Una visita a sorpresa della premier nei paesi del Golfo per garantire la sicurezza energetica dell’Italia.
In questo contesto si inserisce la missione di Giorgia Meloni, arrivata ieri a Gedda, in Arabia Saudita, e attesa oggi tra Qatar ed Emirati Arabi Uniti.
Si tratta della prima visita nella regione, dall’inizio della crisi, di un leader appartenente all’Unione europea e al G7.
Il viaggio è stato organizzato con la massima riservatezza per motivi di sicurezza.
Gli interessi del Paese, i rapporti con gli Usa, il “no” a Trump
La missione si accompagna anche a una presa di posizione autonoma rispetto agli Stati Uniti.
Intervenendo al Tg1, Meloni ha ribadito che, pur ritenendo fondamentale il rapporto transatlantico, l’Italia deve essere pronta a difendere i propri interessi anche quando divergono da quelli americani: in questo caso, Roma non condivide alcune scelte recenti di Washington.
Ecco perché la premier ha evidenziato come la condanna degli attacchi iraniani non può restare solo una dichiarazione di principio: deve tradursi in azioni concrete, così come la vicinanza ai partner del Golfo, costruita negli ultimi anni attraverso relazioni sempre più strette.
Un legame che ha portato, come si ricorderà, la presidente del Consiglio a partecipare, lo scorso dicembre, al Consiglio di cooperazione del Golfo come unica ospite straniera ed europea, dopo precedenti limitati a pochi leader internazionali.
Ecco allora che accanto alla dimensione politica e diplomatica, emerge con forza anche la necessità di proteggere la sicurezza energetica, oggi messa sotto pressione dal conflitto e dalle tensioni nello Stretto di Hormuz.
“Quando non siamo d’accordo con Trump, lo diciamo”
La posizione della premier e del nostro Governo è stata così evidenziata in modo ancor più esplicita, rispondendo ad una domanda sullo stato dei rapporti con gli Usa dopo gli attacchi di Trump sia alla Nato che agli alleati europei:

“Continuo a ritenere che sul piano geopolitico l’Europa non abbia molto da guadagnare da una divaricazione con gli Stati Uniti, però il nostro lavoro è soprattutto quello di difendere i nostri interessi nazionali e quando non siamo d’accordo dobbiamo dirlo. E stavolta noi non siamo d’accordo”.
Vale la pena ricordare come il Golfo rappresenta un nodo cruciale per l’approvvigionamento energetico italiano: circa il 15% del petrolio e oltre il 10% del gas provengono da quell’area.
Gli incontri con i leader di Arabia Saudita, Qatar ed Emirati hanno dunque un duplice obiettivo.
Da un lato confermare la solidità dei rapporti politici e della cooperazione, dall’altro garantire la continuità degli accordi energetici e degli investimenti, anche attraverso il coinvolgimento di grandi aziende italiane come Eni.
Gas e approvvigionamenti energetici, situazione complessa
Al centro del dialogo c’è anche la tutela delle rotte commerciali, fondamentali per un interscambio che vale circa 30 miliardi di euro, in larga parte legato all’export italiano.
La situazione resta però complessa. La decisione di QatarEnergy di sospendere alcune esportazioni di gas pesa sugli equilibri energetici, mentre il Governo italiano guarda già a nuove fonti di approvvigionamento.
In questo senso, la visita prevista in Azerbaigian a maggio assume un’importanza strategica, anche grazie al contributo del gasdotto Tap, che negli ultimi anni ha garantito forniture significative di gas.
Le azioni del Governo
Nel frattempo, l’impatto delle tensioni internazionali si fa sentire anche sull’economia interna.
Il recente intervento del Governo sui carburanti viene considerato una misura temporanea (con annessi le critiche e gli attacchi dell’opposizione di Centrosinistra), mentre cresce la consapevolezza che la crisi globale stia incidendo direttamente sui costi dell’energia.
In questo scenario, il rafforzamento dei rapporti con i Paesi del Golfo diventa ancora più rilevante, anche alla luce del minore coinvolgimento americano nella sicurezza dello Stretto di Hormuz.
Dalle parole della premier è emerso poi che l’Italia non esclude, inoltre, di valutare eventuali richieste di supporto militare da parte dei partner della regione, purché limitate ad ambiti difensivi.
L’agenda della politica internazionale
Sul piano internazionale, si attende infine un possibile vertice tra G7 e Consiglio di cooperazione del Golfo, proposto dall’Italia.
Intanto, resta alta l’attenzione sulle iniziative diplomatiche degli altri attori europei e sulle dinamiche nello Stretto, dove la libertà di navigazione è al centro di una proposta di risoluzione presentata al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
L’obiettivo condiviso resta quello di garantire la sicurezza dei traffici, pur mantenendo come priorità un cessate il fuoco.
La nota di Palazzo Chigi
E già dalle prime ore della giornata di oggi, sabato 4 aprile 2026, da Palazzo Chigi è stata diramata una nota stampa:
Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è appena ripartita da Gedda (prima tappa della visita nella regione del Golfo, durante la quale sono previsti incontri anche con i leader di Qatar ed Emirati Arabi Uniti) dove ieri sera è stata ricevuta dal Principe Ereditario e Primo Ministro dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman.

Il Presidente Meloni ha voluto esprimere, con la sua presenza, la vicinanza dell’Italia all’Arabia Saudita.
Nel corso del colloquio i due leader hanno discusso dell’assistenza militare difensiva fornita dall’Italia, confrontandosi sulle prospettive del conflitto e sugli sforzi in corso per una soluzione diplomatica e, più ampiamente, su come promuovere un quadro regionale che possa uscire dall’attuale ciclo di conflittualità.
L’incontro ha anche permesso di discutere di come assicurare gli approvvigionamenti energetici e ridurre l’impatto della crisi su imprese e cittadini. I due leader hanno anche concordato sull’importanza di assicurare al più presto la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.
Il Presidente Meloni e il Principe Mohammed hanno infine discusso del partenariato strategico lanciato tra le due Nazioni in occasione della precedente missione del Presidente del Consiglio ad Al-Ula (gennaio 2025) e hanno concordato sull’importanza, ancora più nell’attuale scenario regionale e internazionale, di sviluppare una cooperazione ad ampio raggio su economia, investimenti, infrastrutture strategiche, sicurezza e difesa.