Guerra

Altro attacco a Erbil, stavolta colpita base francese: ha perso la vita un maresciallo. Crosetto: “Militari italiani lasceranno l’Iraq”

Nel Kurdistan iracheno al confine con l’Iran ieri un drone aveva centrato (“deliberatamente” ha ammesso Crosetto) anche il compound italiano

Altro attacco a Erbil, stavolta colpita base francese: ha perso la vita un maresciallo. Crosetto: “Militari italiani lasceranno l’Iraq”

La tensione in Medio Oriente continua a crescere. Un militare francese è morto durante un attacco nella regione di Erbil, nel Kurdistan iracheno, mentre nelle stesse ore nuovi raid israeliani hanno colpito Beirut e potenti esplosioni hanno scosso Teheran. Intanto due persone sono morte nel nord dell’Oman a causa dell’impatto di un drone. Il conflitto regionale si allarga e coinvolge sempre più direttamente anche i contingenti militari occidentali presenti nell’area.

E, dopo l’attacco subito dalla base italiana, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha dichiarato che i nostri soldati lasceranno la zona.

Soldato francese ucciso a Erbil: l’annuncio di Macron

A dare notizia della morte del militare è stato il presidente francese Emmanuel Macron, che ha comunicato su X la morte del maresciallo Arnaud Frion, appartenente al 7° battaglione cacciatori alpini di Varces.

“Il sergente maggiore Arnaud Frion è morto per la Francia durante un attacco nella regione di Erbil, in Iraq”, ha scritto il presidente, esprimendo le proprie condoglianze alla famiglia del militare e ai suoi commilitoni.

Macron ha inoltre sottolineato che diversi soldati francesi sono rimasti feriti e ha definito l’attacco “inaccettabile”, ricordando che la presenza delle truppe francesi in Iraq rientra nella missione internazionale contro l’ISIS iniziata nel 2015.

“La guerra in Iran non può giustificare attacchi del genere”, ha aggiunto il capo dell’Eliseo.

Solidarietà dell’Italia alla Francia

Anche il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto in una nota ufficiale ha espresso solidarietà alla Francia per l’attacco subito nel Kurdistan iracheno.

“A nome mio e di tutta la Difesa italiana esprimo vicinanza al ministro della Difesa francese e alle Forze Armate francesi per il grave attacco subito a Erbil, nel quale ha perso la vita un militare e sono rimasti feriti altri suoi commilitoni”, ha dichiarato.

Il ministro ha rivolto un pensiero alla famiglia del soldato ucciso e ha augurato una pronta guarigione ai militari feriti.

Attacco alla base di Erbil e presenza militare internazionale

La base militare di Erbil rappresenta uno dei principali hub logistici e operativi delle missioni occidentali nel nord dell’Iraq. Qui operano contingenti della NATO e delle forze internazionali impegnate nel contrasto al terrorismo e nella stabilizzazione dell’area.

Il punto dove si trova Erbil

Nelle ore precedenti era stata colpita anche la base militare dove è presente il contingente italiano. Il comandante del contingente, Stefano Pizzotti, ha spiegato che un drone si è schiantato all’interno della base provocando danni alle infrastrutture ma senza causare feriti tra i militari.

“Il personale è addestrato per affrontare queste situazioni. Siamo stanchi, ma il morale resta alto”, ha dichiarato il comandante.

Stefano Pizzotti

Crosetto: via i militari italiani

Intanto, dopo l’attacco subito ieri dalla base di Camp Singara, il ministro della Difesa Guido Crosetto (che ha parlato di “attacco deliberato”) ha annunciato l’intenzione di voler rimpatriare quanto prima i nostri militari (rimasti illesi), così come il personale dell’ambasciata di Erbil, mentre si prevede la riduzione di quello della sede di Baghdad.

Soldati italiani nella base di Erbil

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso solidarietà ai militari italiani presenti nella base e ha assicurato che il governo segue con attenzione gli sviluppi della situazione.

“Continuo a seguire con attenzione quanto accaduto alla nostra base di Erbil – ha affermato la presidente del Consiglio – A nome del governo e mio personale esprimo solidarietà e vicinanza ai nostri militari”. Erbil, va sottolineato, non è solo un presidio militare, ma il fulcro della presenza italiana in Medio Oriente. La base è un punto logistico e strategico cruciale per le forze Nato che operano nel quadrante nord dell’Iraq e sino al confine siriano, e anche per tali ragioni il ministro della Difesa Guido Crosetto, in merito alla domanda se quello alla base italiana sia stato o no un attacco deliberato, ha dichiarato “assolutamente sì”, specificando che “quella è una base della Nato ed è anche americana”.

Raid israeliani su Beirut

Nel frattempo il fronte libanese resta estremamente caldo. L’esercito israeliano ha lanciato nuovi raid aerei contro i sobborghi meridionali di Beirut dopo aver emesso avvisi di evacuazione.

Secondo i media libanesi, i bombardamenti sono avvenuti poche ore dopo un attacco all’alba contro un edificio nel centro della capitale. Il bilancio si aggiunge a quello già pesante dei giorni precedenti: un raid israeliano nell’est del Libano aveva ucciso sette persone e ferito altre diciotto, colpendo anche la casa di una famiglia di rifugiati siriani.

Esplosioni a Teheran nel quattordicesimo giorno di guerra

La situazione resta critica anche in Iran. Nel quattordicesimo giorno di conflitto una serie di forti esplosioni ha scosso la capitale Teheran.

Le detonazioni sono state registrate intorno alle 10 del mattino, ora locale, nel nord e nel centro della città. L’intensità delle esplosioni conferma che anche la capitale iraniana continua a essere direttamente coinvolta nelle operazioni militari.

Drone in Oman: due morti

Le tensioni regionali hanno avuto conseguenze anche fuori dai principali fronti di guerra. Nel nord dell’Oman due persone sono morte dopo che un drone si è schiantato nel governatorato di Sohar.

Secondo l’agenzia di stampa omanita, uno dei droni è precipitato nella zona industriale di Al Awahi, provocando la morte di due lavoratori stranieri e diversi feriti. Un secondo drone è caduto in un’area aperta senza causare vittime.

Trump: “In Iran sta andando molto bene”

Negli Stati Uniti, il presidente Donald Trump ha rivendicato il successo delle operazioni militari contro Teheran.

Durante un evento pubblico ha definito l’Iran “una nazione di terrore e odio” e ha affermato che l’azione militare sta procedendo rapidamente.

“Stiamo facendo quello che doveva essere fatto da molti anni”, ha dichiarato, aggiungendo che le forze armate americane sono “senza eguali”.