimenti, i quali da giovedì 9 aprile 2026 sono stati estesi anche nel resto d’Europa e quindi anche in Italia.

Le novità introdotte su Instagram per gli utenti “13+”

Innanzitutto, l’età minima per aprire un account su Instagram è fissata a 13 anni. Le nuove impostazioni inseriscono gli utenti sotto i 18 anni in una categoria protetta. In tal senso, i contenuti visibili da loro vengono filtrati secondo lo stesso criterio cinematografico che vieta determinati film sotto una certa età.

I teenager, quindi, sono “etichettati” come “13+“, cioè profili che non possono visualizzare post, reel e stories che presentano un linguaggio esplicito o un contenuto impressionante, cioè che mostrano “linguaggio volgare, determinate acrobazie rischiose e altri contenuti che potrebbero incoraggiare comportamenti potenzialmente dannosi“.

L’impostazione “13+” viene attivata in automatico e può essere disattivata solo con il permesso di un genitore o di un tutore del minore. Tale novità, come riferito da Meta, garantisce “un maggiore controllo sull’esperienza online dei figli“.

I genitori, inoltre, possono attivare ulteriori limitazioni agli account dei teenager: nella sezione “contenuti limitati“, infatti, si può impedire di visualizzare, lasciare o ricevere commenti sotto i post.

In sostanza, l’algoritmo impostato da Instagram blocca proattivamente account e termini di ricerca non idonei per gli adolescenti, filtrando anche suggerimenti nei video brevi, reel e stories, adeguando anche le risposte del chatbot di intelligenza artificiale.

“Gli adolescenti non potranno più seguire gli account che, secondo le nostre analisi, condividono regolarmente contenuti non adatti alla loro età, o il cui nome o la biografia suggeriscono che l’account non sia appropriato” ha dichiarato Meta nel suo blog.

Minori sui social: chi ha vietato l’uso e perché

L’impatto dei social media sui minori è una tematica di cui si discute da tempo in tutto il mondo. Una risposta univoca a livello globale non c’è ancora, tuttavia alcuni Paesi si sono mossi in modo a sé stante, adottando anche soluzioni drastiche.

Ad esempio, lo scorso dicembre, l’Australia è diventato il primo Stato a vietare l’uso dei social ai minori di 16 anni. Dopo di lei ha deciso di fare lo stesso anche l’Indonesia.

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Simili proposte di legge sono in fase di discussione in Danimarca, Francia, Austria, Spagna, Malesia, Turchia e Grecia.

La motivazione alla base di questo "pugno duro" sui social per i teenager riguarda un mix di fattori: dal rischio di dipendenza, al calo della capacità di concentrazione, passando per effetti devastanti sulla salute mentale dei soggetti nella loro fase di crescita e sviluppo.