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Dimissioni Santanchè, esulta l’opposizione. Schlein: “Pronti a elezioni anticipate, Meloni riferisca in Parlamento”

Conte punta il dito su Meloni: ‘Una premier debole, responsabile di tutto’”. Magi ironizza: "Open to dimissioni"

Dimissioni Santanchè, esulta l’opposizione. Schlein: “Pronti a elezioni anticipate, Meloni riferisca in Parlamento”

Le dimissioni della ministra del Turismo Daniela Santanchè segnano uno dei passaggi più delicati per il governo guidato da Giorgia Meloni. Arrivate al termine di una giornata di tensione politica altissima, rappresentano il punto di caduta di uno scontro che si trascinava da tempo e che è esploso definitivamente dopo l’esito del referendum.

Dimissioni Santanchè, esulta l'opposizione. Schlein: “Pronti a elezioni anticipate, Meloni riferisca in Parlamento”
Daniela Santanché

Il contesto: pressione politica e referendum

Tutto accelera quando la premier chiede pubblicamente un passo indietro alla ministra, evocando una necessaria “sensibilità istituzionale”. Una richiesta che arriva dopo settimane di polemiche e, soprattutto, all’indomani di un referendum che ha visto una forte partecipazione e un risultato interpretato dalle opposizioni come una bocciatura politica dell’esecutivo.

Ieri, 25 marzo 2026, in Parlamento si consuma una vera e propria giornata di scontro: le opposizioni parlano apertamente di “crisi politica”, chiedono che la presidente del Consiglio riferisca in Aula e depositano una mozione di sfiducia. Nel frattempo, anche dentro la maggioranza emergono tensioni e ipotesi di soluzioni drastiche, segno di un equilibrio sempre più fragile.

La lettera: “Obbedisco”, ma con distinguo

In serata arriva la decisione. Santanchè si dimette con una lettera indirizzata a Meloni, scegliendo una formula netta: “obbedisco”. Ma il passo indietro non è privo di rivendicazioni.

La ministra sottolinea infatti che la sua scelta non deriva da responsabilità accertate:

“Faccio un passo indietro, non dovuto solo di fronte alla richiesta che il capo del mio partito ritiene utile”. E rivendica: “Ad oggi il mio certificato penale è immacolato”.

Lo scontro politico: tutte le reazioni

Le dimissioni scatenano reazioni immediate e durissime, soprattutto dalle opposizioni, che da un lato rivendicano il risultato, dall’altro attaccano frontalmente la premier.

Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte affonda:

“Ci sono voluti tre anni e 14 milioni di cittadini che hanno votato no al referendum per far dimettere una ministra responsabile di una truffa Covid ai danni dello Stato. Chi è responsabile di tutto questo? Un solo nome, Giorgia Meloni”.

Sulla stessa linea il Partito Democratico. La capogruppo alla Camera Chiara Braga dichiara:

“Ci sono voluti 14 milioni di no per chiudere questa pessima pagina”.

La segretaria dem Elly Schlein parla di una crisi più ampia. E attacca direttamente la premier:

“Non può pensare di scaricare le responsabilità su singoli capri espiatori. In qualunque momento saranno le elezioni, noi ci faremo trovare pronti. Ci sono difficoltà nel governo, lo vediamo in queste ore. Le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi sono state tardive”.

I democratici invitano la premier a riferire in Parlamento.

Dal Senato, Francesco Boccia insiste sulla necessità di chiarimenti:

“Con le tardive dimissioni di Daniela Santanchè si chiude una vicenda ma non si chiude l’evidente crisi politica del governo. Nella maggioranza in queste ore volano gli stracci ma il Paese va governato”.

Durissimo anche Riccardo Magi di Più Europa, che usa l’ironia:

“Da Open to Meraviglia a Open to dimissioni, finalmente. Giorgia Meloni esce politicamente a pezzi da tutta questa vicenda, indebolita dal post voto”.

Per Alleanza Verdi e Sinistra interviene Angelo Bonelli:

“Le dimissioni arrivano tardi e non cancellano anni di arroganza. È stato il voto popolare a fare pulizia. Non è un atto spontaneo di responsabilità ma il risultato della pressione dell’opinione pubblica”.

L’ex premier Matteo Renzi, leader di Italia Viva, sposta il focus:

“Mentre Meloni supplica la Santanchè, nessuno governa il Paese. Palazzo Chigi dorme. Perché?”.

Più tranchant Carlo Calenda:

“Si sono dimessi perché inopportuni, inadeguati e incapaci. Basta con questo circo infantile e inutile. Il mondo va a fuoco”.

La reazione della maggioranza

Dal fronte della maggioranza, la risposta è altrettanto dura. Il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Galeazzo Bignamiattacca l’opposizione:

“Non accettiamo lezioni da chi è andato a inchinarsi ai mafiosi passando davanti alle loro celle mentre andava da Cospito”.

Un epilogo che apre una fase nuova

L’addio di Santanchè chiude formalmente una vicenda, ma apre una fase politica più incerta. Le opposizioni parlano apertamente di crisi di governo, mentre la maggioranza cerca di contenere l’impatto.

Il dato politico, però, resta: le dimissioni non arrivano in isolamento, ma dentro una sequenza di tensioni, polemiche e risultati elettorali che stanno mettendo alla prova la tenuta dell’esecutivo. E il confronto, dentro e fuori il Parlamento, appare tutt’altro che concluso.