L'appello

Guerra, tavolo permanente offerto da Meloni alle opposizioni: sì di Renzi, Calenda e Magi, no di Bonelli e Conte

Una nuova proposta per portare avanti un lavoro condiviso, maggioranza e opposizione sui temi più spinosi della conflitto in Iran

Guerra, tavolo permanente offerto da Meloni alle opposizioni: sì di Renzi, Calenda e Magi, no di Bonelli e Conte

Fuori tempo massimo o meno, la premier Giorgia Meloni ha nuovamente proposto un tavolo di lavoro congiunto, bipartisan, trasversale sul fronte della guerra in Iran.

E’ l’ulteriore esito del “botta e risposta” che tra ieri e l’altro ieri ha visto protagoniste la presidente del Consiglio e il segretario nazionale del Partito democratico Elly Schlein.

E così, ieri, giovedì 12 marzo 2026, in serata, Meloni ha cercato il numero nella rubrica del suo telefonino e ha chiamato la leader del Pd.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni

Guerra in Iran, la nuova proposta della premier di “lavorare” insieme

Oggetto della telefonata una nuova proposta per portare avanti un lavoro condiviso, maggioranza e opposizione, Centrodestra e Centrosinistra, sui temi più spinosi della conflitto in Iran dopo l’attacco congiunto di Stati Uniti e Iran del 28 febbraio.

Una nuova sollecitazione della premier che ha seguito un’analoga dimostrazione di disponibilità illustrata in Aula durante il dibattito parlamentare a Camera e Senato precedente il Consiglio europeo.

Ne erano seguite polemiche e attacchi dagli scranni del Parlamento con la stessa Schlein che aveva invitato Meloni “a posare la clava, non trascinare i cittadini nel fango, di non dire sempre sì a Trump”.

Elly Schlein , attuale segretario del Pd

Dalla sua la presidente del Consiglio aveva evidenziato la “buona fede” della sua proposta e il pregiudizio di Pd e altri dell’opposizione esternato in “attacchi gratuiti, nn costruttivi e anche personali”. 

Il tentativo di Meloni, un tavolo permanente sulla guerra in Iran

Ecco però che ieri in serata la premier ha avuto una nuova suggestione: l’istituzione di un tavolo permanente e ne ha subito reso partecipe il segretario nazionale del Pd e a cascata tutti gli altri leader dell’opposizione: Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, Matteo Renzi, Riccardo Magi e Carlo Calenda.

L’idea della premier era già stata avanzata in Parlamento nel dibattito assembleare. Poi è appunto ne è una seguita una telefonata individuale per illustrare al meglio la progettualità del lavoro comune e una possibile agenda condivisa.

Un tentativo in chiaroscuro per le risposte ricevute.

Agenda comune sulla situazione in Medio Oriente, chi ha detto sì alla premier

A Meloni hanno risposto positivamente Carlo Calenda per Azione, Riccardo Magi di +Europa e, un po’ a sorpresa visto l’asse che aveva instaurato con Conte e il M5S, il leader di Italia Viva Matteo Renzi.

Articolata, ma esaustiva la disamina di Calenda:

Il leader di Azione Carlo Calenda

“Ho ricevuto una telefonata da parte della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ho dato piena disponibilità a partecipare a un eventuale tavolo istituzionale sulle questioni di politica estera. Ho capito che le altre opposizioni, sbagliando, non si vogliono sedere. Lo ritengo un grave vulnus istituzionale perché ci sono due guerre ai confini dell’Europa e la disponibilità del governo a informare le opposizioni, anche in una sede più raccolta e riservata, oltre che in Parlamento è una cosa positiva che va accolta”.

Mano tesa, come detto anche da +Europa, attraverso le parole di Riccardo Magi:

Riccardo Magi +Europa
Riccardo Magi +Europa

“C’è stata la disponibilità della premier a mantenere un canale sempre aperto di aggiornamento con le opposizioni sulle principali questioni inerenti l’evoluzione della situazione internazionale, lo apprezziamo”.

Italia Viva ha invece diramato una nota stampa, favorevole alla proposta, ma con una stoccata a Meloni:

Matteo Renzi leader di Italia Viva

“La Presidente del Consiglio ha offerto alle opposizioni un tavolo di confronto permanente sulle questioni di politica internazionale. La proposta arriva in ritardo, ma è ben accolta da tutti noi. Per adesso l’accordo è che le informazioni saranno veicolate per le vie brevi di telefonate e messaggi. Italia Viva conferma la massima disponibilità a confrontarsi a tutti i livelli: in Parlamento, a Palazzo Chigi, nei tavoli che la Premier vorrà convocare”.

Disponibilità a collaborare anche da parte di Elly Schlein che da Venezia dove era impegnata in un comizio per il No al referendum sulla Giustizia ha osservato:

“Siamo d’accordo che ci aggiorneremo per le vie brevi ogni volta che sarà necessario in una situazione, quella che riguarda il conflitto in Medio Oriente, molto preoccupante anche in riferimento all’attacco che c’è stato alla nostra base nel Kurdistan iracheno”.

Il no Bonelli e Conte

A far da contraltare i no dei più oltranzisti, Sinistra e Movimento 5 Stelle.

Durissimo l’ex premier Giuseppe Conte:

Giuseppe Conte leader del M5S

“Portiamo proposte che non vengono ascoltate. E’ accaduto in passato, dunque non accettiamo passerelle”.

Richiamo alle passerelle e toni altrettanto duri anche da parte di Angelo Bonelli di Alleanza Verdi Sinistra:

Gaza e il ricordo di Charlie Kirk: scintille alla Camera tra maggioranza e opposizione
Angelo Bonelli di Avs

“Per noi non c’è nessun tavolo. Meloni dice che sul gas va tutto bene, che Trump va bene, che a Gaza non succede niente…Su cosa tiene questo tavolo? Se fai il tavolo per fare le passerelle, noi non ci stiamo. Noi i cittadini italiani non li prendiamo in giro e non ci facciamo prendere in giro. Quindi, se ci vuole informare ci informi, trovi la modalità. Per noi il luogo deputato è sempre il Parlamento”.