Santa Pasqua? Cara Pasqua verrebbe da dire.
Perché se avvicinandosi domenica la voglia di “staccare la spina” per qualche giorno aumenta sempre di più, inesorabili arrivano però le occhiate a cartellini dei prezzi e portafogli.
A pochi giorni dalla Pasqua, mentre molti consumatori hanno già acquistato i prodotti simbolo come uova di cioccolato e colombe (ma altri aspettano le occasioni last minute con gli sconti della vigilia), la vera partita per i bilanci familiari si gioca ancora sul carrello della spesa per i pranzi festivi e sulle tavole di Pasqua e Pasquetta.
Ed è proprio qui che, secondo l’analisi di Codici Lombardia, si concentrano gli aumenti più significativi.
Pasqua 2026 all’insegna dei rincari: uova, colombe, carne, la denuncia di Codici Lombardia
L’edizione 2026 della festività si caratterizza infatti per rincari diffusi, con un impatto particolarmente evidente nelle aree urbane come Milano, Monza e la Brianza.

I prezzi alimentari registrano aumenti medi tra il +4% e il +5%, mentre i dolci pasquali segnano incrementi più variabili: le uova di cioccolato arrivano fino al +10%, anche a causa di fenomeni di shrinkflation (meno prodotto a parità di prezzo), e le colombe si attestano tra il +3% e il +7%.
A incidere maggiormente sul costo complessivo delle festività è però la carne, gettonatissima sia per Pasqua che le tradizionali grigliate di Pasquetta.

Le quotazioni dell’agnello, prodotto simbolo della tradizione pasquale, segnano rincari fino al +16%, con prezzi al dettaglio che tra Milano e Brianza oscillano tra i 18 e i 25 euro al chilo, soprattutto nei negozi di prossimità e nelle macellerie.
Più contenuti i prezzi nella grande distribuzione, mentre i mercati degli ambulanti si collocano su livelli intermedi, ma comunque in crescita.
Che salasso per ristoranti e grigliate
Gli aumenti si riflettono direttamente anche su Pasquetta, tradizionalmente dedicata a grigliate e pranzi all’aperto, dove il costo complessivo per carne e preparazioni risulta sensibilmente più alto rispetto allo scorso anno.
Non va meglio sul fronte della ristorazione. Nell’area milanese i menù pasquali variano mediamente tra i 55 e i 180 euro a persona, con le proposte più economiche che partono da circa 35-40 euro.
L’incremento dei prezzi si attesta tra il +5% e il +10%, rendendo anche il pranzo fuori casa una voce di spesa sempre più rilevante.
Nel complesso, tra acquisti alimentari e ristorazione, Codici Lombardia stima un aggravio per una famiglia tipo compreso tra i 20 e i 50 euro rispetto al 2025, con effetti più marcati nei grandi centri urbani.
Il commento
Una fotografia delle prossime festività commentata dal segretario regionale di Codici Lombardia, Davide Zanon:

“Quest’anno il vero aumento si sente soprattutto su carne e ristorazione, cioè sugli elementi centrali della convivialità pasquale e della Pasquetta. Molte famiglie hanno già acquistato i dolci, ma devono ancora affrontare la spesa più impegnativa: quella per i pranzi e le grigliate. Ed è qui che i rincari si fanno sentire di più”.
Zanon sottolinea inoltre come tra Milano e Brianza si registrino differenze anche marcate tra grande distribuzione e negozi di prossimità, con variazioni significative a parità di prodotto:
“A questo si aggiungono fenomeni meno trasparenti come la shrinkflation, che incidono sul costo reale senza essere immediatamente percepiti”.
Alla base dei rincari, secondo l’associazione, vi è l’aumento dei costi lungo tutta la filiera agroalimentare, che continua a trasferirsi sui prezzi finali proprio in concomitanza con una delle festività più importanti per le famiglie italiane.
Tuttavia, in un contesto di incertezza e acquisti concentrati, non si esclude che possano verificarsi anche comportamenti opportunistici.
I consigli utili
Per questo Codici Lombardia invita i consumatori a prestare attenzione negli acquisti della settimana che precede Pasqua e il Lunedì dell’Angelo: confrontare i prezzi al chilo, valutare le differenze tra supermercati, mercati e negozi di prossimità, verificare in anticipo menù e costi dei ristoranti e controllare la grammatura dei prodotti confezionati.
“È fondamentale fare acquisti consapevoli e informati. Chiediamo anche un rafforzamento dei controlli e maggiore trasparenza lungo tutta la filiera, perché le festività non possono trasformarsi in un ulteriore fattore di pressione economica per le famiglie”, conclude Zanon.
L’associazione invita infine i cittadini a segnalare eventuali anomalie o pratiche commerciali scorrette, assicurando che continuerà a monitorare l’andamento dei prezzi e a sollecitare interventi a tutela dei consumatori.