Il turismo italiano continua a correre e a registrare numeri da record, confermandosi uno dei motori principali dell’economia nazionale. Tuttavia, a fronte di una crescita costante di arrivi, presenze e fatturato, emerge un problema sempre più evidente: le nuove generazioni guardano al settore con scarso interesse e spesso scelgono altre strade professionali.
La fotografia del settore
Secondo un’indagine Fiavet, la Federazione delle agenzie di viaggio, il comparto turistico vive una fase di forte espansione, ma si registra un divario tra le esigenze delle agenzie e le aspettative dei giovani lavoratori. Lo studio, con il progetto “Giovani nel turismo italiano: profili, opportunità e sfide per le agenzie di viaggio”, sostenuto dall’Ente Bilaterale nazionale del turismo, ha offerto una fotografia dettagliata del mondo delle agenzie di viaggio in Italia, con un focus sulla presenza dei giovani che vi lavorano e sulle imprese da loro gestite.
Numeri in crescita per il turismo
Il turismo in Italia continua a crescere con forza. Secondo il Tourism Forecast 2025 di Demoskopika, basato su dati Istat, il settore dovrebbe raggiungere 146 milioni di arrivi e 481 milioni di presenze. Le stime di Enit indicano un fatturato complessivo di circa 185 miliardi di euro, con un contributo al Pil che sfiora i 240 miliardi. Numeri che consolidano il ruolo dell’Italia come destinazione leader in Europa, seconda solo alla Spagna per numero di turisti e, dopo anni, nuovamente davanti alla Francia per arrivi e presenze. A trainare questa crescita è soprattutto la domanda internazionale.
Il ruolo dei turisti stranieri e dell’occupazione
Secondo l’Istat, nel 2024 le presenze dei turisti stranieri hanno registrato un aumento del 6,8%, raggiungendo il record di 250 milioni. Positivo anche l’impatto sull’occupazione: nel 2024 il turismo ha generato circa il 13% dei posti di lavoro in Italia, come riportato da Enit e dal Ministero del Turismo. Il comparto turistico si conferma quindi strategico non solo per l’indotto economico, ma anche per il mercato del lavoro.
Le difficoltà nel coinvolgere i giovani
Nonostante questi numeri, il settore si trova ad affrontare nuove sfide. Le previsioni di Unioncamere stimano, per il periodo 2025-2029, un fabbisogno occupazionale compreso tra le 551.000 e le 683.000 unità, tra i più elevati dell’economia italiana. Eppure, secondo Fipe Confcommercio, fino al 70% dei giovani lavoratori non considera più il turismo un settore attrattivo. A pesare sono soprattutto stipendi bassi, orari poco flessibili e limitate prospettive di crescita, come evidenziato anche dai sindacati Filcams-Cgil.
Una sfida per il futuro del settore
Il turismo cresce e continua a rappresentare una risorsa fondamentale per l’economia italiana, ma il disallineamento tra domanda di lavoro e aspettative delle nuove generazioni rischia di creare difficoltà alle imprese del settore nei prossimi anni. La sfida sarà quindi quella di rendere il comparto più attrattivo per i giovani, offrendo condizioni di lavoro e prospettive professionali in grado di rispondere alle nuove esigenze del mondo del lavoro.