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Meritocrazia Italia: contro i disturbi alimentari, si parta dalle mense scolastiche

Nell’Unione Europea, l’educazione alimentare è obbligatoria per le scuole primarie o secondarie in diciannove Paesi, l’Italia però non fa parte della lista

Meritocrazia Italia: contro i disturbi alimentari, si parta dalle mense scolastiche

I disturbi del comportamento alimentare (DCA), secondo i dati della Società italiana di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, colpiscono più di 55 milioni di persone a livello mondiale, oltre 3 milioni in Italia, ovvero circa il 5% della popolazione.

La diagnosi più frequente è l’anoressia nervosa, ma vi rientrano anche bulimia, disturbo da alimentazione incontrollata, disturbo da ruminazione e disturbo da evitamento/restrizione dell’assunzione di cibo.

Meritocrazia Italia contro i disturbi alimentari

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, l’età di insorgenza più frequente dei disturbi del comportamento alimentare è tra i 15 e i 25 anni, ma i casi tra i minori sono in aumento, e a esserne colpita è principalmente la popolazione femminile (anche se il numero dei maschi è anch’esso in aumento).

Trattasi di una vera e propria epidemia silenziosa, che si diffonde talvolta senza lasciare tracce evidenti; rappresenta, dunque, un vero e proprio problema sanitario, sintomo di gravi patologie mentali, che possono essere ricondotte a una richiesta d’aiuto non verbalizzata. Spesso, infatti, il problema non è il cibo o il corpo di per sé, ma il valore che assumono per chi vive un Disturbo Alimentare, espressione di un disagio profondo. Altre volte, invece, la causa della insorgenza di questi disturbi è di semplice individuazione: vedere rappresentati ovunque corpi perfetti porta a una sensazione di inadeguatezza continua. Viviamo, in effetti, in quella che viene definita diet culture: la cultura della magrezza propagandata e diffusa da social e tv, che è diventata l’unico ideale contemplabile.

Un modo univoco per far fronte ai disturbi del comportamento alimentare che insorgono tra i giovani non esiste, ma punti di partenza possono individuarsi nella famiglia e nella necessità di istaurare un dialogo con gli adolescenti al fine di comprendere le loro esigenze e creare un ambiente scolastico sano.

Nell’Unione Europea, l’educazione alimentare è obbligatoria per le scuole primarie o secondarie in diciannove Paesi, l’Italia però non fa parte della lista. Dal 2020 esiste nelle scuole del nostro Paese il programma Scuola&Cibo che ha il fine di garantire la sostenibilità e il benessere alimentare ma si tratta, ad oggi, di un progetto a titolo volontario rivolto ai docenti.

L’educazione alimentare nelle scuole sarebbe utile, oltre a evitare l’ insorgenza dei disturbi del comportamento alimentare, anche per risolvere altre due preoccupanti criticità: lo spreco alimentare e la scarsa qualità dei cibi nelle mense.

Il problema dello spreco alimentare è un tema cruciale che coinvolge tutti i settori ma assume un’importanza particolare nelle scuole, dove educare i più giovani a un consumo consapevole può avere un impatto significativo sul futuro.

La ristorazione scolastica è un settore chiave per affrontare il problema, poiché rappresenta non solo un’opportunità per nutrire, ma anche per educare i bambini a un rapporto sano e rispettoso con il cibo.

In relazione alla qualità del cibo nelle mense scolastiche, di recente più volte messa in discussione, occorre rilevare che essa dipende da diversi fattori, tra cui l’aderenza alle normative, la freschezza degli ingredienti e l’equilibrio nutrizionale. Sebbene ci siano stati miglioramenti grazie a norme come i Criteri Ambientali Minimi (CAM), persistono evidenti criticità, come l’eccessivo uso di cibi processati e sprechi alimentari.

Meritocrazia Italia ritiene doveroso promuovere uno stile di vita sano e alla luce delle suindicate criticità, e propone di:

– introdurre nei piani formativi scolastici un monte ore dedicato alla educazione alimentare (da introdurre nelle ore dedicate alla educazione civica), fondamentale per prevenire rischi alla salute, contribuendo così ad una crescita sana e prevedendo che i relativi insegnamenti vengano impartiti da specialisti che sappiano far comprendere l’importanza della giusta alimentazione, dell’ accettazione di sé e della propria unicità nonché dando valore al “pasto condiviso” nelle mense scolastiche come momento di aggregazione e socializzazione;

– educare gli studenti a non sprecare cibo, non solo per risparmiare risorse, ma anche per inculcare l’importanza si stili di vita corretti e sostenibili. In tal senso, risulta assolutamente necessario mettere in atto azioni mirate tra cui la pianificazione dei pasti, la preparazione di porzioni adeguate, il riutilizzo del cibo avanzato destinandolo a organizzazioni che lo possano distribuire tra persone in difficoltà, l’implementazione di sistemi di compostaggio per trasformare il cibo avanzato in concime.

– garantire la qualità stessa degli alimenti serviti nelle mense scolastiche, contribuendo per questa via alla riduzione degli sprechi oltre che per incidere in primis sulla salute fisica degli studenti, sul loro apprendimento e sul loro sviluppo complessivo. Pasti di alta qualità forniscono ai ragazzi i nutrienti necessari per concentrarsi, migliorando le loro capacità cognitive e aiutandoli a mantenere un peso corporeo sano. A tal fine risulta necessario rafforzare controlli e verifiche da parte delle autorità sanitarie e dei servizi di igiene e sicurezza alimentare, incentivare studenti e famiglie a segnalare eventuali dubbi sulla qualità degli alimenti serviti nelle mense.