Come uscirne

Guerra, Meloni chiede lo stop agli attacchi alle infrastrutture e nello Stretto di Hormuz

La premier a margine del Consiglio Europeo ha ribadito la volontà di tenere fuori l'Ue dal conflitto e di lavorare a una via diplomatica

Guerra, Meloni chiede lo stop agli attacchi alle infrastrutture e nello Stretto di Hormuz

La crisi in Medio Oriente e le sue possibili conseguenze globali sono state al centro del Consiglio Europeo di giovedì 19 marzo 2026. Al termine della seduta, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha illustrato la posizione dell’Unione Europea in un punto stampa, sottolineando l’impegno dei Paesi membri per una soluzione diplomatica e per la de-escalation del conflitto.

 

L’Unione Europea punta sulla diplomazia

Meloni ha ribadito che i Paesi dell’UE non sono direttamente coinvolti nel conflitto ma stanno lavorando attivamente per ridurre le tensioni:

“I Paesi dell’Unione europea non sono coinvolti direttamente e sono impegnati a costruire sul piano diplomatico le strade possibili per una de-escalation”.

Il tema è stato discusso anche con il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, evidenziando una più ampia crisi del multilateralismo a livello internazionale.

Sicurezza energetica: richiesta di moratoria sugli attacchi

Uno dei punti chiave affrontati riguarda la sicurezza energetica, diventata prioritaria alla luce delle recenti tensioni:

  • Inserimento del tema nelle conclusioni del Consiglio UE
  • Richiesta di una moratoria degli attacchi alle infrastrutture energetiche
  • Preoccupazione per l’impatto sulle forniture globali

Meloni ha sottolineato come gli attacchi recenti rendano urgente una risposta coordinata per proteggere le risorse strategiche.

Stretto di Hormuz e libertà di navigazione

Grande attenzione anche alla libertà di navigazione, in particolare nello strategico Stretto di Hormuz, sul quale l’Italia e altri cinque Paesi (Regno Unito, Germania, Francia Paesi Bassi e Giappone) hanno presentato nelle ultime ore un piano di riapertura.

La premier ha chiarito con fermezza:

“Nessuno pensa a una missione militare per forzare il blocco”.

L’approccio europeo resta quindi prudente e orientato alla cooperazione internazionale. Tuttavia, l’UE si dice pronta a intervenire in futuro:

  • Solo in una fase post-conflitto
  • Con il consenso delle parti coinvolte
  • Per garantire sicurezza e libertà dei traffici marittimi

Iran e stabilità regionale

Nel contesto della crisi, l’Europa richiama anche Iran alle proprie responsabilità, in particolare sulla sicurezza della navigazione e sulla stabilità dell’area.

Parallelamente, l’UE mantiene aperta la disponibilità a collaborare per soluzioni condivise quando le condizioni lo permetteranno.

Rischio migratorio: l’Europa vuole prevenire una nuova crisi

Un altro tema emerso è il possibile impatto della crisi sul fronte migratorio. Secondo Meloni, esiste un rischio concreto che il conflitto possa generare nuovi flussi verso l’Europa.

Per questo:

  • È stato attivato il tavolo dei Paesi “like-minded”
  • Italia e Danimarca hanno proposto un’iniziativa congiunta
  • Si punta a rafforzare la difesa dei confini esterni

L’obiettivo è evitare una situazione simile alla crisi migratoria del 2015, puntando su prevenzione e controllo.

La linea UE

Il Consiglio Europeo, dunque, ha evidenziato una linea chiara:

  • Centralità della diplomazia per la de-escalation
  • Priorità alla sicurezza energetica
  • Difesa della libertà di navigazione
  • Prevenzione di nuove crisi migratorie

L’Unione Europea si conferma quindi impegnata a gestire la crisi in Medio Oriente con un approccio multilaterale, evitando escalation militari e privilegiando soluzioni condivise.