Un errore dell’INPS nell’applicazione della Legge di Bilancio 2024 (legge n. 213/2023) ha portato al ricalcolo sbagliato di migliaia di pensioni di vecchiaia, con conseguenti tagli non dovuti agli assegni.
Il problema riguarda le aliquote di rendimento applicate alla quota retributiva delle pensioni per alcuni dipendenti pubblici iscritti alle casse ex Inpdap: CPDEL (enti locali), CPS (sanità), CPI (insegnanti di asilo) e CPUG (ufficiali giudiziari).
Secondo quanto chiarito solo nel 2026, le riduzioni previste dalla manovra dovevano riguardare esclusivamente le pensioni anticipate, e non quelle di vecchiaia. Tuttavia, per oltre due anni, l’Istituto ha applicato erroneamente il taglio anche a chi è andato in pensione per limiti di età.
Il messaggio INPS n. 787 del 5 marzo 2026
La svolta è arrivata con il messaggio INPS n. 787 del 5 marzo 2026, con cui l’Istituto ha ufficialmente riconosciuto l’errore.
Nel documento si chiarisce che:
- le nuove aliquote riduttive si applicano solo alle pensioni anticipate;
- le pensioni di vecchiaia devono continuare a essere calcolate con le vecchie aliquote più favorevoli.
Di conseguenza, tutte le pensioni di vecchiaia liquidate dal 1° gennaio 2024 con criteri penalizzanti saranno riesaminate d’ufficio.
Chi riguarda il ricalcolo delle pensioni
Il ricalcolo interessa i lavoratori:
- iscritti alle casse CPDEL, CPS, CPI e CPUG;
- con meno di 15 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
- andati in pensione di vecchiaia dal 1° gennaio 2024.
La platea complessiva coinvolta dalla riforma era stimata in:
- 31.500 pensioni nel 2024
- 81.500 nel 2025
- 147.300 nel 2026
Tuttavia, l’errore riguarda solo una parte di questi, cioè coloro che hanno ricevuto pensioni di vecchiaia calcolate erroneamente.
Dove sta l’errore dell’INPS
L’errore nasce durante l’applicazione della norma.
Il testo originario del Governo prevedeva il taglio per tutte le pensioni, ma durante l’esame al Senato la misura è stata modificata, limitandola alle sole pensioni anticipate.
Nonostante questa correzione:
- l’INPS ha continuato ad applicare le aliquote ridotte anche alle pensioni di vecchiaia;
- il problema è stato riconosciuto solo dopo oltre 26 mesi.
Il punto chiave chiarito nel 2026 è che non conta la modalità di uscita dal lavoro, ma la tipologia di pensione (anticipata o di vecchiaia).
Arretrati, interessi e rivalutazione: cosa spetta ai pensionati
I pensionati coinvolti avranno diritto a:
- ricalcolo dell’assegno pensionistico
- arretrati non percepiti
- interessi legali
- rivalutazione monetaria
Inoltre:
- eventuali somme richieste indietro dall’INPS verranno annullate;
- sarà riconosciuta l’“insussistenza originaria del debito”.
Quanto vale l’errore: stima da 40 milioni di euro
L’INPS non ha ancora fornito un dato ufficiale complessivo, ma secondo stime riportate dalla stampa, l’errore avrebbe un impatto di circa 40 milioni di euro nei primi due anni.
Questa cifra coincide con:
- il costo previsto nei documenti parlamentari per l’esclusione delle pensioni di vecchiaia dal taglio;
- la somma che ora dovrà essere restituita ai pensionati.
La norma sulle pensioni nella manovra 2024
La misura nasce con l’obiettivo di ridurre un sistema considerato troppo favorevole per alcuni lavoratori pubblici con carriera mista.
In particolare:
- modifica le aliquote di rendimento della quota retributiva;
- riguarda chi aveva meno di 15 anni di contributi prima del 1996;
- punta a contenere la spesa previdenziale nel lungo periodo.
Durante l’iter parlamentare, però, il Senato ha limitato l’intervento:
- mantenendo il taglio solo sulle pensioni anticipate;
- escludendo esplicitamente le pensioni di vecchiaia.
Un errore che riapre il tema della gestione previdenziale
Il caso evidenzia criticità importanti:
- ritardi nell’applicazione corretta delle norme;
- scarsa coordinazione tra Parlamento, ministeri e INPS;
- impatti concreti sulla vita dei pensionati.
Dopo oltre due anni, la correzione rappresenta un passo necessario, ma tardivo.
La vicenda dell’errore INPS sulle pensioni 2024 dimostra quanto sia delicata la gestione del sistema previdenziale italiano.
Da un lato, migliaia di pensionati riceveranno finalmente quanto spetta loro; dall’altro, resta il problema dei tempi lunghi con cui gli errori vengono individuati e corretti.
Il risultato finale è chiaro:
- nessun taglio alle pensioni di vecchiaia
- rimborso completo per chi è stato penalizzato
Ma con un ritardo che pesa, soprattutto per chi vive di pensione.