Il Governo ha deciso di prorogare il taglio delle accise sui carburanti fino al 1° maggio 2026, nel tentativo di contenere l’aumento dei prezzi di benzina e diesel. La misura è stata approvata con un decreto legge al termine di un Consiglio dei ministri lampo, durato poco più di dieci minuti.
Ad annunciarlo è stato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti al termine della riunione a Palazzo Chigi, spiegando che l’intervento serve a “tamponare la situazione” in una fase di forte instabilità dei mercati energetici.
Proroga accise: cosa prevede il decreto
Il provvedimento estende di oltre tre settimane la riduzione già in vigore sulle accise, mantenendo uno sconto di circa 24,4 centesimi al litro su benzina e diesel.
L’obiettivo è quello di contrastare i rincari legati soprattutto all’aumento del prezzo del petrolio, influenzato anche dalle tensioni internazionali, in particolare dalla guerra in Medio Oriente.
Secondo il ministro Giorgetti, il decreto non si limita ai carburanti, ma include anche altri interventi economici:
- estensione del credito d’imposta al 20% per le aziende agricole, già previsto per il settore della pesca
- misure a sostegno delle imprese esportatrici tramite Simest
- recepimento degli accordi con le associazioni di categoria sul piano Transizione 5.0
Prezzi carburanti: lo sconto non basta
Nonostante il taglio delle accise, i prezzi alla pompa continuano a salire. Secondo le stime, solo rispetto a febbraio gli italiani hanno speso circa 470 milioni di euro in più:
- 97 milioni per la benzina
- oltre 372 milioni per il diesel
Il motivo è semplice: l’aumento del costo del petrolio ha di fatto annullato i benefici dello sconto fiscale.
Diesel sopra i 2 euro: i dati regione per regione
Le associazioni dei consumatori lanciano l’allarme: in molte zone d’Italia il prezzo del gasolio ha già superato i 2,1 euro al litro, tornando ai livelli precedenti al taglio delle accise.
Tra le regioni con i prezzi più alti:
- Bolzano: 2,134 euro/litro
- Calabria: 2,116 euro/litro
- Friuli Venezia Giulia: 2,113 euro/litro
- Liguria e Lombardia: 2,108 euro/litro
- Puglia e Valle d’Aosta: 2,104 euro/litro
- Basilicata: 2,102 euro/litro
- Piemonte: circa 2,100 euro/litro
Ancora più alti i prezzi in autostrada, dove il diesel arriva a 2,137 euro al litro, mentre la benzina si attesta intorno a 1,822 euro.
Le critiche: “Taglio insufficiente”
Le reazioni delle associazioni dei consumatori sono dure. Secondo il Codacons, l’effetto del taglio delle accise è stato “totalmente annullato” dai rincari.
Sulla stessa linea anche l’Unione Nazionale Consumatori, che definisce la misura “inadeguata”, soprattutto per quanto riguarda il diesel.
Secondo il presidente Massimiliano Dona:
- il prezzo del gasolio resta troppo alto
- sarebbe stato necessario aumentare lo sconto sul diesel
- in alternativa, si poteva ridurre leggermente il taglio sulla benzina per compensare
La proroga, quindi, rischia di tradursi in una semplice conferma dei prezzi elevati attuali, senza un reale alleggerimento per famiglie e imprese.

Possibili effetti sui conti pubblici
Il ministro Giorgetti ha anche sottolineato che la misura potrebbe avere implicazioni sui conti dello Stato. Se la situazione dovesse peggiorare, il Governo potrebbe ricorrere a una deroga ai vincoli di bilancio europei, incluso il limite del 3% sul deficit.
Una misura temporanea in un contesto incerto
La proroga del taglio delle accise rappresenta dunque un intervento temporaneo in un contesto ancora molto instabile.
Da un lato il Governo cerca di contenere l’impatto dei rincari energetici, dall’altro i consumatori continuano a fare i conti con prezzi elevati che incidono su trasporti, bollette e costo della vita.
Il vero nodo resta l’andamento del mercato internazionale: finché il prezzo del petrolio continuerà a salire, anche le misure fiscali rischiano di avere un effetto limitato.