L'addio

In migliaia al funerale di Umberto Bossi a Pontida. Salvini (in camicia verde) contestato

C'erano i simboli della "vecchia" Lega, nessun riferimento alla versione salviniana del partito. Presente anche la premier Meloni

In migliaia al funerale di Umberto Bossi a Pontida. Salvini (in camicia verde) contestato

Pontida si è fermata in segno di lutto domenica 22 marzo 2026 per dare l’ultimo saluto a Umberto Bossi, fondatore della Lega Nord, scomparso il 19 marzo all’età di 84 anni. Le esequie si sono svolte nell’abbazia di San Giacomo, luogo simbolo per il movimento leghista, richiamando migliaia di sostenitori, militanti e rappresentanti politici da tutta Italia.

Migliaia di persone presenti ai funerali di Bossi

Come racconta Prima Merate, una folla numerosa ha partecipato alla cerimonia funebre, tra bandiere storiche della Lega Nord, della Lega Lombardia e del Partito del Nord. Assente invece la simbologia più recente legata alla Lega di Matteo Salvini, dettaglio che non è passato inosservato tra i presenti.

Tra le personalità politiche presenti si sono visti esponenti di primo piano del centrodestra e delle istituzioni (presente anche la premier Giorgia Meloni), a testimonianza del peso storico e politico di Bossi nella scena italiana.

 

L’arrivo del feretro e l’omaggio dei militanti

Il feretro di Umberto Bossi è stato portato a spalla da alcuni militanti e ha fatto il suo ingresso nell’abbazia avvolto nella bandiera della Padania e ricoperto di fiori bianchi. L’accompagnamento musicale delle cornamuse ha reso il momento ancora più solenne e carico di emozione.

Sul sagrato e all’interno della chiesa si sono alternati momenti di raccoglimento e manifestazioni di identità politica, con cori e simboli che hanno richiamato le origini del movimento leghista.

L’omelia: fede, speranza e memoria

La celebrazione è stata officiata dal parroco di Pontida, che durante l’omelia ha richiamato il passo evangelico di Marta e Lazzaro, sottolineando il valore della fede nei momenti di dolore.

Nel suo intervento ha evidenziato come la speranza cristiana nella resurrezione rappresenti un conforto per i familiari e per tutti coloro che piangono la scomparsa di Bossi, invitando a vivere il lutto con fiducia e spiritualità.

Cori, tensioni e contestazioni

Non sono mancati momenti di tensione durante la giornata. All’arrivo di Matteo Salvini, alcuni militanti hanno contestato la sua presenza con urla e fischi, invitandolo a togliere la camicia verde, simbolo storico del movimento.

All’uscita del feretro dall’abbazia, si sono levati cori inneggianti alla secessione e slogan storici come “Roma ladrona, la Lega non perdona”. In alcuni momenti, le urla contro il Tricolore hanno creato imbarazzo tra i presenti, con tentativi di riportare la calma.

Diversa invece l’accoglienza riservata ad altre figure politiche, tra applausi e cori di sostegno.

Il saluto finale tra musica e tradizione

La cerimonia si è conclusa con momenti particolarmente toccanti: il Coro Alpino Val San Martino ha eseguito “Signore delle cime”, accolto da lunghi applausi, seguito dal celebre “Va pensiero”, brano simbolico che ha accompagnato l’ultimo saluto al fondatore della Lega Nord.

Un addio che riporta alle origini della Lega

Il funerale di Umberto Bossi non è stato solo un momento di commiato, ma anche un ritorno alle radici del movimento leghista. Tra simboli, cori e richiami identitari, la giornata di Pontida ha mostrato quanto forte sia ancora il legame tra la figura di Bossi e la base storica del partito.

Un addio carico di emozione, ma anche di significati politici, che segna la fine di un’epoca e riporta al centro del dibattito le origini e l’evoluzione della Lega.