Medio Oriente

Guerra in Iran: Trump continua a minacciare l’inferno, ma si tratta su una tregua di 45 giorni

Ancora fuoco incrociato, ore decisive per il cessate il fuoco. Mentre i negoziati internazionali tentano di stabilire una tregua duratura, il conflitto si inasprisce

Guerra in Iran: Trump continua a minacciare l’inferno, ma si tratta su una tregua di 45 giorni

Attualmente in corso una trattativa diplomatica finalizzata a un cessate il fuoco di 45 giorni.

L’obiettivo di questa sospensione temporanea della guerra in Iran è aprire un tavolo negoziale per risolvere definitivamente il conflitto.

Le speranze di riuscita sono affidate a mediatori pakistani, turchi ed egiziani, impegnati in un delicato gioco d’equilibrio internazionale. Parallelamente, gli emissari della presidenza statunitense, Witcoff e Kushner, mantengono uno scambio di messaggi diretto con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi per scongiurare un’ulteriore escalation.

L’ultimatum di Washington e le minacce sul petrolio

Secondo quanto riportato dal sito di informazione statunitense Axios, il clima di tensione è alimentato dalle dichiarazioni provenienti dalla Casa Bianca.

Nella serata di martedì 7 aprile 2026, alle 20, scadrà l’ennesimo ultimatum (prorogato) del presidente americano, il quale ha utilizzato toni estremamente duri:

“Scatenerò l’inferno, farò saltare tutto in aria, mi prenderò il petrolio”.

Questa minaccia punta a colpire direttamente le risorse energetiche dell’area, fattore che potrebbe mutare radicalmente gli assetti geopolitici e i mercati mondiali nelle prossime ore.

Raid su Teheran e Beirut: strage di civili

Sul campo, la violenza non accenna a diminuire a causa dei raid incrociati che colpiscono i centri urbani. In Iran, diversi missili israeliani hanno centrato la capitale Teheran, causando almeno 13 vittime, tra le quali figurano sei minorenni; tra gli obiettivi colpiti risulta anche l’università locale.

Contemporaneamente, nuove operazioni aeree hanno interessato il Libano, dove è stata colpita una zona densamente popolata di Beirut, situata nei pressi di un ospedale gestito da Medici Senza Frontiere. Il bilancio nel Paese dei cedri parla di numerosi deceduti, mentre l’Iran ha risposto lanciando missili e droni verso Israele, Emirati Arabi Uniti e Kuwait.

L’appello di Papa Leone XIV per la pace

In questo scenario di distruzione, si leva ancora una voce di pace.

Durante la benedizione Urbi et Orbi di ieri, il Pontefice ha rivolto un nuovo messaggio accorato ai leader mondiali.

Uno sforzo ormai quotidiano, quello di Prevost.

Dalla Loggia delle Benedizioni, Leone XIV ha affermato ancora:

“Chi ha il potere di scatenare guerre scelga la pace, non una pace perseguita con la forza ma con il dialogo”.

Il successore di Pietro ha esortato i potenti della terra ad abbandonare ogni volontà di contesa, dominio e potere, richiamando la comunità internazionale alla responsabilità del confronto diplomatico.