Nelle prime settimane del conflitto in Iran, i social network sono stati sommersi da un’ondata di video e immagini falsi generati con l’intelligenza artificiale, creando una nuova dimensione di caos informativo attorno alla guerra.
Filmati che mostrano enormi esplosioni mai avvenute, strade devastate inesistenti o soldati che protestano contro la guerra, stanno circolando a ritmo serrato sulle piattaforme digitali, alimentando confusione e disinformazione tra milioni di utenti.
I numeri della disinformazione
Un’analisi del New York Times ha individuato oltre 110 immagini e video distinti legati al conflitto in Medio Oriente e prodotti con strumenti di intelligenza artificiale nelle ultime due settimane. Questi contenuti falsi mostrano ogni aspetto della guerra: israeliani terrorizzati dalle presunte esplosioni a Tel Aviv, iraniani in lutto per vittime inesistenti e navi militari americane colpite da missili e siluri.

I video non si limitano ai social aperti: circolano anche nelle app di messaggistica privata, moltiplicando l’impatto della disinformazione.
L’IA alla portata di tutti
La proliferazione dei falsi è resa possibile da una nuova generazione di strumenti di intelligenza artificiale, sempre più sofisticati e accessibili. Oggi chiunque può creare simulazioni di guerra altamente realistiche, spesso a costi quasi nulli, in grado di ingannare anche osservatori attenti. Contenuti simili erano già apparsi durante conflitti precedenti, come la guerra tra Russia e Ucraina, ma la guerra in Medio Oriente, combattuta su più fronti e seguita in tempo reale online, ha accelerato la diffusione dei contenuti manipolati fin dai primi attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
La Casa Bianca e la guerra “cinematografica”
Proprio la Casa Bianca ha contribuito a questa narrativa quasi cinematografica della guerra. Alcuni video pubblicati sui suoi canali social raccontano l’operazione militare denominata “Epic Fury” in Iran, mescolando clip tratte da videogiochi con filmati reali dei raid aerei statunitensi.
UNDEFEATED. pic.twitter.com/Jt69bcag5y
— The White House (@WhiteHouse) March 12, 2026
L’effetto è surreale e ha provocato critiche immediate:
“Non è divertente, la guerra non è un gioco”, hanno commentato diversi utenti.
Un altro video diffuso dalla Casa Bianca celebra i bombardamenti in Iran attraverso un montaggio che combina immagini militari a scene tratte da film e serie famose, da Star Wars a Breaking Bad, fino a film di Tom Cruise e persino Spongebob.
L’uso di spezzoni cinematografici di grande impatto visivo ha suscitato proteste, fra cui quella dell’attore Ben Stiller, che ha chiesto la rimozione di una clip del film Tropic Thunder, sottolineando di non avere mai autorizzato l’uso del film per scopi di propaganda militare.

La nuova frontiera della disinformazione
L’episodio mette in luce un problema più ampio: l’uso dell’intelligenza artificiale per manipolare la percezione dei conflitti. Filmati e immagini falsi non solo ingannano il pubblico, ma possono influenzare opinioni, strategie comunicative e decisioni politiche.
La guerra in Medio Oriente mostra come, in un contesto altamente connesso, la disinformazione generata dall’IA possa circolare con velocità e intensità senza precedenti, creando una realtà parallela difficile da distinguere da quella vera.