Dopo ormai più di 20 giorni dall’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele, il quadro sembra chiaro.
Perché se appare acclarato che abbia quasi finito le sue scorte di missili, è invece sicuro senza termini di smentita che a Teheran abbiano cambiato strategia e che dunque l’Iran sia al momento tutt’altro che sconfitto.
Non solo l’utilizzo di droni per un’azione snervante e di resistenza, ma anche attacchi mirati con missili balistici (probabilmente tra gli ultimi delle scorte militari iraniani).
L’Iran non “cede”, ancora missili su obiettivi strategici
Come quello che nelle scorse ore a raggio intermedio contro Diego Garcia, ma senza però colpire la base militare americano-britannica che sorge sull’isola nell’Oceano Indiano.
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, che a sua volta cita diverse fonti ufficiali statunitensi, uno dei missili avrebbe avuto un malfunzionamento durante il volo, mentre l’altro sarebbe stato intercettato da una nave da guerra americana tramite un sistema SM-3.
Non è stato chiarito il momento esatto in cui sarebbe avvenuto l’attacco.
Vale però la pena sottolineare un aspetto: il missile poteva viaggiare per 5mila km fino appunto all’isola nell’oceano indiano.
Tanto per intenderci, più della distanza fino a Madrid. Un particolare che dà l’idea di come potenzialmente tutta l’Europa sia a rischio attacchi.

L’avvertimento di Teheran agli Emirati Arabi Uniti
Ma non solo. In questi ultimi minuti, l’esercito dell’Iran ha lanciato un avvertimento agli Emirati Arabi Uniti, intimando di non consentire attacchi dal proprio territorio contro due isole contese situate nei pressi dello Stretto di Hormuz, minacciando in caso contrario una risposta militare.
In una dichiarazione diffusa dall’agenzia semi-ufficiale Tasnim, il comando operativo Khatam al-Anbiya ha affermato che, qualora si verificassero ulteriori aggressioni contro le isole iraniane di Abu Musa e Greater Tunb, le forze armate iraniane potrebbero colpire duramente l’emirato di Ras Al Khaimah.
Le due isole, attualmente sotto il controllo di Teheran ma rivendicate da Abu Dhabi, rappresentano da tempo un punto di tensione tra i due Paesi e occupano una posizione strategica all’ingresso dello Stretto di Hormuz.
La risposta iraniana in Libano
Nel frattempo, i media libanesi riferiscono che una persona è morta e altre due sono rimaste ferite a seguito di un raid israeliano che ha colpito un’abitazione nel sud del Libano.
Le notizie provengono da fonti di Beirut.
Da parte sua, l’Idf ha annunciato di aver condotto raid mirati contro Hezbollah nella capitale libanese e contro quelli che ha definito “obiettivi terroristici” anche a Teheran.
Eppure Trump canta vittoria: “Vicini all’obiettivo”
Nonostante l’attacco iraniano alla base strategica Diego Garcia, il presidente Usa Donald Trump canta però vittoria.
Il numero uno della Casa Bianca ha dichiarato che Washington è “molto vicina al raggiungimento dei propri obiettivi” e sta quindi valutando una possibile riduzione graduale dell’impegno militare in Medio Oriente.

Lo ha scritto in un post pubblicato su Truth Social.
Nel messaggio, Trump ha elencato i principali risultati che l’amministrazione ritiene di aver conseguito nell’azione contro l’Iran:
- il ridimensionamento della capacità missilistica e dei sistemi di lancio; il colpo all’industria della difesa;
- l’indebolimento di marina e aviazione, comprese le difese antiaeree;
- il contenimento di qualsiasi avanzamento verso capacità nucleari, con la garanzia di una risposta rapida da parte degli Stati Uniti in caso di minaccia;
- e infine il rafforzamento della protezione degli alleati nella regione, tra cui Israele, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Bahrein e Kuwait.
Gli Usa e l’obiettivo dell’isola di Kharg
Fatto sta che resta aperta l’ipotesi di occupare l’isola iraniana di Kharg.

Secondo fonti autorevoli vicine a Trump, l’Amministrazione Usa starebbe valutando seriamente questa soluzione.
L’obiettivo strategico sarebbe quello di forzare la riapertura dello stretto di Hormuz, bloccato dall’Iran a seguito delle crescenti tensioni e degli attacchi, per garantire il transito del petrolio.
Vale la pena ricordare che l’isola ospita il principale terminale di esportazione petrolifera dell’Iran, rendendola un punto di massima pressione economica.
L’allerta in Italia, il pericolo terroristico
Nonostante tutte le rassicurazioni della premier Giorgia Meloni sul fatto che l’Italia mai entrerà in guerra, la situazione nel nostro Paese è di massima allerta.
Il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha comunque escluso che l’Italia e i suoi siti possano essere bersaglio “diretto” di missili o attacchi iraniani, anche se ha invece lanciato l’allarme su possibili azioni terroristiche.
Ecco perché, anche complice l’avvicinarsi delle festività di Pasqua e l’afflusso di turisti, il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha annunciato l’innalzamento del livello di guardia e attenzione e di tutte le misure di allerta.