Dramma in mare

Naufragio nel canale di Sicilia al largo di Lampedusa, disperso un bimbo di due anni

Il piccolo, originario della Sierra Leone, sarebbe scivolato dalle braccia della madre durante l’affondamento del barcone partito dalla Tunisia

Naufragio nel canale di Sicilia al largo di Lampedusa, disperso un bimbo di due anni

Una traversata iniziata nella notte dalla Tunisia si è trasformata in tragedia nel Mediterraneo centrale dove una piccola imbarcazione carica di migranti è affondata e un bambino è scomparso.

Naufragio nel canale di Sicilia, bimbo disperso

Il barcone era ormai pieno d’acqua e stava per affondare quando tra i passeggeri è scoppiato il panico. In quei momenti concitati una mamma, finita in mare insieme agli altri migranti, ha provato a tenere stretto a sé il figlio di appena due anni.

Nel caos, però, il piccolo le è scivolato dalle braccia ed è stato inghiottito dalle onde. Il bambino, originario della Sierra Leone, risulta tuttora disperso dopo il naufragio avvenuto nel pomeriggio di sabato nel Canale di Sicilia, al largo di Lampedusa.

Le ricerche sono partite subito ma non hanno dato risultati. I soccorsi sono stati effettuati dalla motovedetta Cp327 della Guardia costiera, che è riuscita a mettere in salvo 64 persone cadute in acqua, tra cui 14 donne e 10 minori.

La traversata partita dalla Tunisia

Madre e figlio viaggiavano su una piccola imbarcazione in ferro lunga circa nove metri salpata da Sfax, in Tunisia, intorno alle 23 di venerdì. A bordo c’erano migranti provenienti da diversi Paesi africani: Burkina Faso, Camerun, Costa d’Avorio, Guinea e Sierra Leone.

I migranti stipati sulla barca

Una volta arrivati sull’isola, i superstiti hanno raccontato di aver pagato circa 300 euro per affrontare la traversata verso l’Europa e di voler rimanere in Italia.

Il naufragio è avvenuto mentre nelle stesse ore continuavano gli arrivi a Lampedusa. Complessivamente sono sbarcate 292 persone, compresi i 64 salvati dal barcone affondato. In totale sette imbarcazioni sono state soccorse tra Guardia costiera e Guardia di finanza.

Durante le operazioni è stata assistita anche la nave della ong Safira 2 che ha recuperato 40 migranti tra cui quattro donne e un minore su un gommone alla deriva proveniente da Eritrea, Etiopia, Guinea, Somalia e Sudan. Le altre partenze sono state individuate lungo diverse località della Libia, tra cui Zuwarah, Sabratha, Sorman, Tajoura e Zawiya.

L’allarme delle organizzazioni umanitarie

Dopo l’arrivo tra molo Favarolo e il molo commerciale, quattro migranti sono stati trasferiti al poliambulatorio di contrada Grecale per ipotermia, mentre un’altra persona è stata visitata per tachicardia.

All’hotspot di Lampedusa sono presenti al momento 394 ospiti e nella mattinata è stato organizzato il trasferimento di 248 migranti con il traghetto di linea diretto a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento.

Secondo i dati diffusi dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) e dall’agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr), nei primi due mesi dell’anno nel Mediterraneo centrale si contano già 503 morti o dispersi: oltre un terzo del totale registrato nell’intero anno precedente.

Sulla tragedia è intervenuta anche Save the Children che ha denunciato come ancora una volta a pagare il prezzo più alto siano i più piccoli. L’organizzazione ha ricordato che negli ultimi tre anni più di cento bambini all’anno hanno perso la vita lungo la rotta del Mediterraneo centrale.

“Ancora una volta un bambino di 2 anni ha pagato il prezzo di politiche che privilegiano la difesa dei confini rispetto al salvataggio di vite umane”, dichiara l’organizzazione.