tensioni in senato

Ex Ilva, manifestazione di interesse anche di un gruppo indiano per l’intero complesso siderurgico

"Al fine di garantire l’interesse nazionale, eserciteremo anche il diritto di Golden Power per tutelare al meglio ogni aspetto del processo industriale e della decarbonizzazione ambientale", ha chiarito il Ministro Urso

Ex Ilva, manifestazione di interesse anche di un gruppo indiano per l’intero complesso siderurgico

Il 12 marzo 2026 ha segnato l’ennesima svolta nella complessa vicenda dell’ex Ilva di Taranto. Il colosso indiano Jindal Steel rientra ufficialmente nella competizione per l’acquisizione dello stabilimento, segnando il suo terzo tentativo dopo le sfide del 2017 e del 2025. L’annuncio è arrivato durante un’informativa al Senato del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha descritto la proposta di Jindal come “ambiziosa” e focalizzata sulla piena decarbonizzazione del processo produttivo.

Ex Ilva, manifestazione di interesse anche di un gruppo indiano

Ora spetta ai commissari approfondire l’offerta e confrontarla con quella del fondo statunitense Flacks Group, che nel frattempo cerca partner industriali come Metinvest e Danieli.

“I commissari straordinari mi hanno dato una notizia particolarmente rilevante: ieri sera (martedì 11 marzo, ndr) il gruppo indiano Jindal ha presentato una manifestazione d’interesse per l’intero complesso siderurgico, garantendo il processo di piena decarbonizzazione”, ha dichiarato Urso durante l’informativa.

Il Ministro ha aggiunto che la procedura di gara è oggi competitiva e permette il miglioramento dell’offerta:

“Al fine di garantire l’interesse nazionale, eserciteremo anche il diritto di Golden Power per tutelare al meglio ogni aspetto del processo industriale e della decarbonizzazione ambientale”.

Ex Ilva, manifestazione di interesse anche di un gruppo indiano per l'intero complesso siderurgico
Adolfo Urso

Decarbonizzazione e manutenzione degli impianti

Mentre le trattative procedono, il Governo concentra le proprie attenzioni sulla sicurezza dei lavoratori, sulla tutela dell’ambiente e sulla piena funzionalità degli impianti. I commissari hanno documentato l’impiego di 1,2 miliardi di euro di risorse pubbliche, per oltre l’80% destinati a interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. L’obiettivo è garantire entro aprile 2026 una capacità produttiva di 4 milioni di tonnellate annue, in linea con le richieste di tutti i soggetti interessati.

Il cosiddetto “Piano ciclo corto”, presentato ai sindacati mesi fa al Tavolo di Palazzo Chigi, mira a ripristinare completamente gli impianti e a consolidare il rilancio produttivo, smentendo le accuse di chi aveva interpretato il programma come un piano di chiusura.

“In particolare – ha spiegato Urso – si sta completando il cosiddetto ‘piano ciclo corto’: un piano di rilancio e non di chiusura, come affermammo allora in Aula rispondendo a chi ci accusava di predisporre la chiusura degli impianti. Esattamente il contrario, come confermano oggi i fatti”.

Tensioni in Senato e a Taranto

L’informativa del Ministro Urso si è svolta davanti a circa trenta senatori, un’aula quasi deserta che ha suscitato le critiche dei sindacati Fiom e Uilm, già scossi dalla recente morte sul lavoro degli operai Claudio Salamida e Loris Costantino.

“Inaccettabile continuare con i balletti di annunci”, ha dichiarato Rocco Palombrella della Uilm, invocando la gestione statale come unica via credibile.

A Taranto, intanto, sono iniziati i confronti tra commissari e sindacati per definire un piano straordinario sulla sicurezza, mentre resta pendente il ricorso contro lo spegnimento degli impianti previsto per l’estate.

L’intera vicenda conferma quanto sia delicata la partita dell’ex Ilva, tra esigenze industriali, sicurezza dei lavoratori e tutela ambientale, con la sfida industriale che si intreccia con pressioni politiche e sociali.

Una gara strategica per l’Italia e per l’ambiente

L’ingresso di Jindal nella gara evidenzia anche l’attenzione alla decarbonizzazione, tema centrale nel confronto tra i potenziali acquirenti. Il Governo, con l’uso del Golden Power, intende assicurarsi che qualsiasi operatore che rilevi l’Ilva rispetti precisi impegni ambientali e industriali.

Il programma di manutenzione degli impianti, in corso da mesi, è stato fondamentale per preparare lo stabilimento al ritorno alla piena produttività. I commissari hanno sottolineato come la manutenzione straordinaria abbia permesso di tutelare l’ambiente, migliorare la sicurezza e garantire che, entro aprile, gli impianti siano pronti per produrre 4 milioni di tonnellate annue, rispondendo alle richieste di tutti i potenziali acquirenti.

“I commissari hanno documentato l’utilizzo di 1 miliardo e 200 milioni di risorse pubbliche, per oltre l’80% impegnati in opere di manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti, a tutela dell’ambiente e della sicurezza sul lavoro”, ha spiegato Urso, aggiungendo che l’obiettivo è assicurare un assetto industriale efficiente e sostenibile.

A Taranto, i sindacati monitorano con attenzione le mosse dei commissari e del Governo, chiedendo chiarezza sulle tempistiche e sui programmi di sicurezza.