“Una bestemmia quando l’uomo vuole vincere uccidendo”.
E’ con queste parole che Papa Prevost, durante la messa in Coena Domini del Giovedì Santo di Pasqua, ha lanciato il suo ennesimo appello alla pace, che fa seguito alle parole di qualche giorno prima quando, nel corso di un incontro con i giornalisti all’uscita di Villa Barberini, aveva espresso il suo auspicio per una fine delle ostilità entro le festività pasquali, con chiaro riferimento alla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran.
In quell’occasione, commentando le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che avrebbe manifestato l’intenzione di terminare il conflitto in Medio-Oriente, il Santo Padre ha riferito:
“Speriamo che stia cercando una via d’uscita e un modo per ridurre la violenza e i bombardamenti. Preghiamo per le vittime della guerra e lavoriamo per una pace nuova, rinnovata, che possa dare nuova vita a tutti”.
“Una bestemmia quando l’uomo vuole vincere uccidendo”
Il medesimo messaggio è stato ribadito da Papa Leone XIV durante la celebrazione tenuta nella Basilica di San Giovanni in Luterano, durante la quale si è chinato davanti a dodici sacerdoti della Diocesi di Roma, stesso numero degli apostoli di Gesù Cristo, lavando loro i piedi.
Nel corso della sua omelia, il Pontefice ha dichiarato:
“Davanti a un’umanità in ginocchio per molti esempi di brutalità, inginocchiamoci anche noi come fratelli e sorelle degli oppressi. È così che vogliamo seguire l’esempio del Signore”.
E quindi le parole in opposizione a ogni tipo di violenza:
“Gesù purifica non solo la nostra immagine di Dio dalle idolatrie e dalle bestemmie che l’hanno sporcata, ma purifica la nostra immagine dell’uomo, che si ritiene potente quando domina, che vuole vincere uccidendo chi gli è uguale, che si ritiene grande quando viene temuto”.
Papa Prevost ha poi citato Benedetto XVI, condannando chi strumentalizza la dimensione religiosa per giustificare la guerra.
“Noi siamo sempre tentati di cercare un Dio che ‘ci serve’, che ci faccia vincere, che sia utile come il denaro e il potere. Non comprendiamo che Dio ci serve davvero, sì, ma col gesto gratuito e umile di lavare i piedi: ecco l’onnipotenza di Dio”.

Richiamando il suo predecessore Papa Francesco, il Santo Padre torna a dire no a una fede di facciata.
“Egli non parlava di un astratto imperativo, un comando formale e vuoto, ma esprimeva il suo obbediente fervore per la carità di Cristo, fonte ed esempio della nostra carità. L’esempio dato da Gesù, infatti, non può essere imitato per convenienza, di malavoglia o con ipocrisia, ma solo per amore“.
Venerdì Santo, la via crucis al Colosseo
Nella giornata di venerdì 3 aprile 2026, in occasione del Venerdì Santo, Papa Leone XIV presiederà alle 17 la liturgia della Passione di Cristo nella Basilica di San Pietro.
Alle 21, invece, il Pontefice guiderà la via crucis al Colosseo, evento che sarà trasmesso in mondovisione. La celebrazione pasquale di quest’anno si caratterizzerà per una novità: sarà Papa Prevost stesso a portare la croce in tutte le quattordici stazioni.