La Scuola Normale Superiore di Pisa ha deciso di acquistare e rendere accessibili agli studiosi italiani circa quaranta dei 381 libri rimossi dalla Biblioteca Nimitz dell’Accademia Navale degli Stati Uniti ad Annapolis, nel Maryland, circa un anno fa. L’iniziativa è stata presentata oggi, lunedì 23 marzo 2026, nell’aula magna di Palazzo Vegni, sede fiorentina della Normale.
Un gesto in netta polemica con la “messa all’Indice” della cultura sotto il governo di Donald Trump.
La Normale di Pisa acquisisce i libri censurati da Trump
L’istituto motiva l’acquisto come un gesto simbolico “per continuare a tenere accesi i riflettori sulla situazione che scuole e accademie statunitensi stanno vivendo in questa fase”.
Dall’ateneo spiegano:
“Vediamo un ritorno di tempi scuri nei quali vengono cancellati libri che parlano di disuguaglianze di genere; quello che abbiamo fatto è un gesto di difesa della visione plurale di arte e scienza”, richiamando persino i “tempi bui, come quando il Ku Klux Klan bruciava i libri degli autori neri”.
I volumi selezionati formeranno il “fondo Nimitz” della Biblioteca della Normale e saranno disponibili per l’intera comunità accademica. Si tratta di opere che trattano temi di diversità, equità e inclusione (DEI), ritenuti “a rischio” o scomodi per alcune istituzioni militari statunitensi.
La rimozione negli Usa
La rimozione dei libri dalla Nimitz Library, avvenuta nell’aprile 2025, faceva parte di un programma del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti volto a limitare la promozione di valori legati a diversità, equità e inclusione nelle scuole e accademie militari, nell’ambito della cosiddetta “guerra alla woke culture dell’amministrazione Trump”.
Questa decisione rientrava in una serie di ordini emanati dai vertici militari statunitensi alle biblioteche delle accademie e degli istituti di addestramento dell’esercito e dell’aeronautica. Alle scuole e accademie militari era stato chiesto di esaminare le proprie collezioni e rimuovere ogni titolo che promuovesse ideologia di genere, teoria critica della razza o valori legati alla diversità e all’inclusione. Tra i libri rimossi figuravano opere storiche e culturali fondamentali, tra cui testi sull’Olocausto, sul femminismo, sui diritti civili e sul razzismo.
La decisione aveva suscitato forti critiche negli Stati Uniti, da legislatori, leader locali e cittadini, soprattutto per la cancellazione di riferimenti storici e figure di rilievo militare e civile.
Difesa di cultura e conoscenza
Per la Normale di Pisa, l’acquisizione rappresenta non solo un atto di salvaguardia del patrimonio intellettuale, ma anche una difesa della libertà di accesso alla conoscenza. I libri saranno non solo consultabili, ma anche parte di progetti didattici e di ricerca, con seminari e incontri dedicati al tema della libertà intellettuale, della memoria storica e della cultura contemporanea. In questo modo, la Scuola Normale trasforma un episodio controverso americano in un’opportunità di riflessione e studio per la comunità accademica italiana.