Nell’imminenza della votazione referendaria, si è conclusa ieri la trasmissione di Meritocrazia Italia dedicata al tema caldissimo della separazione delle carriere tra magistratura giudicante e magistratura requirente.
Alla puntata, che ha registrato il massimo degli ascolti dallo scorso mese di novembre, hanno preso parte ospiti di eccezione, il dott. Raffaele Cantone, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Perugia e già Presidente dell’Associazione Nazionale Anticorruzione, sulla posizione del NO, e il Maestro Pietro Perlingieri, Professore emerito di Diritto privato e già, tra l’altro, Senatore della Repubblica e componente del Consiglio Superiore della Magistratura nella consiliatura affidata alla vicepresidenza del Prof. Vittorio Bachelet, sulla posizione del SI.
Raffaele Cantone e Pietro Perlingieri da Meritocrazia Italia
È stato un confronto all’insegna del garbo istituzionale e del rispetto per le reciproche idee, esempio prezioso nell’attuale clima di fortissima conflittualità. Gli ospiti hanno messo in condivisione le proprie personali esperienze, motivando sul piano strettamente tecnico le ragioni alla base della propria scelta.
Il dott. Cantone non ha negato importanti storture, meritevoli di correzione, ma ha preso le distanze dalle pretese utilità di questa riforma, che ha reputato anzi pericolosa per la tenuta dell’indipendenza della magistratura. Ha avuto modo anche di contestare le modalità con le quali si è giunti alla composizione della normativa, che non ha visto una reale partecipazione del Parlamento. Nei suoi interventi il Prof. Perlingieri, che più di vent’anni fa aveva già avanzato una proposta di ristrutturazione della sezione disciplinare del csm, ha motivato la decisione di votare SI facendo leva soprattutto sul bisogno di affermare il principio di parità tra accusa e difesa nel corso del giudizio.
Istruttivo e di grande interesse è stato il racconto della personale esperienza come componente laico del consiglio superiore della magistratura. Ha ricordato le ragioni che hanno determinato la necessità di intervenire, facendo riferimento agli episodi di cattiva gestione della giustizia che hanno scosso in negativo l’opinione pubblica. Oggetto di discussione è stato anche il sorteggio come criterio di selezione della componente togata del csm, criterio sul quale gli ospiti hanno espresso opinioni soltanto in parte discordanti. Attenzione è stata riservata anche alle prospettive di attuazione della riforma per il caso di esito positivo del referendum.
Meritocrazia Italia invita a votare SI, in coerenza con una posizione presa fin dal 2019, quando non era in discussione alcuna possibilità di riforma, senza quindi mostrare adesione ad alcun programma partitico. Sceglie di non prendere neppure parte al poco apprezzabile braccio di ferro tra politica e magistratura, nella convinzione che i poteri dello Stato debbano essere separati ma uniti nella comune funzione di assicurare il benessere dei cittadini, che impone leale collaborazione.
Più importante, Meritocrazia invita a votare, a prescindere dall’orientamento, perché il voto non è solo un diritto, peraltro conquistato con grande sacrificio, ma è anche e soprattutto un dovere civico, verso se stessi e verso la comunità.
Che il risultato di questa tornata referendaria, qualunque esso sia, sia il risultato di un atto di esercizio della vera democrazia.
La libertà è partecipazione.