Antonio Mura è il nuovo capo di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio. La nomina arriva dopo le dimissioni di Giusi Bartolozzi, finite al centro delle polemiche per alcune dichiarazioni sulla magistratura definita come un “plotone di esecuzione”.
Mura, già consigliere giuridico del Guardasigilli e capo dell’ufficio legislativo, diventa così il principale collaboratore operativo del ministro in una fase delicata per il dicastero di via Arenula, segnata anche dalle tensioni seguite all’esito del referendum sulla giustizia.

Chi è Antonio Mura: carriera e incarichi
Magistrato in pensione, 72 anni, originario di Sassari, Antonio Mura vanta una lunga esperienza nella magistratura italiana, sia nel ruolo requirente sia giudicante.
Nel corso della sua carriera ha ricoperto numerosi incarichi di rilievo:
- Sostituto procuratore della Repubblica a Livorno
- Giudice presso la Corte d’Assise di Firenze
- Componente del Consiglio Superiore della Magistratura
- Sostituto procuratore generale in Corte di Cassazione.
Dal 2014 al 2017 è stato capo del Dipartimento per gli affari di giustizia e, nel 2022, ha ricoperto il ruolo di procuratore generale presso la Corte d’Appello di Roma.
Inoltre, Mura è stato tra i protagonisti del processo processo Mediaset, conclusosi nel 2013 con la condanna per frode fiscale di Silvio Berlusconi. A quel tempo era pg di Cassazione.
Un profilo tecnico per una fase delicata
Considerato un giurista di alto profilo e molto stimato negli ambienti ministeriali, Mura viene descritto come una figura riservata, con uno stile diverso rispetto alla sua predecessora, meno incline a dichiarazioni pubbliche e più orientato al lavoro tecnico.

La sua nomina è letta come una scelta di stabilità e competenza da parte del ministro Nordio, in un momento complesso per il Ministero della Giustizia. Non a caso, negli ambienti di via Arenula viene considerato un profilo di “standing ministeriale elevato”, talvolta indicato anche come possibile candidato a ruoli di governo in futuro, soprattutto in contesti tecnici.
Le sfide al Ministero della Giustizia
L’arrivo di Mura apre anche un nodo organizzativo: la necessità di individuare un sostituto alla guida dell’ufficio legislativo, struttura chiave per l’elaborazione delle riforme e delle norme del dicastero.
Il nuovo capo di gabinetto sarà chiamato a gestire una fase complessa per la giustizia italiana, con i rapporti con la magistratura da tempo nel mirino e a seguito di una riforma bocciata dalle urne.
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