tre vittime

Terrorismo negli Usa, attaccata sinagoga da libanese la cui famiglia era rimasta vittima di un raid israeliano

Altra sparatoria all’Università della Virginia. Intanto Trump in un evento per le donne alla Casa bianca: “La guerra procede rapidamente, distruggere un impero malvagio è più importante del prezzo del petrolio”

Terrorismo negli Usa, attaccata sinagoga da libanese la cui famiglia era rimasta vittima di un raid israeliano

Nella giornata di ieri, 12 marzo 2026, due gravi attacchi terroristici negli Stati Uniti.

A West Bloomfield, Michigan, un uomo ha preso di mira la sinagoga Temple Israel, schiantandosi con la propria auto contro l’edificio e aprendo il fuoco prima di essere neutralizzato dalle forze dell’ordine.

A Norfolk, Virginia, un altro assalitore ha colpito il campus dell’Old Dominion University, causando una vittima e altri feriti prima di essere ucciso. Le autorità locali e federali hanno definito entrambi gli episodi attacchi terroristici.

Il presidente Donald Trump ha ribadito l’impegno delle autorità a monitorare attentamente possibili cellule violente presenti nel Paese.

Negli Usa, attaccata sinagoga

Allarme nella cittadina americana di West Bloomfield, nei pressi di Detroit, dove il 12 marzo un uomo ha preso di mira la sinagoga Temple Israel. Secondo quanto ricostruito dalle autorità locali, l’aggressore prima si è schiantato volontariamente con la propria auto contro l’edificio, poi ha aperto il fuoco con un fucile contro gli agenti di sicurezza, venendo infine neutralizzato e ucciso dalle forze dell’ordine.

Negli Usa, attaccata sinagoga da libanese la cui famiglia era rimasta vittima di un raid israeliano
Attentato sinagoga Michigan

Gli investigatori hanno dichiarato che l’uomo “cercava la strage” e che il suo veicolo era “pieno di mortai”. Fortunatamente, non si segnalano altre vittime o feriti, se non un agente leggermente colpito dal veicolo, che è riuscito comunque a entrare nell’edificio. La sinagoga ospita una delle più grandi congregazioni riformate degli Stati Uniti e una scuola materna ebraica; tutti gli alunni, dai 3 ai 5 anni, sono stati evacuati in sicurezza.

L’attentatore è stato identificato come Ayman Mohamad Ghazali, 41 anni, cittadino nato in Libano e naturalizzato statunitense. Prima dell’attacco, Ghazali aveva pubblicato sui social immagini della sua famiglia, tra cui bambini, scrivendo che erano stati uccisi in un recente attacco israeliano a Mashghara, in Libano, secondo quanto riportato dalla CNN.

Secondo il Dipartimento per la Sicurezza Interna, Ghazali era arrivato negli Stati Uniti nel 2011 con un visto IR1 come coniuge di una cittadina statunitense, ottenendo la cittadinanza nel 2016. Viveva a Dearborn Heights e diversi suoi parenti libanesi erano stati uccisi in un recente conflitto tra Israele e Hezbollah, sostenuto dall’Iran.

Sparatoria parallela in Virginia

Nelle stesse ore, un’altra sparatoria ha colpito il campus dell’Old Dominion University a Norfolk, in Virginia. L’assalitore, Mohamed Bailor Jalloh, 36 anni, è stato ucciso dalle forze dell’ordine. Una delle tre persone inizialmente ferite è deceduta. Le autorità hanno definito l’episodio un “atto di terrorismo”, ricordando che Jalloh aveva già scontato 11 anni di carcere per aver cercato di fornire supporto materiale allo Stato Islamico e che era stato rilasciato nel 2024.

Negli Usa, attaccata sinagoga da libanese la cui famiglia era rimasta vittima di un raid israeliano
Old Dominion University, attentato

La reazione del presidente Trump

Poche ore dopo, il presidente Donald Trump ha affrontato il tema legato all’Iran e all’attacco alla sinagoga in Michigan durante un evento alla Casa Bianca dedicato al Mese della Storia delle Donne.

La situazione con l’Iran sta evolvendo con grande rapidità. Va tutto molto bene, le nostre forze armate sono insuperabili”, ha dichiarato il tycoon, sottolineando che gli Stati Uniti stanno facendo “solo quello che è necessario”. “Si tratta di un regime che da 47 anni ha come obiettivo principale l’annientamento del ‘Grande Satana’ americano. È una nazione fatta di terrore e odio, e in questo momento sta pagando un prezzo molto caro.”

Commentando l’attacco al Temple Israel, Trump ha aggiunto:

“Voglio esprimere il nostro affetto alla comunità ebraica del Michigan e a tutti gli abitanti dell’area di Detroit.”

Poco prima, il presidente aveva risposto al primo discorso alla nazione di Mojtaba Khamenei, letto da una speaker sulla tv di Stato iraniana.

Negli Usa, attaccata sinagoga da libanese la cui famiglia era rimasta vittima di un raid israeliano
Truth, Donald Trump

Trump aveva tuonato su Truth:

“Gli Stati Uniti sono di gran lunga il più grande produttore di petrolio al mondo, quindi quando i prezzi del petrolio salgono, guadagniamo un sacco di soldi. Ma, di ben più grande interesse e importanza per me, come presidente, è impedire a un impero malvagio, l’Iran, di possedere armi nucleari e di distruggere il Medio Oriente e il mondo.”

Ha poi ribadito:

“Non permetterò mai che ciò accada.”