Ancora un sito italiano sotto bersaglio degli attacchi della controffensiva iraniana.
Questa volta è toccato a una nostra base in Kuwait con un drone che ha distrutto un velivolo.
Come già accaduto per un precedente attacco a una base in Iraq, dalla Farnesina attraverso il vicepremier e Ministro degli Esteri Antonio Tajani sono però arrivate rassicurazioni che l’Italia non sia tra gli obiettivi dei missili iraniani.
Colpita base italiana in Kuwait, cosa è accaduto
Nelle scorse ore un drone ha attaccato la base italiana ad Ali Al Salem.
Nell’offensiva è rimasto coinvolto un velivolo della Task force air, un “Predator-Reaper” da ricognizione.

Non si registrano però feriti e secondo le informazioni raccolte in queste ore, come già accaduto in precedenza (si tratta del quarto attacco in due settimane), i nostri militari hanno trovato riparo in un bunker antiatomico della base.
Una situazione che ha portato però alla decisione di lasciare all’interno della base solo il personale necessario.

Le missioni di addestramento, come appunto quelle nella zona di Ali Al Salem (dove c’è anche un corposo contingente americano) rischiano di fatto di essere sospese e per questo non c’è motivo di mantenere troppi soldati nelle basi esponendoli a rischi inutili.
Le rassicurazioni del Ministro Tajani
Come già accaduto in precedenza, dal Ministro degli Esteri Antonio Tajani sono però arrivate rassicurazioni sull’identificazione degli obiettivi:
“Non credo che siano i militari italiani l’obiettivo specifico. Sono di basi internazionali. Non c’è un atteggiamento ostile nei confronti degli italiani. Si tratta di siti internazionali dove ci sono anche gli italiani e quando vengono attaccate anche gli italiani, come in questo caso, sono sotto tiro, però non credo che sia un attacco premeditato contro i nostri connazionali in quanto tali”.

E ancora:
“I nostri militari stanno tutti bene. Erano rimasti una settantina di militari, ora dopo le indicazioni del Ministero di Difesa vedremo di ridurre ulteriormente la nostra presenza. Rimarremo comunque lì perché noi non siamo in guerra contro nessuno. Siamo in quelle zone già da tempo e non con una funzione anti Iran”.
Vale la pena ricordare che prima dell’offensiva di Usa e Iran a fine febbraio erano 321 i militari presenti nella base di Ali Al Salem, mentre più in generale c’erano 2.576 effettivi nelle zone del Medio Oriente ora interessate dal conflitto.
La posizione del Ministro della Difesa
Curiosa invece la valutazione del velivolo distrutto con la contrapposizione di considerazioni tra il Ministro della Difesa Guido Crosetto e il capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano.
Il rappresentante del Governo ha infatti osservato:

“La perdita del velivolo non ha alcun riflesso sulla sicurezza dei nostri militari schierati nell’area”.
Mentre Portolano dalla sua ha commentato:

“Il velivolo distrutto era indispensabile per lo svolgimento delle attività operative ed era rimasto schierato per garantire la continuità delle operazioni”.