Le coltellate inferte ieri mattina, 25 marzo 2026, da un tredicenne di terza media di Trescore Balneario, provincia di Bergamo, alla professoressa di francese Chiara Mocchi riaccendono i riflettori sulla diffusione di armi tra i minorenni.
L’episodio ha spinto il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, a rilanciare i provvedimenti previsti dal nuovo decreto sicurezza, approvato a inizio febbraio dal Consiglio dei Ministri e ora al vaglio della Commissione Affari costituzionali del Senato, “inondato” da oltre 1.200 emendamenti.

La reazione del ministro Valditara
“Quanto accaduto è un fatto di una gravità sconvolgente. Esprimo innanzitutto la mia forte vicinanza alla docente, ai suoi familiari, alla scuola”, ha dichiarato il ministro Valditara.
Ha aggiunto:
“Questo fatto dimostra che è necessario approvare rapidamente le nuove, severe norme predisposte dal governo per contrastare la criminalità giovanile e in particolare la diffusione di armi improprie fra i giovani. Misure necessarie da accompagnare a quelle già avviate nelle scuole sulla condotta e l’educazione al rispetto e che a breve saranno attivate, come quella sull’assistenza psicologica”.
Sul ruolo dei social network, Valditara ha sottolineato:
“C’è l’impatto estremamente negativo dei social. Sembra che anche in questo caso i social siano in qualche modo coinvolti. Noi dobbiamo intervenire, per esempio impedendo ai ragazzi sotto i 15 anni l’accesso ai social come hanno fatto altri Paesi”.
E ancora:
“Poi c’è il tema dell’educazione al rispetto, all’empatia. Quello dell’assistenza psicologica, per la quale abbiamo stanziato 20 milioni di euro, e poi il tema della prevenzione che non può essere trascurato. Quando sento dire che quello dei coltelli a scuola non è il vero problema, dico che è comunque una cosa inaccettabile: i coltelli a scuola non si portano. Le norme approvate dal governo sono severe e già stanno producendo risultati: quest’anno le aggressioni ai docenti sono più che dimezzate rispetto all’anno scorso. Dobbiamo anche soffermarci sulla responsabilità delle famiglie: quando un ragazzo esce di casa con un coltello di dieci centimetri mi chiedo, le famiglie dove stanno?”
Il decreto sicurezza e le norme ‘anti maranza’
Tra le novità previste dal decreto sicurezza ci sono la stretta sul porto di coltelli; divieto di vendita di lame agli under 18, anche online e multe per i genitori che non vigilano sui figli.
Il provvedimento, approvato a inizio febbraio dal Consiglio dei Ministri, è attualmente all’esame della Commissione Affari costituzionali del Senato. Sono stati presentati 1.215 emendamenti (1.073 delle opposizioni e 127 del centrodestra, inclusi quattro unitari), che potrebbero rallentare l’iter. La prima scrematura degli emendamenti è prevista la prossima settimana, con le votazioni che dovrebbero iniziare dopo Pasqua. L’Aula è attesa per il 15 aprile, con scadenza per la conversione in legge fissata al 25 aprile.
Nel frattempo, per prevenire episodi violenti nelle scuole, i ministri Valditara e Piantedosi hanno firmato una circolare per l’utilizzo dei metal detector negli istituti.
L’aggressione a Trescore Balneario
Poco prima delle 8, all’Istituto Comprensivo Leonardo da Vinci, un ragazzo di 13 anni, studente di terza media, ha aggredito la professoressa di francese Chiara Mocchi, 57 anni, con almeno due coltellate al collo e al torace. La docente, che chiede impegno e dà tutta se stessa ai suoi alunni, è stata immediatamente soccorsa e trasportata in elicottero all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove è stata operata.

L’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha spiegato:
“La professoressa è salva grazie all’elicottero di Areu, dove è stata praticata la trasfusione di sangue a bordo. Poi in sala operatoria, l’intervento chirurgico è durato circa due ore. La signora è in prognosi riservata, in rianimazione, ma non in pericolo di vita”.
La diretta su Telegram e la perquisizione
Il tredicenne è arrivato a scuola da solo, a piedi, indossando una maglietta con la scritta “vendetta” e pantaloni militari, con una pistola scacciacani nello zaino. Aveva il cellulare appeso al collo, con cui ha ripreso l’aggressione e trasmesso il video in diretta su un canale Telegram.

Secondo quanto ricostruito, la motivazione sarebbe legata a un voto basso e a un conflitto con un compagno, con cui il ragazzo aveva avuto diverbi precedenti. Ha programmato la “punizione” contro l’insegnante, andando a scuola vestito e armato per compiere il gesto.
Dopo l’aggressione, i Carabinieri hanno fermato immediatamente il ragazzo e perquisito la sua abitazione, dove è stato trovato materiale potenzialmente esplosivo, sottoposto a ulteriori accertamenti.
Affidato ad una comunità
Gli studenti della scuola sono stati fatti uscire dal retro dell’istituto alle 13.40, mentre nell’entrata principale i carabinieri continuavano i rilievi.
“Siamo tutti sotto choc”, ha detto una mamma. In paese, i residenti ricordano il ragazzo come “un bambino tranquillo”, cresciuto a Zandobbio prima di trasferirsi con la madre a Trescore Balneario. Gli psicologi scolastici sono intervenuti per supportare i compagni, mentre alcuni genitori hanno deciso di ritirare anticipatamente i figli da scuola.
Il tredicenne sarà affidato a una comunità per minori, dopo una lunga giornata trascorsa in caserma con i genitori e i Carabinieri, mentre proseguono le indagini sul materiale sequestrato e sulle modalità con cui il giovane si sia procurato le armi.