Dalla guerra all’Iran alla guerra al Wall Street Journal per la pasta
Trump parla di fake news e assicura che la pasta prodotta in Italia continua a essere normalmente disponibile nei supermercati di tutto il Paese
14/03/2026 alle 12:57
Diavolo di Trump, lo diciamo da tempo. Ma questa volta il vulcanico e imprevedibile presidente degli Stati Uniti c’entra fino a certo punto.
Perché diciamocelo apertamente, se fosse andato fino in fondo, l’avrebbe combinata grossa.
L’ultimo polverone mediatico che l’ha interessato riguarda la pasta. Ovvero, (insieme alla pizza) il piatto più amato dagli italiani. E ben gradito anche dagli americani dal palato fine.
Ma cosa è accaduto esattamente dalle parti di Washington e della Casa Bianca? E’ presto detto.
Dalla guerra all’Iran alla guerra al Wall Street Journal per la pasta
Non solo Iran dunque. Per Trump anche la pasta è diventata terreno di scontro con i media.
Il presidente Usa Donald Trump
La Casa Bianca nei giorni scorsi ha infatti criticato apertamente il Wall Street Journal.
Il motivo? Alla redazione e al suo direttore è stata avanzata l’accusa di aver diffuso informazioni fuorvianti sulla possibile scomparsa della pasta italiana dai supermercati statunitensi.
La pasta e gli scaffali dei supermercati, il polverone
A sollevare la polemica è stato il vice portavoce della Casa Bianca, che sui social ha ricordato come circa quattro mesi fa il quotidiano economico avesse pubblicato un articolo in cui si sosteneva che, a causa delle politiche commerciali dell’amministrazione Trump, la pasta italiana rischiasse di sparire dagli scaffali dei negozi negli Stati Uniti.
Secondo uno dei responsabili della comunicazione di The Donald, quella ricostruzione avrebbe contribuito ad alimentare timori ingiustificati tra i consumatori americani.
“Si è trattato di una notizia infondata”, ha scritto, sottolineando che la pasta prodotta in Italia continua a essere normalmente disponibile nei supermercati di tutto il Paese.
La presa di posizione arriva proprio nel giorno in cui è stata confermata la riduzione dei dazi sulla pasta italiana, un elemento che l’amministrazione ha utilizzato per ribadire le proprie critiche nei confronti del giornale.
La pasta e i dazi, lo scontro tra la fine dell’anno e l’inizio del 2026
La vicenda del resto, si trascina da tempo.
Come forse in molti ricordano, bisogna andare indietro di qualche mese, verso la fase finale dello scorso anno quando proprio Trump aveva annunciato le misure più aspre riguardo i dazi e tra queste azioni nel mirino era finita proprio la pasta italiana.
Tanto che molti produttori (Rummo, La Molisana) avevamo minacciato di essere pronti alle carte bollate.
Washington aveva infatti annunciato l’intenzione di applicare, a partire da gennaio 2026, dazi aggiuntivi fino al 91,74% su alcuni produttori italiani, oltre all’aliquota ordinaria del 15% valida sulla maggior parte delle importazioni Ue.
L’efficacia delle nuove aliquote era rimasta comunque sospesa fino alla conclusione formale dell’indagine, che era attesa appunto per l’11 marzo.
Il sospiro di sollievo per il Made in Italy
Il Made in Italy ha invece segnato un punto a suo favore.
Gli Stati Uniti hanno rivisto nettamente al ribasso i dazi antidumping proposti sulla pasta italiana, addirittura in anticipo rispetto alla prima previsione.
L’annuncio era infatti arrivato nelle scorse settimane dalla Farnesina quasi in contemporanea con un’altra comunicazione di in cui Washington riguardo il rinvio di nuovi aumenti tariffari su altri comparti manifatturieri come quello dei mobili.