"Resa dei conti"

Gasparri si dimette da capogruppo di Forza Italia al Senato: Stefania Craxi verso la successione

Anche in Forza Italia cambiamenti post referendum: e la sostituzione di Gasparri potrebbe non essere il solo

Gasparri si dimette da capogruppo di Forza Italia al Senato: Stefania Craxi verso la successione

Dopo ore di tensione interna, arriva l’ufficialità: Maurizio Gasparri lascia il ruolo di capogruppo di Forza Italia al Senato. La decisione, maturata in un clima di forte fibrillazione politica, segna un passaggio importante negli equilibri del partito guidato da Antonio Tajani e dell’intera maggioranza.

Dopo le dimissioni del sottosegretario Delmastro, della capo di gabinetto del ministro Nordio Giusi Bartolozzi e della ministra Daniela Santanchè, anche in Forza Italia si consuma una “resa dei conti” post referendum.

Gasparri: “Scelta autonoma, avanti con coerenza”

Ad annunciare le dimissioni è stato lo stesso Gasparri con una nota ufficiale:

“Ho deciso autonomamente di lasciare il mio incarico da capogruppo di Forza Italia al Senato. Chi ha un lungo percorso basato sulla solidità e il senso del dovere, e non solo sull’incarico che svolge, sa come gestire tempi e modalità in momenti complessi. Avanti con coerenza e guardando al futuro”.

Parole che sottolineano una scelta personale, ma che arrivano dopo giorni di forti pressioni interne.

La sfiducia dei senatori e la lettera dei 14

A pesare sulla decisione è stata una raccolta firme sottoscritta da 14 senatori su 20, tra cui figure di primo piano come i ministri Casellati e Zangrillo e il viceministro Sisto.

Nel documento si evidenziava la necessità di un cambio alla guida del gruppo per garantire maggiore unità interna. Una vera e propria sfiducia politica che ha accelerato il passo indietro di Gasparri.

Stefania Craxi favorita per la successione

Nel pomeriggio è prevista una riunione dei senatori di Forza Italia per scegliere il nuovo capogruppo. Tra i nomi in pole position c’è Stefania Craxi, attuale presidente della Commissione Esteri del Senato.

Secondo le indiscrezioni, il passaggio di consegne sarebbe già definito:

  • Craxi alla guida del gruppo
  • Gasparri verso la presidenza della Commissione Esteri

La nomina ufficiale dovrebbe arrivare nei prossimi giorni.

Le tensioni dopo il referendum

La crisi interna a Forza Italia si inserisce in un contesto più ampio, segnato dal deludente risultato del referendum, soprattutto nelle regioni del Sud guidate da esponenti azzurri.

Questo esito ha acceso un confronto interno molto duro, con richieste di analisi approfondite e cambiamenti immediati.

Il ruolo della famiglia Berlusconi

Secondo diverse ricostruzioni, anche la famiglia Berlusconi avrebbe spinto per un rinnovamento. In particolare:

  • Pier Silvio Berlusconi aveva già parlato della necessità di “facce nuove”
  • Marina e Pier Silvio avrebbero sollecitato maggiore capacità comunicativa e innovazione politica.

La firma del ministro Zangrillo, storicamente vicino alla famiglia, sulla lettera dei 14 ha rafforzato queste interpretazioni.

Tajani e la linea del rinnovamento

Il segretario Antonio Tajani, dopo il voto, ha avviato una serie di incontri con i vertici del partito, parlando di una fase congressuale imminente.

Tuttavia, all’interno di Forza Italia cresce una minoranza critica. Tra i dirigenti, tra cui Casellati, Cattaneo, Ronzulli e la stessa Craxi, emerge una linea diversa:

  • no alla fretta sui congressi regionali
  • sì a temi più popolari
  • spazio a nuovi volti e maggiore coraggio politico

Un cambio che può estendersi anche alla Camera

Il caso Gasparri potrebbe non essere isolato. Nelle ultime ore si è parlato anche di un possibile avvicendamento alla Camera, con Paolo Barelli che potrebbe lasciare il posto a Debora Bergamini.

Come sottolineano fonti interne:

“Il tempo per cambiare qualcosa è ora”.

E la “detronizzazione” di Gasparri segna l’inizio di questa nuova fase.