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Patrimonio immateriale Unesco: nuove candidature italiane per il 2026

Dalla Valpolicella al presepe, passando per il patrimonio alimentare alpino: le decisioni del Consiglio Direttivo della Commissione Nazionale Italiana

Patrimonio immateriale Unesco: nuove candidature italiane per il 2026

Dalla Valpolicella, con il rito della messa a riposo delle uve, alla tradizione del presepe, fino al patrimonio alimentare dell’arco alpino: sono questi i luoghi e le tradizioni al centro delle candidature approvate il 19 marzo dal Consiglio Direttivo della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco. Le candidature saranno inviate al Segretariato dell’Unesco di Parigi per il ciclo del 2026 nell’ambito della Convenzione del 2003 sulla Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale.

Le candidature per la Lista Rappresentativa

Per la Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale sono state approvate due candidature. La prima riguarda il rito della messa a riposo delle uve della Valpolicella, candidatura nazionale che comprende l’insieme di conoscenze tradizionali, attestate sin dall’inizio del Medioevo, legate alle tecniche di appassimento delle uve nella regione veneta. Si tratta di pratiche che testimoniano la stretta relazione tra uomo e natura, nel rispetto dell’ambiente e del ritmo delle stagioni.
La seconda candidatura è dedicata al presepe, dalle origini a tradizione culturale, e all’arte di crearlo. Si tratta di una candidatura multinazionale con Italia capofila, insieme a Spagna e Paraguay. La tradizione della rappresentazione della Natività, diffusa nei Paesi di religione cattolica, affonda le sue radici nei tempi di San Francesco d’Assisi e richiede conoscenze e competenze tecniche e artigianali che spaziano dall’ambito domestico fino a vere e proprie forme d’arte. Il Consiglio Direttivo ha espresso la propria preferenza per la candidatura multinazionale.

Il patrimonio alimentare alpino

Tra le candidature approvate figura anche quella per il Registro delle Buone Pratiche di Salvaguardia intitolata “Il patrimonio alimentare alpino: programmi culturali di salvaguardia promossi dalle comunità”, con la Svizzera come Paese capofila e la partecipazione di Italia, Francia e Slovenia. La candidatura riguarda pratiche, tradizioni e competenze legate alla protezione del patrimonio alimentare, considerato un importante veicolo di identità culturale, coesione sociale e sviluppo sostenibile per i territori dell’arco alpino.

Estensione della candidatura sull’irrigazione tradizionale

Il Consiglio Direttivo ha inoltre approvato l’estensione della candidatura multinazionale “Irrigazione tradizionale: conoscenza, tecnica e organizzazione”, alla quale l’Italia partecipa dal 2023, includendo anche Francia e Grecia. Un ulteriore passo che conferma l’importanza della cooperazione internazionale nella tutela e nella valorizzazione delle pratiche tradizionali e del patrimonio culturale immateriale.