situazione esplosiva

Israele-Libano, tregua a rischio anche in Iran. Trump: “Una scaramuccia”. Richiuso lo stretto

Teheran, vincola il cessate il fuoco alle mosse di Tel Aviv. "Da Hormuz passano solo autorizzati". Nuove trattative a Islamabad spostate a sabato

Israele-Libano, tregua a rischio anche in Iran. Trump: “Una scaramuccia”. Richiuso lo stretto

La tregua di due settimane tra Stati Uniti e Iran, appena entrata in vigore, è già messa a dura prova. Ieri, Israele ha lanciato una massiccia ondata di attacchi su Beirut e sul sud del Libano, causando 254 morti e 1.165 feriti tra la popolazione civile e provocando nuove tensioni che coinvolgono direttamente Teheran e Washington.

In risposta ai raid israeliani, l’Iran ha chiuso al traffico marittimo lo Stretto di Hormuz, unico accesso strategico per le petroliere nel Golfo Persico.

La tregua vacilla

La concentrazione internazionale era tutta rivolta ai negoziati tra Stati Uniti e Iran quando la tregua ha cominciato a scricchiolare. Secondo il Pakistan, mediatore dell’accordo, il cessate il fuoco doveva comprendere anche il Libano. Ma Donald Trump e soprattutto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu avevano una visione diversa.

Israele, proprio nel primo giorno di tregua, ha sferrato quello che ha definito “la più grossa ondata di raid su Hezbollah”, colpendo Beirut e il sud del Paese. In risposta, Hezbollah ha annunciato il lancio di razzi verso il nord di Israele, provocando l’intervento dei Pasdaran iraniani, alleati della milizia sciita libanese.

Saeed Khatibzadeh,

Il viceministro degli Esteri iraniano, Saeed Khatibzadeh, ha dichiarato alla BBC:

“Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca. Non si può chiedere un cessate il fuoco e poi accettarne i termini e le condizioni, accettare tutte le aree a cui si applica il cessate il fuoco, nominando specificamente il Libano, e poi lasciare che il proprio alleato dia inizio a un massacro”. Khatibzadeh ha definito gli attacchi israeliani una “sorta di genocidio” e ha precisato che per Teheran il cessate il fuoco deve valere anche in Libano.

Trump tenta di minimizzare

Intervistato da PBS, il presidente Usa Donald Trump ha confermato che il Libano “non era incluso nell’accordo” per la tregua “a causa di Hezbollah”. Sulla posizione riguardo agli attacchi israeliani, Trump ha detto:

“Fanno parte dell’accordo, lo sanno tutti”, definendoli “una scaramuccia a parte di cui ci occuperemo”. “Va tutto bene”, ha concluso, cercando di derubricare l’escalation.

La risposta internazionale

Molti leader europei e il segretario generale dell’ONU Antonio Guterres hanno condannato l’escalation: le operazioni in Libano rappresentano “un grave rischio per il cessate il fuoco e per gli sforzi volti a raggiungere una pace duratura e globale nella regione”. Secondo le Nazioni Unite, a marzo il numero degli sfollati in Libano era salito a 1,1 milioni, pari a circa un quinto della popolazione, con circa il 15,5% del territorio nazionale coinvolto.

Israele-Libano, tregua a rischio anche in Iran. Trump: "Una scaramuccia". Richiuso lo stretto
Attacchi israeliani in Libano

Successivamente, Trump ha corretto il tiro:

“Tutte le forze armate americane rimarranno schierate vicino all’Iran fino al raggiungimento di un vero accordo. Se ciò non dovesse accadere, inizieranno gli scontri a fuoco, più grandi e più intensi di quanto si sia mai visto prima”, pur escludendo l’opzione nucleare.

Chiusura dello Stretto di Hormuz

In risposta ai raid israeliani, l’Iran ha chiuso al traffico marittimo lo Stretto di Hormuz, unico accesso strategico per le petroliere nel Golfo Persico. L’autorità portuale iraniana ha sconsigliato alle navi di attraversare senza coordinamento preventivo con il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie, citando il rischio di mine.

Khatibzadeh ha chiarito:

“Garantiremo la sicurezza del passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz, aperto per millenni fino all’inizio della guerra tra Stati Uniti e Iran. La riapertura avverrà solo dopo che gli Stati Uniti avranno effettivamente ritirato questa aggressione”. Ha aggiunto che lo Stretto non si trova in acque internazionali e che il passaggio sicuro dipende dalla “buona volontà di Iran e Oman“.

La Marina dei Pasdaran ha diffuso una mappa con rotte alternative: le navi in ingresso dal mare dell’Oman devono navigare a nord dell’isola di Larak e poi dirigersi verso il Golfo, mentre quelle in uscita devono passare a sud dell’isola e proseguire verso il mare dell’Oman, per “conformarsi ai principi di sicurezza marittima ed essere protette da possibili collisioni con mine marine”.

Nuovi colloqui a Islamabad

Gli inviati Usa, tra cui Steve Witkoff, Jared Kushner e il vicepresidente JD Vance, arriveranno a Islamabad sabato per colloqui con l’Iran.

La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha dichiarato: “Il piano in 10 punti presentato dagli iraniani era fondamentalmente ridicolo, inaccettabile e completamente scartato da Trump. Stiamo lavorando a un piano di pace modificato in 15 punti, a condizione che lo Stretto di Hormuz rimanga aperto”.