Polemiche sul voto

Referendum giustizia 2026, Valditara dispone controlli nelle scuole sulla par condicio: polemiche tra gli studenti

Unione degli Studenti: “Sono mesi che la questione del contraddittorio viene usata dal ministro, che pretende di far discutere nelle scuole solo ciò che gli conviene”

Referendum giustizia 2026, Valditara dispone controlli nelle scuole sulla par condicio: polemiche tra gli studenti

A pochi giorni dal referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo 2026, scoppia una nuova polemica politica. Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha disposto controlli nelle scuole per verificare il rispetto della par condicio durante gli incontri informativi sul voto.

La decisione arriva nell’ultima settimana di campagna referendaria e ha subito acceso il dibattito politico e studentesco.

Valditara ordina verifiche nelle scuole sul referendum

Il ministro ha incaricato gli Uffici scolastici regionali di effettuare verifiche qualora arrivino segnalazioni di possibili violazioni della par condicio negli incontri organizzati negli istituti scolastici.

Secondo quanto spiegato dal ministero, i controlli serviranno a verificare che i momenti informativi dedicati agli studenti mantengano equilibrio e neutralità, evitando che si trasformino in occasioni di propaganda politica a favore del “sì” o del “no”.

Gli uffici regionali dovranno quindi intervenire solo in presenza di segnalazioni, effettuando i dovuti riscontri sul rispetto delle regole previste dalla normativa elettorale.

La consultazione popolare sulla riforma della giustizia si terrà domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026, e il governo intende monitorare attentamente le attività informative organizzate nelle scuole in vista del voto.

Le polemiche degli studenti: “Provvedimenti preoccupanti”

La decisione del ministro ha però suscitato critiche da parte delle organizzazioni studentesche.

In una nota, la Rete della Conoscenza ha espresso forte preoccupazione per l’iniziativa presa a pochi giorni dal referendum.

Secondo l’organizzazione studentesca:

“Il ministro Valditara, dopo aver inviato una circolare alle scuole sulla necessità di garantire il contraddittorio negli incontri sul referendum, ha incaricato gli Uffici scolastici regionali di avviare ispezioni negli istituti in cui si tengono questi eventi”.

Gli studenti contestano il tempismo della decisione, arrivata a una settimana dal voto, e parlano di un clima di pressione sugli istituti scolastici.

Il nodo del “contraddittorio” nei dibattiti scolastici

Al centro della polemica c’è il tema del contraddittorio durante gli incontri informativi sul referendum.

Carlotta Scognamiglio dell’Unione degli Studenti ha accusato il ministro di strumentalizzare il tema:

“Sono mesi che la questione del contraddittorio viene usata dal ministro, che pretende di far discutere nelle scuole solo ciò che gli conviene”.

Secondo gli studenti, alcune segnalazioni riguarderebbero eventi considerati sbilanciati verso il fronte del “no”, ma sarebbero avvenuti anche episodi opposti.

Tra questi viene citato un dibattito organizzato a Napoli, descritto dagli studenti come completamente schierato per il “sì”, che avrebbe portato alcuni ragazzi a protestare lasciando la sala.

Ultima settimana di campagna sul referendum

La polemica sulle scuole arriva nel pieno della fase finale della campagna referendaria sulla riforma della giustizia.

Nei prossimi giorni sono previsti diversi appuntamenti politici:

  • manifestazioni e incontri pubblici in tutta Italia
  • eventi dei partiti schierati per il “sì” e per il “no”
  • la chiusura della campagna elettorale con iniziative dei leader politici

Tra gli appuntamenti più attesi c’è la manifestazione del campo progressista prevista in Piazza del Popolo a Roma, mentre vari esponenti del governo continueranno a sostenere le ragioni del “sì” fino agli ultimi giorni prima del voto.