Una buona notizia, nel segno della generosità e che tranquillizza molti dopo la tragedia di queste ultime settimane del piccolo Domenico.
Nei primi mesi del 2026 si registra infatti un aumento delle donazioni di organi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
I dati più recenti diffusi dal Centro nazionale trapianti indicano che tra il 1° gennaio e l’8 marzo le donazioni sono state 340, contro le 316 rilevate nello stesso arco temporale del 2025.
Ma non solo. Anche il tasso di opposizione alla donazione nelle rianimazioni mostra un lieve miglioramento, passando dal 27,7% al 26,9%.
In crescita risultano inoltre i trapianti effettuati: nello stesso periodo sono stati 837, rispetto ai 764 dell’anno scorso.
La “fotografia” della situazione donazioni-trapianti in Italia
La “fotografia” della situazione donazioni-trapianti nel nostro Paese è stata illustrata dal direttore del Centro nazionale trapianti, Giuseppe Feltrin:

“Questi dati dimostrano che l’attività della rete trapiantologica prosegue senza contraccolpi negativi, nonostante le preoccupazioni emerse dopo la vicenda del piccolo Domenico”.
Feltrin ha sottolineato che quella tragedia (il bambino di due anni di Napoli era morto il 21 febbraio scorso in seguito al trapianto di un cuore risultato danneggiato) ha colpito profondamente l’opinione pubblica e la stessa comunità dei professionisti coinvolti nella rete dei trapianti.
Tuttavia, almeno per il momento, non si registra alcun calo nelle donazioni né nell’attività complessiva.
La gioia della madre del piccolo Domenico
E ancora una volta nell’arco di queste tragiche settimane la madre del piccolo Domenico, Patrizia Mercolino, ha dimostrato grande dignità, esprimendo tutta la sua gioia per il report diramato dal Centro nazionale trapianti:

“E’ una notizia che mi riempie di gioia. Ho sempre creduto nella donazione di organi, fino all’ultimo istante di vita di mio figlio ho chiesto e sperato che arrivasse un cuore nuovo. C’era il rischio che la tragedia di Domenico avesse un effetto negativo sulle donazioni, lo abbiamo temuto e invece non è stato così. E’ importante continuare ad avere fiducia nella buona sanità, nell’impegno quotidiano dei medici”.
Ma non solo. La donna ha confermato anche l’intenzione di portare avanti proprio nel segno dell’importanza della donazione la mission della neonata Fondazione intitolata alla memoria proprio di suo figlio:
“Presenteremo la Fondazione il 18 marzo. Vogliamo promuovere la cultura del dono, della solidarietà, dell’attenzione a chi soffre. So cosa significhi attendere in trepidazione la telefonata che può riaprire la speranza di vita per una persona cara, spero che questo trend di donazioni si rafforzi ulteriormente, anche per onorare la memoria del mio piccolo”.