Nuova legge PMI

Smart working, nuove regole dal 7 aprile 2026: cosa cambia per lavoratori e aziende

Multe fino a 7.400 euro e rischio arresto in caso di mancato rispetto delle regole

Smart working, nuove regole dal 7 aprile 2026: cosa cambia per lavoratori e aziende

In un momento in cui si torna fortemente (per la crisi energetica) a parlare di smart working, entrano in vigore (da oggi, martedì 7 aprile 2026) le nuove regole sul lavoro agile introdotte dalla legge annuale sulle Piccole e Medie Imprese (L. 34/2026). La normativa rafforza in modo significativo gli obblighi di sicurezza sul lavoro per chi opera in modalità agile, introducendo sanzioni severe per i datori di lavoro inadempienti.

Obbligo di informativa: cosa devono fare le aziende

Il punto centrale della riforma riguarda l’obbligo di consegnare un’informativa scritta ai lavoratori in smart working e al RLS (Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza).

Questo documento dovrà essere fornito almeno una volta all’anno e includere:

  • rischi generali e specifici del lavoro da remoto
  • utilizzo di dispositivi digitali (pc, smartphone, tablet)
  • affaticamento visivo e problemi posturali
  • stress lavoro-correlato e “tecnostress”
  • indicazioni per organizzare correttamente l’ambiente domestico

L’obbligo esisteva già con la legge 81/2017, ma ora diventa vincolante e sanzionabile.

Sanzioni: multe e arresto per i datori di lavoro

La vera novità è il sistema sanzionatorio introdotto modificando il Testo Unico sulla sicurezza (D.Lgs. 81/2008).

In caso di mancata consegna o aggiornamento dell’informativa:

  • arresto da 2 a 4 mesi
  • multa da 1.708,61 a 7.403,96 euro

Le sanzioni si applicano a tutte le aziende, non solo alle PMI.

Smart working: responsabilità anche fuori dall’ufficio

La legge chiarisce un principio fondamentale: anche se il lavoro si svolge fuori dall’azienda, la responsabilità della sicurezza resta in capo al datore di lavoro.

Questo vale anche quando il dipendente lavora:

  • da casa
  • in coworking
  • in altri luoghi non controllati direttamente

L’azienda deve quindi:

  • garantire strumenti tecnologici sicuri
  • formare i lavoratori sui rischi
  • verificare l’idoneità delle attrezzature (anche personali, se utilizzate)

Nuovo approccio: più responsabilità anche per il lavoratore

La normativa introduce un modello più “partecipativo”:

  • il datore fornisce informazioni e strumenti
  • il lavoratore deve applicare comportamenti corretti e collaborare alla prevenzione

L’informativa diventa quindi il perno della sicurezza nel lavoro agile.

I numeri dello smart working in Italia

Secondo l’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano:

  • circa 3,57 milioni di lavoratori operano in modalità agile
  • nelle grandi aziende il 53% lavora da remoto
  • nella Pubblica Amministrazione gli smart worker sono 555.000
  • nelle PMI solo l’8% utilizza lo smart working

Il potenziale reale, però, è molto più alto: fino a 6,5 milioni di lavoratori potrebbero lavorare da remoto almeno in parte.

Perché cambia tutto: sicurezza adattata al lavoro ibrido

La diffusione dello smart working ha ridotto il controllo diretto dell’azienda sul luogo di lavoro. Per questo:

  • l’informazione preventiva diventa centrale
  • la prevenzione si basa su consapevolezza e responsabilità
  • la sicurezza si sposta dal luogo fisico al comportamento

Cosa devono fare subito le aziende

Per mettersi in regola, le imprese devono:

  • predisporre o aggiornare l’informativa
  • consegnarla annualmente a lavoratori e RLS
  • documentare l’avvenuta consegna
  • formare il personale sui rischi specifici
  • verificare strumenti e condizioni di lavoro

Cosa cambia per i lavoratori

Per chi lavora in smart working:

  • maggiore tutela sulla sicurezza
  • diritto a informazioni chiare sui rischi
  • attenzione al diritto alla disconnessione

Ma anche maggiore responsabilità personale nella gestione del lavoro.

In sintesi

Dal 7 aprile 2026 lo smart working entra in una nuova fase:

  • più tutele per i lavoratori
  • più obblighi per le aziende
  • sanzioni concrete in caso di violazioni

Una svolta che punta a rendere il lavoro agile più sicuro, ma anche più regolato.