A Roma

Perché la Polizia ha controllato Ilaria Salis in hotel a Roma

Il controllo sarebbe stato attivato tramite il sistema di cooperazione internazionale Schengen (SIS), su segnalazione della Germania ma ha scatenato polemiche e richieste di chiarimenti

Perché la Polizia ha controllato Ilaria Salis in hotel a Roma

Scoppia un nuovo caso attorno a Ilaria Salis, eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs), dopo un controllo di polizia avvenuto all’alba del 28 marzo 2026 in un hotel di Roma.

L’episodio, inizialmente denunciato come “controllo preventivo” legato alla manifestazione No Kings Italia, è stato poi ridimensionato dalla Questura di Roma, che parla di un “atto dovuto” derivante da una segnalazione internazionale.

Il controllo in hotel: cosa è successo

Secondo il racconto di Ilaria Salis, due agenti si sarebbero presentati nella sua stanza d’albergo. Il controllo, con richiesta di documenti e domande su spostamenti e partecipazione alla manifestazione, sarebbe durato circa un’ora e si sarebbe concluso senza il rilascio di alcun verbale.

L’eurodeputata ha dichiarato sui social:

“Viviamo in uno Stato di polizia. Ma non dobbiamo lasciarci intimidire”.

La versione della Questura: “Nessun controllo preventivo”

La Questura di Roma ha fornito una ricostruzione diversa, escludendo qualsiasi collegamento con il corteo o con il decreto sicurezza.

Secondo le autorità il controllo è nato da una segnalazione di un Paese estero e sarebbe stato dunque un atto dovuto in base ad accordi internazionali. Gli agenti non avrebbero effettuato alcuna perquisizione e si sarebbero limitati all’identificazione.

Una volta accertata l’identità dell’europarlamentare, le verifiche sono state immediatamente interrotte.

Segnalazione Schengen: perché è scattato il controllo

Il controllo sarebbe stato attivato tramite il sistema di cooperazione internazionale Schengen (SIS), su segnalazione della Germania.

Questo tipo di alert:

  • può essere inserito da qualsiasi Stato membro
  • obbliga gli altri Paesi a effettuare verifiche
  • può prevedere controlli discreti o identificazioni

Nel caso di Salis, l’alert sarebbe legato a indagini su ambienti antagonisti tedeschi, in particolare gruppi antifascisti coinvolti in episodi di violenza politica.

Il nodo dell’immunità parlamentare

Il caso solleva interrogativi anche sul tema dell’immunità.

Secondo il legale della parlamentare, Eugenio Losco, potrebbe esserci stata una violazione:

  • un europarlamentare gode di tutele analoghe a quelle nazionali
  • all’estero l’immunità è persino più ampia
  • l’assenza di un verbale rende poco chiara la natura dell’intervento

Di parere diverso alcuni esperti di diritto, secondo cui una semplice identificazione non costituirebbe violazione delle prerogative parlamentari.

Reazioni politiche: proteste da Avs

I leader di Avs, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, hanno parlato di episodio “grave”, chiedendo chiarimenti immediati.

Successivamente, dopo le spiegazioni istituzionali, il clima si è parzialmente disteso, anche grazie all’intervento del capo della polizia Vittorio Pisani.

Il ruolo del Viminale e le verifiche interne

L’episodio ha comunque acceso l’attenzione del Ministero dell’Interno.

Il ministro Matteo Piantedosi ha chiesto chiarimenti su un possibile malfunzionamento nella catena di comando.

Secondo le ricostruzioni:

  • il sistema “Web Alloggiati” ha segnalato il nominativo
  • non è stato collegato subito alla figura pubblica di Salis
  • il controllo è stato trattato come una normale verifica di routine

Contesto: dalle vicende in Ungheria alle indagini tedesche

Il nome di Ilaria Salis era già noto a livello internazionale per il caso giudiziario in Ungheria, conclusosi con la sua elezione al Parlamento europeo.

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Ilaria Salis in aula in Ungheria

Secondo fonti investigative, il suo nome comparirebbe anche in atti legati a indagini tedesche su gruppi estremisti di sinistra coinvolti in aggressioni avvenute nel 2023.