Anche se la tregua nella guerra tra Usa e Iran, con la riapertura temporanea dello stretto di Hormuz, simboleggia una buona notizia per l’economia energetica mondiale, la situazione per aeroporti e compagnie aeree, specialmente quelle low-cost, resta comunque delicata.
Testimonianza di ciò è anche quanto emerso nelle ore successive al cessate il fuoco in Iran e che ha a che fare con Ryanair.
La carenza di carburante
Già giovedì 2 aprile 2026, l’amministratore delegato Michael O’Leary, in un’intervista a ITV News, aveva dichiarato che le compagnie aeree si devono preparare ad affrontare uno “scenario sconosciuto“, relativo alle difficoltà di approvvigionamento energetico e alla gestione delle scorte di carburante.
Una prolungata chiusura dello stretto di Hormuz, infatti, avrebbe significato la cancellazione del 5/10% dei voli per maggio, giugno e luglio, con inevitabili problemi per le vacanze estive.
E si calcola che per una normalizzazione dello scenario economico e geopolitico internazionale – a livelli pre-guerra – occorreranno settimane, se non mesi.
Staremo a vedere se la tregua della guerra in Iran, sancita inizialmente per due settimane, sarà invece definitiva, con un ritorno a passaggi regolari delle navi petroliere nello stretto di Hormuz e quindi con un abbassamento dei prezzi dei carburanti.
Costi sempre più alti
Ma oltre alla carenza di cherosene, Ryanair si trova a fronteggiare una dinamica che esula dalle ripercussioni del conflitto in Medio Oriente e cioè l’inasprimento generalizzato dei costi operativi nel settore dell’aviazione civile europea (tra rincari delle tasse aeroportuali, incrementi delle imposte statali sul trasporto aereo e aumento delle tariffe per i servizi di gestione del traffico).
Per questo motivo, la compagnia aerea irlandese ha deciso di attuare una revisione della propria rete di voli in Europa, che si traduce in una cancellazione di alcune rotte considerate meno redditizie, concentrando le flotte su scali più competitivi come Malta, Budapest e Marrakech.
I tagli in diverse destinazioni europee
In tal senso i tagli riguarderanno destinazioni in Francia, Germania, Spagna, Belgio e Portogallo.
- Dallo scorso 29 marzo, Ryanair ha interrotto i voli da e per le Azzorre (Portogallo), con tutte e sei le rotte cancellate.
- In Spagna, invece, è stata chiusa la base di Santiago de Compostela, mentre momentaneamente non ci sono più voli per le regioni di Asturie e Vigo. Tagli anche nelle rotte verso Tenerife Nord (Canarie) e riduzione della capacità negli aeroporti di Santander e Saragozza.
- In Germania è prevista l’eliminazione di 24 rotte, tra cui hub come Berlino, Amburgo, Colonia e Francoforte-Hahn.
- In Francia soppressi collegamenti per Bergerac, Brive e Strasburgo.
- Infine in Belgio avverrà la chiusura di 20 tratte soprattutto a Bruxelles e Charleroi.
Tutele per i passeggeri
In quest’ottica, come si può tutelare il passeggero di fronte a futuri disagi o se ha già prenotato un volo rientrato poi nei tagli?
In tal senso entra in gioco il Regolamento UE 261/2004. Tale normativa prevede:
- Scelta tra rimborso o riprotezione
- Diritto all’assistenza
- Compensazione pecuniaria